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“Salgono i casi di pedopornografia femminile. I video tra i giovani sono sempre più diffusi” C. Schinaia, La Stampa, 15/11/2025

Rassegna Stampa
“Salgono i casi di pedopornografia femminile. I video tra i giovani sono sempre più diffusi" C. Schinaia, La Stampa, 15/11/2025

Parole chiave: pedopornografia, minori, abuso, contesto familiare, lettura psicoanalitica

“Salgono i casi di pedopornografia femminile. I video tra i giovani sono sempre più diffusi”

Nell’articolo apparso su La Stampa sabato 15 novembre 2025, dedicato all’aumento dei casi di pedopornografia femminile e alla diffusione dei video tra i giovani, viene intervistato Cosimo Schinaia, psichiatra e analista della Società Psicoanalitica Italiana.
Il suo contributo offre una lettura clinica e sociale del fenomeno, mettendo in luce la complessità delle storie soggettive e familiari che spesso stanno dietro agli agiti abusanti.

Pedopornografia in Piemonte. Aumentano gli episodi che coinvolgono bambine. La fotografia è di Terre des hommes, associazione che si occupa di reati contro minori.

Precisamentegli episodi accertati nel 2024 sono 14, stessa citra del 2023. Ma crescono i filmati in cui sono coinvolte femmine, passando dal 64% al 71%. Un tema che è tornato di attualità dopo il blitz da parte del Centro operativo per la Sicurezza cibernetica regionale di poche settimane fa, che ha portato all’arresto di cinque persone per la distribuzione di materiale pedopornografico e all’individuazione di altri 22 potenziali fruitori. Sempre sul fronte dei reati contro i minori, la “Rete abuso” ha accertato in tutto il Piemonte più di cento casi (103 per l’esattezza) accertati di pedofilia nel clero in tutta la regione. Di sei sono avvenuti in provincia di Asti. «Quando ci sono episodi che coinvolgono i bambini, alcuni politici propongono pratiche come la castrazione chimica che però non risolvono il problema» commenta lo psichiatra Cosimo Schinaia, autore di diversi manuali sul tema tradotti in decine di lingue.

Sulla pedofilia spesso «tralascia l’aspetto clinico» evidenzia il dottore: «Il giudizio etico e morale va fat-to: sono atti deplorevoli e da considerare come aberrazione. Detto ciò, diventa necessario capire cosa spinge queste persone nel profondo ad abusare dei bambini per trovare una soluzione.

Generalmente c’è uno spaccato: «Bisogna dividere i pedofili in due categorie – prosegue – Da una parte ci sono i casi in cui l’abuso sessuale sfocia anche nella violenza, addirittura nell’omicidio. Qui diventa complicato. Dall’altra chi ha degli impulsi o si “limita” alla sfera erotica». E fa un esempio: «Una volta ho come pazienti due preti che non avevano mai commesso nulla di male, ma avevano un desiderio irrefrenabile verso i minori».

Anche se non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, generalmente in questi casi si possono trovare delle somiglianze: «Spesso hanno avuto rapporti famigliari complicati durante la propria infanzia e hanno ricevuto poco amore. Altre volte sono stati a loro volta vittime».

In base a quanto spiega Schinaia non sempre c’è la volontà di ferire il minore: «Molti di loro si costruiscono l’idea distorta credendo di fare il bene del bambino: pensano che lui ricambi. Vedono un affetto innocente e infantile come avances. II classico esempio è il gioco del dottore».

Perché lo fanno? «Vogliono mostrare al piccolo l’amore che avrebbero voluto ricevere quando loro erano bambini, ma poi gli sfugge li mano». E di storie ce ne sono a bizzeffe: «Avevo in cura un pedofilo condannato: ho scoperto che ha dormito fino a 35 anni nel letto con la madre». Tornando al caso di cronaca, il fenomeno della pedofilia si sta evolvendo su internet: «Sta facendo da catalizzatore. Ultimamente mi colpisce come i pazienti siano sempre più giovani e di buona famiglia. Nonostante ciò, vanno su siti pedopornografici. Tra loro c’è un comune denominatore: «In quei filmati loro non vedono realmente dei minori, ma ci mettono quello che gli manca nella realtà, ovvero rapporti autentici con i coetanei».

Cosa fare a questo punto?

«Sulla pedofilia bisogna seguire gli esempi di altri Paesi. È un fenomeno che ha un alto tasso di recidiva e di conseguenza il carcere non basta. Per esempio in Francia queste persone sono seguite fisicamente da un’equipe fino a quando non si è certi che abbiano superato la loro condizione. In Italia ci mancano gli strumenti per intervenire».

“Salgono i casi di pedopornografia femminile. I video tra i giovani sono sempre più diffusi” C. Schinaia, La Stampa, 15/11/2025 Monica Castellini

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