La Cura

Interpretazione dei sogni: esempi perspicui. P. Camassa

2/11/21
L. CARRINGTON 1942

L. CARRINGTON 1942

La teoria freudiana del sogno come appagamento di desiderio attraverso l’interpretazione di sei sogni “brevi ed esemplari”.

Parole chiave: Sogno; Interpretazione; Simbolo; Desiderio; Inconscio

Paola Camassa

Interpretazione dei sogni: esempi perspicui

Scrive Freud: “La raccolta di brevi contributi cui diamo qui un primo saggio richiede alcune parole introduttive. […] I casi patologici che lo psicoanalista osserva non contribuiscono tutti nella stessa misura all’arricchimento della sua conoscenza. Ce ne sono alcuni in cui deve utilizzare tutto quello che sa e da cui non impara niente di nuovo; e ce ne sono altri che gli mostrano ciò che gli è già noto con uno spicco tutto particolare e in condizioni di perfetto isolamento, a questi deve non solo una conferma delle sue conoscenze ma anche un ampliamento. […] Preferiamo descrivere i processi psichici a partire da questi ultimi più favorevoli e perspicui esempi [durchsichtigen Fällen] […] i begli esempi che […] vanno perlopiù perduti.[ …] È quindi di qualche utilità fornire una intelaiatura in cui tali esempi possano venire pubblicati e messi a disposizione di tutti» (corsivo mio). Freud S. (1913). Esperienze ed esempi tratti dalla pratica dell’analisi.” [1]

Ho scelto sei sogni, brevi, esemplari. Essi rimarrebbero oscuri [2] senza padroneggiare la teoria freudiana del sogno come appagamento di desiderio, senza l’addestramento a riconoscere il simbolismo onirico, senza l’attenzione alle associazioni, ai dettagli.

Sarebbe una grave perdita se l’avanzamento teorico e clinico della psicoanalisi rendesse obsolete quelle acquisizioni, quella competenza, quella destrezza.

Con un piccolo in braccio

 In macchina: mio marito, io con un piccolo in braccio, un’altra persona vicino a me.

Ci ferma la polizia.  E’ irregolare. Dico alla persona di mettersi dietro, di  farlo senza essere vista.

Il poliziotto si allontana.

Dico: ora ci parlo io con la polizia, non si può fare aspettare tanto una donna con un bambino in braccio!

Sono risoluta.

: c’è un altro sogno, forse è il primo.

Ho una camicetta un po’ scollata, carina, mi guardo allo specchio. Devo masturbarmi, non ho esitazioni.

: mi sono svegliata, risoluta, quasi felice. Ricordo i due sogni, il sogno della camicetta scollata è chiarissimo, mi masturbo veramente. L’altro è strano.

Mio marito si era alzato, ho sentito che diceva: Ti lascio dormire, poi ti porto il caffè.

Sapevo che doveva uscire presto.

Il desiderio autoerotico, appagato dal sogno fatto in piena notte, si ripresenta al mattino, quando il marito è ancora in casa.

Il sogno del mattino rappresenta:

a) il ritorno del desiderio autoerotico: il piccolo in braccio è il camuffamento del desiderio autoerotico; [3]

b) l’impedimento: la polizia giudicherà irregolare la presenza dell’altra persona.

La sognatrice si sdoppia: l’altra persona è l’agente del desiderio autoerotico, quella a cui l’io con il piccolo in braccio suggerisce di spostarsi dietro per farlo senza essere vista; [4]

c) il fermo proposito di appagarlo appena possibile (risoluta appare due volte, nel testo del sogno e nelle associazioni, come senza esitazioni compare nel testo del sogno di appagamento manifesto).

E’ un sogno tipico, di attesa di appagamento; un sogno di vita quotidiana, quando realtà materiale e realtà psichica confliggono (il marito è lì, sta per entrare, mentre nel sogno fatto nel cuore della notte il marito dormiva profondamente), sì che il secondo sogno deve camuffare il desiderio autoerotico.  

