IPA Boston 2015 Franco D’Alberton

I Boston Groups

A cura di Franco D’Alberton, Facilitatore Boston Group 20.

Stefano Bolognini e Alexandra Billinghurst  hanno fortemente voluto che il Congresso IPA di Boston, oltre che per gli aspetti scientifici, si caratterizzasse per una atmosfera di socializzazione, conoscenza reciproca e di condivisione di esperienze tra i partecipanti. Il Comitato per il programma del Congresso coordinato da Sergio Nick ha accolto favorevolmente la loro proposta e l’ha rilanciata dando vita all’esperienza dei Boston Groups.

Si tratta di gruppi, formati casualmente attraverso il computer, tra i partecipanti al Congresso che al momento dell’iscrizione hanno espresso la volontà di partecipare all’esperienza. La finalità era quella di realizzare luoghi di discussione per 10-15 persone di varie aree geografiche di provenienza, di diverso livello di maturazione professionale, aperti ai candidati e agli iscritti non Ipa. In ogni gruppo vi è stata una prima fase di conoscenza precongressuale attraverso un forum all’uopo predisposto, basata sulla presentazione reciproca dei membri e su un inizio di discussione delle sei relazioni principali del Congresso che erano rese disponibili nel forum. Nei tre giorni del Congresso, dopo le relazioni in plenaria, ogni gruppo si ritrovava per un’ora e mezza per condividere le impressioni sulle varie relazioni, confrontare le diverse esperienze e esprimere associazioni, curiosità e sensazioni in un clima libero e facilitante il pensiero. In molti casi, sono state autonomamente proposte dai vari gruppi occasioni conviviali al di fuori del Congresso. Ogni gruppo prevedeva un facilitatore che aveva il compito di fare in modo che la formazione del gruppo e il suo andamento procedessero senza intoppi.

Alla fine si sono tenuti 21 gruppi di discussione con un andamento non uniforme ma sostanzialmente ritenuto positivo dai partecipanti. L’apprezzamento generale fa pensare che questo tipo di attività di gruppo venga riproposto anche per il prossimo congresso Ipa di Buenos Aires nel 2017.