Dibattito sulla Psicoanalisi delle psicosi a cura di F. Carnaroli e G. Giustino

Psicoanalisi delle psicosi: un tema da sviluppare
a cura di Francesco Carnaroli e Gabriella Giustino

Dibattito online dei soci S.P.I. aperto dal 15/9/2011 al 15/12/2011

 

Su questo tema sono
intervenuti, con due relazioni introduttive:

FRANCO DE MASI:  "Alcune considerazioni su come impostare la
terapia analitica di un paziente psicotico"  

RICCARDO
LOMBARDI: "Chi ha paura del lupo cattivo? Una nota su
psicoanalisi e psicosi"

chagall_la_caduta_di_icaro.jpgEntrambi i relatori
sono membri ordinari con funzioni di training della Società Psicoanalitica
Italiana.

A partire da tali relazioni si è poi
sviluppato il dibattito sul tema, con interventi di Andrea Baldassarro, Giuliana
Barbieri, Vera Bolberti, Stefano Calamandrei, Francesco Carnaroli, Laura
Colombi, Carmelo Conforto, Antonello Correale, Ettore Del Greco, Franco De
Masi, Gabriella Giustino, Ingrid Gozzano, Vincenzo Greco, Sandra Isgrò,
Donatella Lisciotto, Riccardo Lombardi, Mauro Manica, Giuseppe Martini, Marco
Mastella, Anna Maria Nicolò, Claudia Peregrini, Mario Pigazzini, Marisa Pola,
Marco Ramella, Luigi Rinaldi, Mario Rossi Monti, Giuseppe Saraò, Andrea
Seganti, Sarantis Thanopulos, Gemma Zontini.

Alla fine del
Dibattito vi è una Bibliografia con tutti i testi citati in esso.

Con questo
dibattito sul tema della "Psicoanalisi delle Psicosi" prosegue uno spazio di
dibattito (dei soci della Società Psicoanalitica Italiana) dedicato ad
argomenti teorico-clinici, con particolare riguardo al confronto fra
prospettive diverse in campo psicoanalitico.

Nella psicoanalisi contemporanea si è avuto progressivamente il riconoscimento
di un pluralismo teorico e tecnico, presente anche all’interno di ogni
associazione di psicoanalisi o di psicoterapia psicoanalitica.

Il dialogo in atto
fra le varie posizioni teorico-cliniche attuali costituisce un valore aggiunto,
nella misura in cui esso si articola in una viva dialettica, in cui ciascuna
posizione è sollecitata a chiarificare se stessa in massima misura, ed è anche
disposta ad assimilare ed integrare (sul piano scientifico e clinico) le
evidenze emergenti dall’altrui piano di ricerca teorico-clinica (e/o
clinico-teorica).

Nella misura in cui
ciò avviene (e di fatto tende ad avvenire):

a) il pluralismo
può muoversi dialetticamente verso una integrazione;

b)
si formano per così dire gli anticorpi contro posizioni parrocchiali,
dogmatiche, autoreferenziali.
Come ha affermato Ricardo Bernardi (2002): "la presenza di una diversità
di posizioni ha imposto di chiarire quali fossero i punti di accordo e di
disaccordo fra tali posizioni, e di identificare non solo i casi di reale
consenso ma anche i punti aperti alla discussione. I dibattiti scientifici sono
diventati inevitabili per aprire la strada all’avanzamento della disciplina attraverso
una molteplicità di opinioni".

 

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