5-8 febbraio 2016 NEW DELHI, INDIA Psychoanalysis in the World

Dal 05/02/2016 to 08/02/2016

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Psicoanalisi nel Mondo

An Invitation to Engaging with the Other: an Indo-Iran Dialogue

Un invito a coinvolgersi con l’Altro: dialogo Indo-Iraniano

New Delhi, India 5-8 febbraio 2016

Il Terzo Convegno Psicoanalitica Internazionale ospitato dall’Università Ambedkar di New Delhi ha visto la collaborazione tra il Gruppo Freudiano di Tehran e il Centro di New Delhi della Società Psicoanalitica Indiana. Il Convegno, durato quattro giorni, è iniziato con la relazione di Gohar Homayonpour sul tema: “Quando Caliban incontra un “Altro” Caliban: coinvolgersi con l’Altro”.

Il Convegno, presieduto dall’eminente psicoanalista professor Sudhir Kakar, ha cercato di illustrare come l’Altro non solo risieda all’interno del Sé, ma come anche consenta la diffusione dell’arena psicosociale nelle culture non europee. con le categorie di genere casta, nazionalità, razza, cultura e religione che richiedono un continuo coinvolgimento e impegno.

Questi temi sono stati sviluppati in plenaria da Neil Altman: “l’Altro religioso”, da Alok  Bhalla: “Vedere l’Altro attraverso William Blake e Shakespeare”,  da Manas Ghosh: “l’Altro può essere un Amico?: tre film di Abbas Kiarostami” e  da altre relazioni piene di energia presentate da allievi e psicoanalisti provenienti da Iran, India e Stati Uniti.

Nel corso del Convegno è stato conferito il “Sudhir Kakar Award” per il migliore testo psicoanalitico a Shifa Haq per il suo scritto “Il Santo Interno. Scusarsi per il lutto” e a Neetu Sarin per il suo paper: “Dissociazione: parlare con l’Altro non invitato e sfrenato” e a Mehdi Karimi, del Gruppo Freudiano di Teheran per il suo scritto: “Vaghezza”.

Il Convegno ha visto una grandissima partecipazione di psicoanalisti, psichiatri, studiosi di letteratura e operatori della salute mentale.

Ma cosa accade quando Caliban incontra un “Altro” Caliban?” Gohar Homayounpour ci offre una breve presentazione del suo scritto:

“Nei nostri discorsi sulla diversità siamo costantemente ed esclusivamente concentrati sul rapporto tra Prospero e Caliban, che è sicuramente essenziale.

Che cosa succede se allarghiamo il gioco di Shakespeare immaginando che un altro Caliban si presenti a… Caliban, che sia in relazione con Caliban? Non potrebbe questo aprire nuovi spazi di esplorazione? infinite possibilità di fantasie e di sogni? di nuovi paradigmi su come essere con l’altro?

L’ombra di Prospero accompagnerà inevitabilmente i nostri due Caliban, ma potrebbe essere emozionante esplorare il loro rapporto in questa nuova formulazione che dà spazio a un Altro Caliban.  All’interno di questo nuovo campo potranno emergere nuove identità, amicizie e personaggi. E la stessa identità di Prospero inevitabilmente si trasformerà insieme a quella dei nostri due Caliban.

Credo che il nostro incontro indo-iraniano sia davvero un incontro di questo tipo, di due Caliban. Dobbiamo esplorare questo nuovo incontro e l’eccezionale opportunità che ci offre di aggiungere una nuova interpretazione al discorso sulla “Alterità”.

Nella mia immaginazione, nel mio sogno, questa nuova relazione trasformerà la dialettica servo/padrone in un discorso psicoanalitico sovversivo, di differenze e familiarità.

Vorrei proporre una politica di dis-velamento, un gioco di nascondersi/trovarsi (Fort/Da) tra i nostri due Caliban, nel parco giochi dei mostri. Questo può solo essere possibile grazie all’incontro con un “Altro” Caliban come nostro terzo. Questo terzo, il nostro terzo, non è una funzione paterna crudele, punitiva e sadica, ma un terzo che non ha messo a tacere la sua passività o femminilità. Il nostro “ospite inatteso”, il nostro “Altro” Caliban, ha provato a giocare con la Sycorax dentro di lui, lungo questa de-territorializzazione di differenza, in questo “racconto dei racconti”.

(traduzione a cura di Cristina Saottini)

Vedi anche in Spiweb:

Geografie della Psicoanalisi

 

 

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An Invitation to Engaging with the Other: an Indo-Iran Dialogue (February 5th to 8th, 2016) New Delhi/India

 

Reported by Gohar Homayounpour

The Third International Psychoanalytic Conference hosted by Ambedkar University Delhi, was a collaboration between the Freudian Group of Tehran, Delhi chapter of the Indian psychoanalytic society and Psychoanalysis India. The four day conference started with the keynote address by Professor Gohar Homayounpour on the theme, ‘When Caliban meets (a)nother Caliban: an engagement with the other’.

The Conference , chaired by the eminent psychoanalyst Prof Sudhir Kakar attempted to illustrate how the other not only resides within the self but also constitutes the spread of the psychosocial arena in Non European cultures with categories of gender, caste, nationality, race ,culture and religion demanding continual engagement. These themes were developed in the plenary talks by Dr Neil Altman (” A Religious othering), Prof Alok Bhalla ( ‘Seeing’ the other through William Blake and Shakespeare) , Dr Manas Ghosh( ‘Can the other be a Friend?: Three Films of Abbas Kiarostami’) and several powerful presentations from scholars and psychoanalysts from Iran , India and the United States.

One of the special features of the conference was the ‘ Sudhir Kakar Award’ for the best psychoanalytic writing awarded to Dr Shifa Haq and Ms Neetu Sarin for their papers ‘ The holy one inside, an apology for mourning’ and ‘Dissociation: Conversing with an Uninvited and Unbridled Other’  respectively, and Mr. Mehdi Karimi from the Freudian group of Tehran for his paper on “Vagueness”.

The conference was heavily attended by psychoanalysts, psychiatrists, scholars from literature and mental health practitioners.

Gohar Homayounpour keynote paper abstract:

“I have been contemplating this idea for a long time, the image of “what happens when caliban meets an (O) ther caliban?

Across various discourses on otherness we are continuously solely focused on the relationship between Prospero and Caliban, which is surely essential.

What if the Shakespeare play had a twist, and another Caliban showed up… Caliban in relation to caliban, is this not a new space that could be explored? Is in not impregnated with infinite possibilities of fantasies and dreams? Of new paradigms on how to be with the other?

Prospero’s shadow will inevitably accompany our two Calibans, but their own relationship in this new formulation that gives space to an (O)ther Caliban could be thrilling to explore. Within this new field new identities, friendships and characters will emerge, Prospero’s identity will inevitably transform along with our two Calibans.

I believe our Indo-Iranian encounter is indeed a meeting of this sort, of two Calibans. We must explore this new encounter and the exceptional opportunity it offers us, adding a new interpretation to the discourse on “otherness”.

In my image, in my dream this new relationship will transform the master/slave dialectic into a subversive psychoanalytic discourse of difference and unfamiliarity. I would like to propose a politics of re-veiling, of an ultimate game of hide and seek (Fort/Da) between our two Calibans, in the playground of monsters. This solely becomes possible due to the arrival of an ”other” Caliban, as our third.  This third, our third, is not a cruel, punitive and sadistic paternal function but one that has not silenced its passivity or femininity, instead our “unexpected visitor”, our (o)ther Caliban has attempted to play with the Sycorax within, along this de-territorializing and of difference, across this narrative of a “tale of tales”.

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