Uno sguardo sui giovani

In un bel lavoro del 2001, “La guerra, la morte e il figlicidio”, (Rivista di Psicoanalisi 2001,2 ) Emanuele Bonasia esaminava  il problema della guerra alla luce del  rapporto tra le generazioni, e attribuiva l’origine dei conflitti alla follia omicida verso i propri figli delle generazioni al potere. Alla fine affermava che se andassero in guerra solo gli uomini sopra i 50 anni non vi sarebbero più conflitti. In maniera meno estrema assistiamo continuamente ad attacchi alle giovani generazioni, indicati come causa dei mali sociali o come ignavi “bamboccioni” . Sappiamo che il futuro è delle nuove generazioni, o almeno dovrebbe esserlo.

Le vecchie generazioni dovrebbero cedere il passo, fare spazio,  ed aiutare i giovani a creare il loro futuro. Solo così il mondo può continuare a vivere. C’è però la sensazione, nelle nuove generazioni, di trovarsi la strada sbarrata da qualcuno che si rifiuta di “dare la precedenza” e li costringe a lasciare il passo. Può avere un’auto di grossa cilindrata e non voler dare la precedenza ad un incrocio, o, se siamo sulla via di Tebe, può avere un cocchio trainato da cavalli e pretendere di passare per primo.

Si racconta che il giovane Edipo, andando in cerca del proprio destino, o fuggendo da esso, reagì violentemente a questa prepotenza, impulsivo come possono essere  gli adolescenti. Oggi questo conflitto sembra più che mai presente, ma è la società odierna che lo esprime nelle sue forme più ampie. Nei nostri studi, ben conosciamo la rabbia dei nostri giovani pazienti  o la loro apatica rassegnazione per la difficoltà a dar forma alla speranza, ad un progetto per sé e per la propria vita.

In questo video, troviamo sguardi da differenti prospettive su una generazione che una impietosa definizione etichetta come “no future”. Vi proponiamo una ricognizione su:  fuga dei talenti,  valori e miti giovanili, condotta attraverso le opinioni   e le riflessioni di:

Furio Honsell, matematico, Rettore dell’Università di Udine dal 2001 al 2008 e attuale sindaco della città, impegnato sul fronte giovanile come docente e come amministratore pubblico;

Sergio Nava, blogger e giornalista di Radio24 e de Il Sole 24 Ore, che segue con particolare attenzione il fenomeno dell’emigrazione giovanile italiana, a cui ha dedicato il libro “La fuga dei talenti” (2009);

Chimena Palmieri, sociologa, autrice di “Sette notti con Liga” (2010), sogni e batticuori di una fan di Ligabue, restituiti con intelligenza e affettuoso umorismo;

Moreno Pinto, filosofo, redattore di Riders e Style Magazine del Corriere della Sera, in “Vasco per maestro” (2011) – idealmente dedicato al figlio – ha spiegato le emozioni che Vasco Rossi trasmette a molti giovani con le sue canzoni.

Questo video è stato realizzato nell’ambito del Festival Comodamente 2011 – Vittorio Veneto – 2/3/4 Settembre. 

 

 

Una pillola del video

Per vedere l’intervista completa visualizzate il secondo video di questa pagina.

 


Video completo: