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La Teoria freudiana sul sogno. Uno studio sistematico di C. Colace. Resoconto di C. Pirrongelli

8/11/22
La Teoria freudiana sul sogno. Uno studio sistematico di C. Colace. Resoconto di C. Pirrongelli

PAUL KLEE

La Teoria freudiana sul sogno.

Uno studio sistematico di C. Colace.

Resoconto di Cristiana Pirrongelli

Studi recenti indicano che la validità della teoria dei sogni di Freud sia tutt’altro che superata (Boag S.2015,2017, Colace C.2015 ,2021,2022)

La tesi principale di Freud (1900) è che i sogni agiscano come appagamento dei desideri.

Un desiderio è quindi un motivo, un impulso, una pulsione somatica a rivivere uno stato di soddisfazione sperimentato in precedenza quando il bisogno, prima soddisfatto, riappare.

In molti conosciamo la diatriba che da anni oppone Freud a Hobson, psichiatra statunitense studioso del sonno REM (1988,1999,2006) laddove alla tesi principale di Freud che i sogni rappresentino l’appagamento di un desiderio, Hobson oppone l’assoluta casualità del contenuto dei sogni come caotico e accidentale sottoprodotto dello stato di sonno REM, cui la corteccia tenta di dare un senso “pescando” tra residui diurni e le più recenti tracce mnestiche. Hobson ritiene inoltre che le affermazioni di Freud non siano falsificabili nei termini di Popper (1968) e quindi non siano scientifiche.

Freud (1900) ritiene invece che, “…Nient’altro che un desiderio può mettere in funzione il nostro apparato mentale ( p. 567);” e prosegue affermando che, “…in ogni caso la costruzione del sogno è subordinata alla condizione che esso possa rappresentare solo qualcosa che è il compimento di un desiderio e che solo dai desideri possa trarre la sua forza motrice psichica (ibidem, p. 487).” Pertanto tutta l’attività mentale sarebbe motivata e in particolare proprio i sogni dei bambini forniscono buoni esempi di sogni di appagamento di desideri, non mascherati.

Lo studio dei sogni infantili (1900), dunque, faciliterebbe la comprensione della loro natura, significato e funzione, perché gli elementi costitutivi sono già tutti presenti sia pur in modo elementare ed embrionale, in un sistema psichico e cognitivo meno complesso di quello adulto (1901,1905,1912,1916/17). Per Freud, i sogni infantili sono talmente leggibili e chiari da essere un campo di indagine elettivo anche per la semplice psicologia. Non a caso sia J. Piaget , psicologo e pedagogista infantile, sia D. Foulkes, neurofisiologico, ne hanno fatto oggetto dei loro studi.

Nell’ambito della ricerca sul sogno, proponiamo oggi gli studi di Claudio Colace, valido ricercatore italiano, psicologo e psicoterapeuta di formazione psicodinamica, che da anni studia in modo sistematico i sogni nei bambini in linea con l’originaria teoria freudiana sulla funzione dei sogni.

Claudio Colace ha pubblicato moltissimi lavori a partire dagli anni 90 e diversi libri tra cui ricordiamo “Iniziazione a sogni di bambini (2015)” e il recentissimo “The dreams of a child. A case study in early forms of dreams (2022).”

Nei suoi articoli vengono riportati i dati empirici provenienti dai sogni di 900 bambini tra i tre e gli otto anni di età. Campioni così ampi e studi così sistematici hanno prodotto, da un punto di vista teorico-epistemologico, dei “potenziali falsificatori” nei termini di Popper: sia riguardo all’affermazione che i sogni infantili siano sempre un appagamento di desiderio che all’asserzione che la bizzarria nei sogni sia legata al Super-Io e alla sua censura. Tali “potenziali falsificatori”, e altri che troviamo nei lavori di Colace, invalidano l’accusa di non falsificabilità e quindi di non scientificità, mossa da Hobson nei confronti di Sigmund Freud. Esistono inoltre già modelli di ricerca più noti, come ad esempio gli studi clinico-anatomici sul sogno di Solms (1995;2002;2011) e di altri autori.

