Eclissi, quando la videoarte incontra la psicoanalisi

 Francesco Bertocco e Francesca Belgiojoso dialogano con Pietro Roberto Goisis

Questa intervista nasce dall’incontro, non troppo fortuito, tra un videoartista, una psicoterapeuta e uno psicoanalista. Il tramite è stato un video: Eclissi.Francesco Bertocco, in collaborazione con Francesca Belgiojoso e lo Studio ArteCrescita di Milano, ha ideato un progetto visivo nel quale sette psicoterapeuti di diverso orientamento teorico interpretano quattro colloqui clinici in setting differenti. Focalizzandosi sulla rappresentazione spaziale della relazione clinica, il colloquio con l’adulto presenta l’uso del lettino, terapeuta e bambina sono viste nell’incontro che avviene attraverso il disegno della famiglia, mentre il colloquio con l’adolescente avviene alla scrivania. Il quarto colloquio è condotto da terapeuti sistemici: una coppia è seduta sul divano e i due terapeuti siedono su poltroncine di fronte allo stesso.

Eclissi non racconta colloqui basati su pazienti reali e il focus non è sulla loro diagnosi: si tratta di quattro role-playing che narrano la relazione tra psicoterapeuta e paziente descritta attraverso lo spazio e l’occhio dell’artista. Eclissi è stato presentato in ambito artistico al Pac di Milano ed è entrato a far parte della collezione del Museo Maga di Gallarate. E’ stato anche utilizzato per la didattica all’Università Cattolica di Milano e presso il Dams di Bologna all’interno dei corsi di psicologia dell’arte. In questa intervista si sviluppa una riflessione sul legame tra videoarte, psicoanalisi e clinica: Pietro Roberto Goisis intervista gli autori sull’origine e l’intento del progetto e sulle potenzialità feconde che possono derivare da questo incontro. L’interesse della psicoanalisi, della SPI e, in particolare, di spiweb, per ogni forma di espressione e comunicazione visiva è nota da tempo. Si è voluta così cogliere l’occasione per un confronto tra un videoartista e degli psicoterapeuti che hanno trovato una forma di incontro e di collaborazione tra i due differenti mondi.

L’aspetto importante e stimolante di questo prodotto artistico risiede, tra l’altro, nel fatto che ci permette di cogliere dei dettagli e dei frammenti che l’analista non ha la possibilità di intercettare e di vedere. Il terzo occhio del video arriva là dove normalmente i nostri occhi non possono, offrendo così uno svelamento che si può considerare come la cifra essenziale dell’arte. Campi nuovi che si incontrano e si arricchiscono. Per crearne uno nuovo nel quale ognuno si modifica e si rinnova.

Febbraio 2015