Maggio 2016, Commento di Gina Ferrara Mori alle Interviste su “La quarta età”Il piacere di vivere a lungo

Il piacere di vivere a lungo

Commento di Gina Ferrara Mori alle Interviste su “La quarta età” Il piacere di vivere a lungo

Ho ascoltato insieme a Franco e Laura Mori tutte le dieci  interviste  sulla quarta età condotte da Massimo Ammanniti. Non so quale sia stata l’audience  –  che andrebbe ricercata –  e non ho avuto segnali  di qualche  interesse  nel nostro ambiente, fatta eccezione per la pubblicazione, a cura di Tiziana Bastianini, della notizia in Spiweb, Rassegna Stampa Italiana. Si è poi  attenuata quella che era stata una mia insolita  intraprendenza nel promuovere  una partecipazione.

Indubbiamente l’insieme di queste interviste a persone  di novant’ anni  si può ritenere  un’ operazione culturale di alto livello perché offre  un panorama  di notevoli presenze (attori, scrittori, pittori, politici) che hanno attraversato  il Novecento e l’inizio del Ventesimo secolo e che hanno avuto la capacità di raccontare le loro  storie personali e la loro vita interiore  esponendosi al pubblico.

Sono interviste,  ma assumono  qualità molto vicine a quelle che noi chiamiamo “consultazioni”, come se gli intervistati  le avessero richieste,  avessero  avuto bisogno di parlare con qualcuno, tanto che  in una di queste (la 7°)  l’intervistato dice  all’intervistatore  “spero che tu tornerai”. Si ha cioè l’impressione  di un capovolgimento interessante  del dialogo.

Il setting rimanda  alla tecnica dell’Infant Observation   che avviene  nell’ambiente di vita  delle madri con i loro bambini.

Le interviste inoltre assumono in certi  momenti   una connotazione di consultazione  “terapeutica” come quando l’intervistatore  va oltre  l’empatia verso l’altro ( la 5°) porgendo la sua mano che viene accolta  e riconosciuta come un sostegno.                                                                                    

Interessanti  sono le  attitudini dell’intervistatore che esplora un territorio poco conosciuto (Cfr. articolo di Silvia Fumarola su Repubblica del 7 gennaio 2016, Ammanniti racconta il bello della “quarta età”) e che è uno psicoanalista esperto che si muove con la sua identità cambiando  (come  i terapeuti cambiano nelle loro relazioni con i pazienti) e mostrandosi più o meno empatico, a volte, meno coinvolto , addirittura  un po’ “freddo” come (mi)  è apparso  in una intervista (la 8°)

Il modo di procedere delle interviste non è costituito da  domande  ma da modulazioni di  interventi, da brevi frasi (programmate  e buon modello per una consultazione) su tematiche  come il tempo, i desideri, la morte, i sogni , le perdite, le amicizie, gli amori, le paure, il corpo, il futuro (da uno dichiarato “improbabile”) che promuovono risonanze emotive  e narrazioni  molto partecipate.

Le interviste hanno subito tagli per la necessità dei tempi  di presentazione (mezz’ora) ma  offrono un intenso e profondo panorama della vita psichica  nell’età cosi avanzata che continua, che può continuare.

L’esperienza  di  averle  ascoltate porta a ritenere che “la psicoanalisi  potrebbe aiutare pazienti così anziani, quando lo spazio ed il tempo si condensano,  a sognare quello che non hanno ancora sognato e a vivere quello che non hanno ancora vissuto” (da Consideraçoes a partir de uma anàlise de um pianista  de oitenta anos  di A. Goulart  in “Revista Brasileira de Psicoanàlise”, 2013, vol.47, n.2: 155-165).

Maggio 2016

NotaGina Ferrara Mori e Franco Mori sono due psicoanalisti nella quarta età: la Redazione di Spiweb li ringrazia per il contributo.

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