Per quanto riguarda il recentissimo volume “The dreams of a child. A case study in early forms of dreams” 2022, Colace riporta un originale studio longitudinale sui sogni di un singolo bambino nell’arco di nove anni di vita: suo figlio Marco.

Calvin Kai-Ching Yu, professore dell’Università di Hong Kong, nella sua recensione al libro lo definisce “Un viaggio nel percorso evolutivo del sogno che mostra come i sogni raggiungano via via un crescendo di complessità dinamica”. I risultati precedentemente pubblicati acquisiscono qui delle intuizioni qualitative sul processo del sogno.

I metodi utilizzati fino ad ora da Colace sono stati quelli più tradizionali, come questionari ai genitori, interviste ai bimbini, a casa o a scuola. In quest’ultimo libro compare invece uno studio tanto accurato e circostanziato da essere una rarità. È infrequente che si riescano ad avere, come in questo caso, tante informazioni “di prima mano” sulla vita quotidiana di un bambino, sulla natura e la funzione dei suoi sogni nonché sui cambiamenti che si verificano man mano che il bambino cresce: un approccio ontogenetico.

Sebbene Freud (1905,1912,1916-17) non avesse uno specifico approccio evolutivo al sogno, ha spesso correlato alcuni cambiamenti nel contenuto e nella forma del sogno, allo sviluppo dell’Io e del Super-Io e all’età del bambino. In questo studio longitudinale infatti, Colace si sofferma in particolar modo sui cambiamenti intrapsichici che avvengono in tre periodi diversi, a) la nascita del sogno infantile tra i 4 e 5 anni, b) il declino delle forme infantili di sogno, tra i 6 e 7 anni e c) i sogni nella piena infanzia, fra gli 8 e 10 anni. In questo percorso osserviamo la nascita dell’Io, del Super Io, la prima comparsa dell’ideale dell’Io, dell’Io ideale e il delinearsi della personalità del soggetto. Tutto il materiale porta a confermare la natura del sogno come qualcosa di fortemente significativo legato all’individualità piuttosto che l’espressione di processi casuali, come ritiene Hobson.  Vero è che Hobson (2006) aveva già parzialmente modificato la sua posizione sul ruolo della motivazione nei sogni dichiarando di aver sempre creduto (in contrasto con la sua affermazione che i sogni siano motivazionalmente neutri) che i sogni riflettano la personalità, l’interesse, i sentimenti e i conflitti. Parole che sembrano di Freud.

In sintesi Colace propone la cosiddetta affective reestabilishment (AR), function of dreams, il cui concetto centrale è sostanzialmente che attraverso l’appagamento del desiderio il sogno risolva o allevi lo stato affettivo associato, irrisolto o non elaborato durante il giorno. L’esperienza allucinatoria di soddisfazione del desiderio, trova una via per risolvere lo stato affettivo disturbato e permette il’ “riequilibrio emotivo” del bambino.

Ci permettiamo una notazione che riporta agli studi clinico-anatomici di Solms (1995, 2002, 2011). Esiste nel nostro cervello un sistema detto mesolimbico-mesocorticale (il cui mediatore è la dopamina) che è il principale substrato per il sistema della RICERCA o SEEKING largamente ma non totalmente sovrapponibile al concetto di libido freudiana. Tale sistema motivazionale promuove comportamenti di ricerca e curiosità nel mondo esterno al fine di trovare qualcosa che accenda i nostri desideri/bisogni. Lo studio neurofisiologico dei sogni osserva l’attivazione di tale sistema. Al fine di valutare la teoria freudiana i sogni di appagamento di desiderio, oltre quelli infantili, aprono a diversi temi, come i concetti di pulsione e desiderio, il ruolo del desiderio nell’innescare i sogni e la questione della verificabilità empirica del sogno secondo Freud.

Concludiamo con un sogno di Marco:

Ho sognato che la Befana mi portava una calza di Spiderman. Me la lasciava sul sofà”. (Alla fine di questo racconto, Marco esclama: “Non vedo l’ora che la Befana arrivi!!!”)