Una storia avvincente

Vediamo invece come un sogno più articolato e complesso permette di differenziare l’autoerotismo come semplice appagamento, dall’autoerotismo come ribellione alla dipendenza e all’abbandono.   

Ero con un’amica che parla troppo, passeggiavamo, mi infurio con una barista che ci fa strapagare una birra, poi mi separo dall’amica noiosa e faccio sesso meccanico con una ragazza che incontro sulla strada. Poi incontro una signora di una certa età, che ha scritto una storia avvincente, di un ragazzo emarginato, una storia che mi aveva interessato, ma che si interrompe bruscamente.

Prima di raccontare il sogno mi aveva annunciato di avere sentito montare il cattivo umore nel fine settimana, come era montata l’illusione, qualche giorno prima, di cominciare a sentirsi meglio.

La storia  avvincente che si interrompe bruscamente si riferisce a una buona interpretazione che avevo fatto proprio verso la fine dell’ultima seduta; ma è una ‘condensazione’ con l’esperienza traumatica della morte improvvisa della madre in un tragico incidente quando il paziente aveva solo diciotto anni.

Così l’interesse per l’avvincente narrazione della signora di una certa età, muta in disinteresse per l’amica noiosa che parla troppo, in furia contro la barista che si fa strapagare; solo una scarica meccanica può liberarlo da quella frustrante relazione analitica che fa montare il desiderio, i ricordi, le attese e che lo deluderà come tutte le sue relazioni,  

A proposito del sesso meccanico associa: da due anni solo autoerotismo, d’altra parte le relazioni umane sono sempre deludenti. L’amore è un inganno giocato dalla natura per i suoi fini riproduttivi. E siccome io figli non ne voglio posso sottrarmi a questa illusione.

Gli ospiti in anticipo

Ero in casa di mia cugina Rosalba, in campagna, aspettavamo gli ospiti alle 12, invece arrivano alle 11, non ce l’aspettavamo, non eravamo pronti.

Nella seduta precedente al sogno la paziente mi aveva raccontato l’esperienza delle sue prime mestruazioni: proprio non se le aspettava così presto, non era pronta.

La cugina Rosalba, più grande di qualche anno, le aveva avute a 12 anni, lei invece a 11, quando si sentiva ancora una bambina.[5]

Le mie cugine erano tranquille

Il mare e la terra si stavano formando [6], per me tutto si stava deformando, le mie cugine erano tranquille, io non potevo camminare.

: prima delle mestruazioni volavo sui pattini, ero la più veloce.

Come il sogno precedente,  questo rappresenta lo stesso contenuto: il menarca.

Ma il primo è funzione del conflitto nevrotico, la tipica reazione di una giovane adolescente: sorpresa, imbarazzo, pudore. Le mestruazioni non sono ospiti [7] indesiderati, ma sono arrivate prima del previsto.

Il secondo è funzione del rigetto del corpo erogeno di una adolescente anoressica, dell’offesa, recata dalle mestruazioni, al corpo superiore.

Le villette a schiera

Ero a Mondello, dove ci sono le villette a schiera, non era come a Valdesi, le belle ville spaziose, con il parco, eleganti.

Nella seduta precedente al sogno avevamo dovuto concordare, per impegni di lavoro della paziente, di fare due sedute ravvicinate a inizio settimana e la terza il venerdì.

Le villette a schiera rappresentano le sedute ravvicinate, esse annullano lo spazio che prima intercorreva tra le ville con il parco, cioè tra le sedute a giorni alterni. Ora le sedute sono troppo vicine o troppo lontane. Lo spazio, l’eleganza, rappresentano il tempo, quello che per la paziente era il ritmo ‘ideale’ dell’analisi [8].

Una rapina in banca

Eravamo in quattro, io ero l’ultima, seduta sopra una moto nera fiammante, dovevamo fare una rapina in banca prima della chiusura.

La paziente faceva quattro sedute. Il sogno precede l’ultima, prima dell’interruzione estiva: ero l’ultima, seduta sopra una moto nera .

