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The Sigourney Award 2022: G. Civitarese, intervistato da D. D’Alessandro

14/11/22
The Sigourney Award 2022: Giuseppe Civitarese, intervistato da D. D'Alessandro

Intervista a Giuseppe Civitarese

di Davide D’Alessandro

Il Sigourney Trust, un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro fondata da Mary Sigourney nel 1989, premia ogni anno il lavoro pionieristico e innovativo di coloro che hanno portato significativi contributi nel campo della psicoanalisi e del pensiero psicoanalitico, a beneficio della comprensione dell’essere umano allo scopo di ridurre la sofferenza. Tra i premiati di quest’anno, lo psicoanalista italiano Giuseppe Civitarese, che ha mostrato con il suo lavoro, si legge in parte della motivazione, “come la soggettività umana sia anche intersoggettiva, postulando essenzialmente che la vita mentale sia radicata nel co-essere con gli altri. Il suo lavoro ha consentito all’analista di essere ricettivo nei confronti dell’inconscio non più solo in termini di scissione io/tu, ma anche di noi intersoggettivo”.

A Civitarese, psicoanalista Spi, ho rivolto alcune domande.

Quale è stata la prima emozione provata alla notizia del Premio?

Un senso di profonda ma pacata soddisfazione per il riconoscimento dato al lavoro appassionato di una vita, e di gratitudine per i tanti validi maestri, analisti, supervisori, colleghi e allievi che ho avuto la fortuna di incontrare qui da noi e all’estero. Il sentimento di aver dedicato la vita a qualcosa di nobile, come è la cura della sofferenza psichica e l’indagine su ciò che costituisce l’essenza della nostra umanità.

Qual è l’importanza di questo Premio e che cosa rappresenta per il movimento psicoanalitico?

Il Sigourney è il premio più prestigioso che viene annualmente attribuito nel mondo della psicoanalisi. Per rendersene conto basta vedere sul sito (https://www.sigourneyaward.org ) l’elenco di quelli che l’hanno ricevuto in passato e che rappresentano autorevolmente tutte le tradizioni della psicoanalisi (da Green, Anzieu, Laplanche, ai Baranger e Roussillon; da Loewald, Kernberg e Gabbard a Ogden, Greenberg e Jacobs; da Segal, Faimberg e Ferro a Fonagy e Rocha Barros, ecc.). Il suo significato, direi, non è poi solo di sviluppare il pensiero psicoanalitico ma anche di diffonderlo nella società e promuoverlo nel mondo più ampio della cultura del nostro tempo.

Si sente di ringraziare qualcuno o di dedicarlo a qualcuno?

L’elenco sarebbe troppo lungo e non voglio far torto a nessuno. Spero che questa occasione sia vissuta come un apprezzamento per tutta la comunità scientifica cui appartengo. Spero inoltre che sia di sprone ai giovani; che faccia maturare o confermi in loro la convinzione che vale ancora la pena di impegnarsi con serietà in questo lavoro.

Si riconosce nella motivazione di assegnazione del Premio?

In sostanza, sì. Penso di aver dato un contributo a tenere la psicoanalisi viva e al passo con i tempi. Da un po’ di anni sto svolgendo una ricerca sul tema dell’intersoggettività come via per fondare su basi più salde (onto- e metapsicologiche) la teoria post-Bioniana del campo analitico; ho introdotto nel lessico della psicoanalisi alcuni concetti originali utili per svolgere con più consapevolezza il lavoro clinico; a più riprese ho affrontato il tema di cosa possiamo intendere al giorno d’oggi per una rifondazione etica della psicoanalisi; ho sempre intessuto un dialogo serrato con Freud e la psicoanalisi classica; ho scritto molto sulla relazione tra psicoanalisi ed estetica ma in una dimensione di reciprocità e scambio; ho dato il mio personale contributo per far sì che la psicoanalisi italiana sia apprezzata sulla scena internazionale – sempre dialogando con le tradizioni di altri paesi ma senza alcuna subalternità; in varie occasioni mi sono impegnato anche nella vita istituzionale della nostra comunità analitica e cercando di favorire il più possibile la partecipazione degli allievi alla vita scientifica.

A quale libro sta lavorando o su quale tema in particolare?

Al momento sto curando la traduzione in inglese dei due miei ultimi libri in italiano (L’ora della nascita. Psicoanalisi del sublime e arte contemporanea e Sull’arroganza), e viceversa la traduzione in italiano dell’ultimo volume uscito in inglese (Psychoanalytic Field Theory. A Contemporary Introduction). Un testo nuovo, a cui sto lavorando con piacere perché mi fa tornare a visitare musei in cui sono già stato e altri che non conoscevo, affronta il tema della relazione tra animalità e inconscio. Per trattarne mi occupo di come vengono raffigurati gli animali nella pittura del Rinascimento. Per quanto riguarda l’attività più routinaria, sto terminando un paio di saggi rispettivamente sul concetto di intuizione in Bion e di ‘uso dell’oggetto’ in Winnicott.

https://www.sigourneyaward.org/

Giuseppe Civitarese’s Work Wins The Sigourney Award-2022

Archivio dei precedenti vincitori del Premio Sigourney

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