Bibliografia

Boag, S., Colace, C. (2015). Persisting Myths Surrounding Sigmund Freud’s Dream Theory: A Reply to Hobson’s Critique of the Scientific Status of Psychoanalysis. Contemporary Psychoanalysis March 201551(1):107-12

Boag, S.(2017)On Dreams and Motivation: Comparison of Freud’s and Hobson’s Views Front. Psychol., 06 January 2017Sec. Psychoanalysis and Neuropsychoanalysis

Colace, C., Doricchi, F., Di Loreto, E., & Violani, C. (1993). Developmental qualitative and quantitative aspects of bizarreness in dream reports of children. Sleep Research, 22, 57. Q17

Colace, C., Violani, C., & Solano, L. (1993). La deformazione-bizzarria onirica nella teoria freudiana del sogno: indicazioni teoriche e verifica di due ipotesi di ricerca in un campione di 50 sogni di bambini. Archivio di Psicologia, Neurologia e Psichiatria, 54(3), 380–401.

Colace, C., Tuci, B., & Ferendeles, R. (1997). Bizarreness in early children’s dreams 540 collected in the home setting: preliminary data. Sleep Research, 26, 241. Q18

Colace, C. (1998). Sulla valutazione della credibilità dei sogni raccontati dai bambini: uno studio preliminare. Psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, 65(1), 5–18.

Colace, C., Tuci, B., Ferendeles, R., Testa, A., Celani, G., & Gasparini, S. (2000). Uno studio sul sognare in età evolutiva attraverso un questionario compilato dai genitori: dati preliminari. Psichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza, 67(4–5), 559–570. Q19

Colace, C. (2001). Needs and dreaming processes: Observations on dreams of abstinent heroin addicts. Sleep, 24, A185. Q15

Colace,C.(2010),Children’s dreams: From Freud’s observations to Modern dreams research. 2010New York.Routledge

Colace, C. (2012). Dream bizarreness and the controversy between the neuro- biological approach and the disguise-censorship model: The contribution of children’s dreams. Neuropsychoanalysis, 14(2),165–174

Colace, C. (2013). Are the wish-fulfilment dreams of children the royal road for looking at the functions of dreams? Neuropsychoanalysis, 15(2), 161–175.

Colace, C. (2015) “Iniziazione a sogni di bambini”. Ed. Mediterranee

Colace,C. (2021) The affective function in infantile dream.In :T.Giacolini and C.Pirrongell i(Eds.),Neuropsychoanalysis of the Inner Mind.A Biological Understanding of Human Mental Function. New York: Routledge

Colace, C. (2022) “The dreams of a child. A case study in early forms.of dreams”. London, Routledge

Foulkes, D. (1982) A cognitive-psychological model of REM dream production. Sleep: Journal of Sleep Research & Sleep Medicine, 5(2), 169–187.

Freud, S. (1900) The interpretation of dreams. Standard Edition 4/5. London: Hogarth Press, 1953.

Freud,S.  (1901) On dreams..Standard Edition 5.London and New York:Norton &Company,Inc 1

Freud, S. (1905). Three Essays on the Theory of Sexuality.Standard Edition., 7. London: Hogarth

Freud, S. (1912). A note on the Unconscious in Psycho-Analysis. Standard Edition., 12. London: Hogarth

Freud,S. (1916-1917)Introductory Lectures on Psycho-analysis Standard Edition 15/16.London :Hogart Press.

Hobson, J. A. (1988). The Dreaming Brain. New York: Basic Books

Hobson, J. A. (1999). The new neuropsychology of sleep: implications for psychoanalysis. Neuropsychoanalysis 1, 157–183

Hobson, A. J. (2006, April). Dream debate. Should Freud’s dream theory be abandoned? Hobson (yes) vs. Solms (no). Presented at the conference “Toward 605 a Science of Consciousness,” Tucson, AZ.

Piaget, J. (1962) Play, dreams, and imitation in childhood. New York: Norton.

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Solms, M. (1995). New findings on the neurological organization of dreaming: Implications for psychoanalysis. The Psychoanalytic Quarterly, 64(1), 43–67.

Solms, M.Turnbull O.(2.002) The Brain and the Inner World.An Introduction to the Neuroscience of Subjective Experience,2002-Routledge

Solms, M. (2011) Neurobiology and the neurological basis of dreaming. Handbook of clinical neurology, 2011 – Elsevier

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