L’interruzione estiva delle sedute di analisi è rappresentata dalla chiusura della banca.

Ancora due variazioni di uno stesso contenuto: le sedute.

Ma i due sogni sono espressione di configurazioni diverse. La vulnerabilità narcisistica reagisce alle sedute ravvicinate, rappresentandole come ‘declassamento urbanistico’; la violenza della pulsione di avidità e impossessamento rappresenta come rapina in banca[9] l’analisi che chiude nel suo caveau le preziose riserve.


[1] S. Freud, OSF, vol. 7, pag. 277

[2] Nello scritto “Il sogno”, del 1900, Freud scrive: “[…] quanto più un sogno è oscuro e confuso, tanto maggiore è nella sua formazione la parte attribuibile allo spostamento” (pag. 24) e più avanti: “Per i sogni oscuri e confusi, l’analisi insegna (che) […] la situazione onirica rappresenta […], come appagato, un desiderio, che sorge regolarmente dai pensieri onirici, ma la raffigurazione è irriconoscibile e può essere chiarita soltanto attraverso la riduzione dell’analisi […]. La formula di questi sogni è dunque la seguente: essi sono velati appagamenti di desideri rimossi.” (corsivo dell’Autore) (S. Freud S., OSF vol. 4. pag. 38-39)

E’ sempre in questo stesso scritto che Freud classifica i sogni, raggruppandoli con due diversi criteri:

a) in base ai rapporti fra contenuto latente e contenuto manifesto: “In primo luogo possiamo distinguere sogni sensati e intelligibili insieme, sogni cioè che s’inseriscono nella nostra vita psichica senz’alcuna difficoltà.[…]; manca in essi ogni indizio di riduzione o smembramento dell’attività psichica, eppure non solleviamo mai obiezione nei confronti del loro carattere di sogni e non li scambiamo per prodotti della veglia. Un secondo gruppo è costituito dai sogni che per la verità sono coerenti in sé stessi e hanno un chiaro significato, ma che sorprendono, Al terzo gruppo appartengono infine quei sogni ai quali mancano nello stesso tempo significato e intelligibilità, i sogni che ci appaiono incoerenti, confusi e privi di senso[…] è qui che si inseriscono gli enigmi, che svaniscono solo quando si sostituisce al sogno manifesto il contenuto ideativo latente.” (corsivi dell’Autore) (ibid. pag. 13-14)

b) in base al loro comportamento nei confronti dell’appagamento di desiderio: “Prima: quelli che rappresentano in modo scoperto un desiderio non rimosso; sono i sogni di tipo infantile, che negli adulti si fanno sempre più rari. Seconda: i sogni che esprimono velatamente un desiderio rimosso; di sicuro la grande maggioranza dei nostri sogni, per il cui intendimento si richiede quindi l’analisi. Terza: i sogni che rappresentano sì un desiderio rimosso, ma senza, oppure con insufficiente copertura; questi ultimi sono regolarmente  accompagnati da angoscia  (ibid. pag. 39)

[3] Nell’Interpretazione dei sogni, parlando di simboli Freud scrive: “Pure i bambini nel sogno non significano spesso null’altro che gli organi genitali; del resto, uomini e donne usano indicare il proprio organo genitale, vezzeggiando, come il loro “piccino”. [1909.] Il “fratellino” è stato giustamente riconosciuto da Stekel come il pene. [1925.] Giocare con un bambino piccolo, picchiare il piccino e così via sono spesso rappresentazioni oniriche dell’onanismo. [1911.]” Freud S. (1899) Interpretazione dei sogni; La rappresentazione per simboli nel sogno altri sogni tipici, OSF vol. 3 Pag. 328

