Le storie infrante, Giuseppe Martini, Fattore Umano Edizioni (2016)

storie infrante b63w2qx5Debitrice della tradizione dei romanzi filosofici, “Le storie infrante”è un’opera che utilizza lafictionper affrontare il tema quanto mai concreto e doloroso della follia, coniugandolo con quelli del tempo, della memoria e dell’identità. Protagonista ne è uno psichiatra e psicoanalista che, dopo decenni di lavoro in una città lontana, oltreconfine, torna nei luoghi della sua formazione, richiamato dalla malattia terminale di un amico. Nel corso del viaggio i ricordi personali si intrecciano con quelli dei pazienti con cui ha condiviso un tratto di esistenza, che divengono protagonisti dei racconti della parte centrale del libro. Gli eventi che pure si susseguono drammatici sono come interrogati e scardinati dalla atmosfera di atemporalità in cui sono sospesi, sino al riemergere del presente, destinato tuttavia a trasfigurarsi anch’esso, incalzato dal confronto con il dolore mentale, nella forma astorica della parabola.

L’impianto narrativo tradizionale del romanzo si arricchisce, a un secondo livello di lettura, di una riflessione sul significato della narrazione, colta, come suggeriva il filosofo Paul Ricoeur, al crocevia tra racconto e memoria, tra storia e finzione, e votata a generare una sorta di “reale immaginario” e insieme una dislocazione del soggetto narrante che progressivamente perde il privilegio dell’Io. E infatti, alla fine del libro, attraverso un interscambio tra la prima e la terza persona, il narratore sembra far sua l’istanza etico filosofica delsé come un altro, ma viene sorpreso dall’emergere improvviso dell’altro come un sé, che rimanda piuttosto ai processi di identificazione che attraversano sia l’esistenza che la relazione psicoterapeutica.

Giuseppe Martini è psicoanalista, membro della Società Psicoanalitica Italiana, primario psichiatra del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Ospedale S. Spirito (Dipartimento di Salute Mentale Roma 1). Autore di oltre cento lavori e di diversi volumi, si è occupato in particolare dei rapporti tra psicoanalisi e ermeneutica (“Ermeneutica e narrazione”, Bollati Boringhieri 1998, “La sfida dell’irrapresentabile”, Franco Angeli 2005) e di psicoterapia delle psicosi (“La psicosi e la rappresentazione”, Borla 2011. Ha curato insieme a Vinicio Busacchi il volume “Tra immagine e parola. Passaggi e paesaggi”, Fattore Umano Edizioni 2015.
Questa è la sua prima opera letteraria.

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