VideoIntervista a Spinoza

a cura di Silvia Vessella

Il sito “Spinoza” è organizzato da Stefano Andreoli e Alessandro Bonino coadiuvati da un gruppo di giovani, che, attraverso la rete raccolgono e rilanciano ogni giorno battute e aforismi satirici sugli avvenimenti politici e sociali.
Il sito è divenuto molto noto ed è seguito, anzi ripreso, da più di un quotidiano. Dal 2009 ogni anno è stato premiato come miglior blog italiano e nel 2010 ha vinto il Premio Internazionale di satira politica di Forte dei Marmi.
Una rappresentazione della realtà giovanile, e di nuove realtà professionali, quella dei rete-dipendenti, la mente ideativa di SPINOZA è nata identificandosi con lo scomunicato, con la rivalutazione anzi l’uso del caso, della distrazione. Rivendica una funzione associativa del pensiero, ma nella forma di pensiero collettivo, anzi in massa, che si seleziona da sé: lancio un pensiero, qualcuno risponde, non importa chi, ed è l’attività pensante che unisce e che seleziona il percorso creativo.
Si annulla così il pericolo del vuoto nel pensiero, l’assenza della famiglia, della società, la latitanza della scuola, si annullano il tempo e l’attesa.
Al posto dei genitori, dei nonni, della comunità, c’è stata prima la TV, oggetto passivo, poi il computer, che Spinoza usa in modo attivo, come raccordo con l’altro.
La psicoanalisi sa delle libere associazioni e sa della funzione del gioco, del pensare senza legami logici. Spinoza no, ma li usa e rivendica come arma di libertà. Questo permette attraverso il gioco il procedere rapido, affidandosi al pensiero vicariante dei molti e sconosciuti.
Spinoza si definisce libero da ogni vincolo, pensiero libero e giocoso che non si prende sul serio e che non vuole prendere sul serio se stesso e gli altri, il potere, la società, la politica.
Nonostante capiti tutto per casuali e caotiche immissione in rete, il tutto trova la via della satira più pungente, della battuta feroce, dell’ironia, che rimanda ad un essere radicato nella società.
Viene in mente Freud quando attribuisce il motto di spirito, al codice linguistico dei processi primari, che mette in comunicazione in modo inconsapevole attraverso l’inconscio.
Spinoza scientemente non tiene conto delle parentele, non del passato, né della storia e del tempo. Sceglie la parentela delle passioni, ma senza nessuna costruzione, se non quella della casualità.
Questo segna una variazione nell’uso della memoria. La conoscenza delle procedure, del fare le cose per bene, non esiste qui. Questo non è un paese per vecchi. Non s’indirizza l’attenzione con i suoi legami col prima e col dopo, e si perdono di vista le competenze.
Si usano le procedure senza conoscerle. Ci si affida a una memoria sensoriale, a breve termine, che funziona in modo intuitivo, una sorta di messa in risonanza di fatto, e si scelgono le risposte, senza conoscerne la via.
Certo, dice Spinoza nemmeno troppo preoccupato, si perde la capacità di orientarsi, ma non se ne ha paura, perché ci si affida al “Garmin”, una Presenza satellitare interstellare, depositaria dell’orientamento….
Lo stesso vale per la storia, che, nell’accavallarsi delle notizie, diviene evento e, velocemente obsoleto, non sembra fare esperienza. Spinoza sembra appoggiarsi non alla concatenazione dei fatti ma a un’intuizione emotiva che dà l’indirizzo.
Il libro degli eventi che ogni anno raccoglie Spinoza mette in prospettiva e produce uno sguardo d’insieme sugli eventi, e ci si accorge che pochi fatti sono ancora vivi e quindi veramente importanti, si relativizza, e questo rafforza uno sguardo disincantato.
E nella politica? Spinoza rileva le incongruenze dovunque siano. Tutto si può toccare, niente è veramente importante.
E il senso civico? Non c’è, mentre si vive la consapevolezza dello sfaldamento sociale.
Su tutto vive: la libertà. Per ora è libertà di ridere anche della mancanza di propri punti di riferimento.
La psicoanalisi si interroga sul contenitore di questo modo di pensare. Forse è proprio un’esemplificazione di quel mondo liquido, che, cambiato contesto, viene reso ” campo fluido” dall’intervento narrativo analitico, di cui ci parlano alcuni colleghi.
Da questo incessante lavorio di Spinoza potrebbe nascere un ‘opera di denuncia. Ma forse non è questa la strada, quella della costruzione di una teoria.
Tutto crescerà sotto gli occhi, attraverso una grande risata universale, sembra dire Spinoza.
Loro comunque di questo nulla vogliono sapere e non se lo chiedono, ma gli psicoanalisti s’interrogano e interrogano le nuove forme di pensiero e cultura.
– Questa videointervista è stata realizzata nell’ambito del Festival Comodamente 2011 – Vittorio Veneto 2/3/4 Settembre

 

Una pillola dell’intervista

Per vedere l’intervista completa visualizzate il secondo video di questa pagina.

 


Intervista completa: