Programma scientifico del Centro Psicoanalitico di Bologna
Gennaio – Dicembre 2026
COMUNICARE / NON COMUNICARE
LA COMUNICAZIONE E LA CURA NEL LAVORO PSICOANALITICO CONTEMPORANEO
Scriveva G. Zucchini, ancora nel 1976, che “Il setting analitico è un’istituzione per la presa di coscienza mediante comunicazione” e che se “la comunicazione sincera ha dimostrato la sua capacità disalienante, ciò sembra implicare che il suo contrario – il divieto di comunicazione e conoscenza – è l’agente specifico dell’alienazione”.
Ma cosa accade comunicativamente in una seduta analitica? Sin dalle sue origini la psicoanalisi si è interrogata sugli aspetti comunicativi del lavoro clinico e ha progressivamente approfondito l’idea di una comunicazione che si avvia nei primi contatti intercorporei, permea la relazione nascente fra l’infant e il suo caregiver, concorre al processo di soggettivazione e alla nascita dell’intrapsichico. Riflettere su questi aspetti nel lavoro psicoanalitico contemporaneo significa non limitarsi a considerare il dialogo e la comunicazione come strumenti della cura, riconoscendo invece che dove “si comunica” si istituisce un campo attraversato da forze intrapsichiche, intersoggettive e interpsichiche che necessitano di cura per essere comprese, ma a loro volta determinano la possibilità di una comunicazione in cui la cura può arrivare ad essere.
Come ha notato Green (2002), nei suoi ultimi scritti Freud comincia a riconoscere che l’obiettivo di una risoluzione completa dell’amnesia degli anni dell’infanzia era assai poco realistico e si avvicina a comprendere il ruolo dell’allucinatorio in seduta per il paziente e, in nuce, anche per l’analista. In questo modo apre la via che verrà percorsa da Bion, Winnicott e molti altri autori sino ai giorni nostri. È il tema della “irriducibile spinta ascensionale del rimosso” di cui Freud parla nel 1937 in Costruzioni in analisi, evocando l’idea che il sintomo psichico esprima un’intenzionalità comunicativa, anche se destinata a presentarsi come inderivabile e indovata nelle pieghe delle azioni, condotte e ripetizioni in cui inizialmente sembra impossibile da rintracciare. Si tratta di sciogliere “il grido muto della ripetizione”, quel “legame fortissimo” – come scriveva Green riprendendo Ferenczi – che si traduce in “una intra–associazione” troppo potente per permettere “un’inter–associazione”.
Nel ciclo di incontri scientifici del 2026 organizzati dal Centro Psicoanalitico di Bologna affronteremo diverse declinazioni cliniche e teoriche del rapporto fra la comunicazione e la cura intese in senso psicoanalitico: dall’articolazione fra il “comunicare” e il “non comunicare” su cui si è soffermato Winnicott nell’intento di riflettere sugli aspetti più intimi e inviolabili del Sé, al concetto di “densità” di cui ha parlato Loewald a proposito di uno stato delle mente che vede paziente e analista presi da qualcosa che con altri linguaggi potrebbe essere chiamato ‘unisono’. Ci soffermeremo quindi sulla comunicazione inconscia e sul problema di cosa si (in)scrive in essa; sulla persona dell’analista pensata come luogo del divenire del paziente; sul funzionamento della comunicazione nei sogni e nel modo di discuterli clinicamente e inter-analiticamente. Approfondiremo infine il problema dell’“indovinare” freudiano rispetto a ciò che è comunicabile e incomunicabile; la possibilità del lavoro psicoanalitico di sciogliere i “patti di silenzio” che possono vincolare la comunicazione famigliare; la comunicazione che interviene nell’analisi di un bambino malato; il rapporto fra “parole in azione” e “azione delle parole” nell’analisi degli enactment e delle dissociazioni che possono intervenire nella clinica e nel lavoro psicoanalitico.
Il Segretario Scientifico
Andrea Scardovi
Programma scientifico 2026
22 GENNAIO giovedì, 21.00 – 23.30
Anna Ferruta (Milano): “Avere un’esperienza soggettiva a contatto con un altro. La contraddizione tra comunicazione e isolamento essenziale”. Commento: Elena Arrigoni
26 FEBBRAIO giovedì, 21.00 – 23.30
Jones De Luca (CPdR): “Hans Loewald e la clinica della densità”. Commento: Luca Caldironi
19 MARZO giovedì, 21.00 – 23.30
Andrea Baldassarro (Roma): “La comunicazione inconscia. Chi o cosa parla quando si (in)scrive qualcosa”. Commento: Irene Toniolo
16 APRILE giovedì, 21.00 – 23.30
Daniela Cinelli (Roma): “La casa vibrante. La persona dell’analista come luogo del divenire del paziente”. Commento: Federica Mastella
11 GIUGNO giovedì, 21.00 – 23.30
Irene Ruggiero (Bologna): Lavoro di gruppo sui sogni, in presenza
Pausa estiva
10 OTTOBRE
Intercentri CAP, CPB, CFP, CV
23 OTTOBRE giovedì, 21.00 – 23.30
Alberto Lucchetti (Padova): “L’indovinare fra comunicato, non comunicato e incomunicabile”
Commento: Sabrina Mosca
19 NOVEMBRE giovedì, 21.00 – 23.30
Massimiliano Sommantico (Napoli): “Sullo scioglimento di un patto di silenzio nel lavoro psicoanalitico con una famiglia”. Commento: Sonia Cavedoni
3 DICEMBRE giovedì, 21.00 – 23.30
Ronnie Shaw (Denver, Colorado, USA): “Communicating with a young child, with comorbid issues”. Commento: Franco D’Alberton. Traduzione di Aldo Grassi
17 DICEMBRE giovedì, 21.00 – 23.30
Marco Monari (Bologna): “Tra parole in azione e azione delle parole. Il caso clinico di: ‘Scompari!’”. Commento: Daniela Battaglia
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| PROGRAMMA-SCIENTIFICO-riservato_CPB_2026 |