[4] A proposito dell’uso simbolico del linguaggio Freud nel 1915 scrive: “Ciò si può costatare più agevolmente che altrove a proposito dei rapporti fra “bambino” e “pene”. Non può essere un caso che nel linguaggio simbolico del sogno come in quello della vita quotidiana i due termini possono essere sostituiti da un unico simbolo. Il bambino, come il pene, viene chiamato il “piccolo”. È noto che spesso il linguaggio simbolico non tiene conto della differenza dei sessi. Il “piccolo”, che in origine indicava il membro maschile, può essere dunque giunto a significare, in via secondaria, i genitali femminili.” Freud S. (1915) “Trasformazioni pulsionali, particolarmente dell’erotismo anale” OSF, vol. 8, pag. 182

[5] Nell’interpretazione dei sogni, riguardo i numeri nel sogno Freud dice: “Con i numeri e i calcoli che compaiono nei sogni è possibile mostrare in modo molto istruttivo in che cosa consiste il lavoro onirico e come si comporta col suo materiale, i pensieri del sogno. […] possiamo dire: il lavoro onirico non fa calcoli, né giusti né sbagliati; esso compone semplicemente in forma di calcolo numeri, presenti nei pensieri del sogno, che possono servire come allusioni a un materiale non rappresentabile. Così facendo, esso utilizza i numeri come materiale per l’espressione dei propri intenti, al pari di tutte le altre rappresentazioni, compresi i nomi e i discorsi riconoscibili come rappresentazioni verbali.” Freud S. (1899) OSF vol. 3 pag. 379, 383)

[6] Formarsi, è un comune modo di dire per l’arrivo delle mestruazioni: si è formata.

[7] Ancora sull’uso simbolico del linguaggio Freud scrive: “Comunicherò ora un sogno, nell’analisi del quale la traduzione figurativa del pensiero astratto svolge una parte piuttosto importante. La distinzione tra un’interpretazione di questo genere e un’interpretazione simbolica può tuttavia essere stabilita nettamente: nell’interpretazione simbolica, la chiave della simbolizzazione viene scelta arbitrariamente dall’interprete; nei nostri casi di travestimento linguistico, queste chiavi sono generalmente note e sono date dall’uso costante della lingua. Purché si abbia l’idea giusta al momento giusto, è possibile risolvere in tutto o in parte questi sogni, anche indipendentemente dalle indicazioni fornite da chi sogna.” Freud S. Interpretazione dei sogni; OSF vol. 3 , pag. 314

[8] Questo è un esempio del lavoro della raffigurabilità, che così viene da Freud descritto: “Gli spostamenti che abbiamo preso in considerazione si sono rivelati sostituzioni di una determinata rappresentazione con un’altra […] Non abbiamo ancora accennato a un altro tipo di spostamento la cui esistenza ci è però dimostrata dall’analisi e che si manifesta in uno scambio dell’espressione linguistica del pensiero corrispondente. […]Questo secondo tipo di spostamento che interviene nella formazione del sogno non ha soltanto grande interesse teorico, ma è anche singolarmente idoneo a chiarire la parvenza di assurdità fantastica con cui si maschera il sogno. Lo spostamento avviene di regola nel senso che un’espressione incolore e astratta del pensiero onirico viene scambiata con un’altra, plastica e concreta. Il vantaggio e con ciò l’intento di questa sostituzione, sono evidenti. Per il sogno, ciò che è plastico è raffigurabile, si può inserire in una situazione, là dove l’espressione astratta offrirebbe alla raffigurazione onirica difficoltà in certo qual modo analoghe a quelle presentate dall’illustrazione di un editoriale politico. […] Quando il pensiero del sogno – inutilizzabile se espresso astrattamente – è trasformato in linguaggio figurato, tra la nuova espressione e il rimanente materiale del sogno si stabiliscono più facilmente di prima quei contatti e quelle coincidenze di cui il lavoro onirico ha bisogno e che esso crea ove non esistano; e ciò perché in ogni lingua i termini concreti, in seguito alla loro evoluzione, sono più ricchi di relazioni dei termini concettuali.”(corsivo dell’Autore) Freud S. Interpretazione dei sogni; OSF vol. 3 , pag 312

 

[9] Lamoto nera fiammante, come la rapina in banca, sono esempi di simbolismo anale.

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