“Sul masochismo. L’enigma della psicoanalisi” di R. Valdrè

Sul masochismo. L’enigma della psicoanalisi.

Riflessioni nella teoria, nella teoria, nella clinica, nell’arte

Autrice: Rossella Valdrè

Casa editrice: Celid-IBS

Anno: 2020

«Come potere studiare e descrivere, dentro l’uomo, una presenza così perturbante e in fondo in controtendenza con tutto quello che tendiamo a pensare o a credere degli essere umani: il bello, l’amore, la speranza, la sessualità? Valdrè ci dà due risposte, entrambe molto incisive. Per la prima, il masochismo erogeno non è una forza separata e scissa, ma una componente fondamentale della pulsionalità insite nell’uomo. Come Freud ci indica nel “Problema economico del masochismo”, il masochismo erogeno anche lega la pulsionalità eccessiva del bambino e rende possibile una strada di conciliazione dell’eterno contrasto tra eros e civiltà. Ma, a questo fine, è necessario che le identificazioni primarie avvengano in modo equilibrato. In assenza di questo equilibrio, l’eccesso pulsionale non viene incanalato, si ha un disimpasto pulsionale e il masochismo erogeno si svincola e agisce negativamente, come inerzia e inibizione. La seconda risposta riguarda la dipendenza. È questo uno dei temi più scottanti, ma in cui il pensiero di Rossella Valdrè si fa più limpido e, se vogliamo, più coraggioso. Valdrè afferma che il masochismo erogeno è collegato con la naturale tendenza originaria dell’essere umano alla dipendenza da un altro essere umano, o da un gruppo, o da un’idea. Insomma, la originaria, lunghissima dipendenza del bambino lascia una traccia incancellabile, la fantasia potente di liberarsi di se stessi, di disfarsi della propria libertà, scelta, decisionalità, per affidare a un altro la gestione di noi stessi. Il masochismo erogeno sarebbe espressione quindi di questa dipendenza originaria o meglio, dipendenza e masochismo originario o erogeno, si rispecchiano l’uno con l’altro, come due forme di una stessa medaglia» (dall’introduzione di Antonello Correale).

 

(Tratto dalla quarta di copertina)

 

Rossella Valdrè è psichiatra e psicoanalista, membro ordinario della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) e dell’IPA (International Psychoanalytical Association). Vive e lavora a Genova. Dopo i primi anni di lavoro istituzionale, si è in seguito dedicata alla pratica psicoanalitica privata, contribuendo anche ad alcune supervisioni di gruppi istituzionali e come Consulente Tecnico d’Ufficio per il Tribunale dei Minori. Per alcuni anni, ha tenuto laboratori di teoria psicoanalitica presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Genova. Il suo interesse per il cinema e la psicoanalisi l’hanno portata alla pubblicazione di numerose recensioni (ww.spiweb.it) e presentazioni di film in diversi centri psicoanalitici. E’ Autrice dei libri:  La lingua sognata della realtà. Cinema e psicoanalisi nell’esplorazione della contemporaneità (Antigone, 2013); L’Altro. Diversità contemporanee. Cinema e psicoanalisi nel territorio dell’alterità  (Borla, 2015); On Sublimation: a path to the destiny of desire, theory and treatment (Karnac, 2014; ed. it. Sulla sublimazione: un percorso nel destino del desiderio, della teoria e della cura, Mimesis, 2015); Cattive. È sempre la donna la vittima? Autrici che ribaltano il mito: una riflessione psicoanalitica (Alpes, 2015); La morte dentro la vita (Rosenberg & Sellier, 2016). Oltre al cinema, i suoi campi d’interesse includono l’estensione della psicoanalisi nel mondo della cultura, dell’arte, letteratura e società, sempre connesse e rilette alla luce del pensiero psicoanalitico, con particolare attenzione alla metapsicologia freudiana. E’ Autrice di articoli e recensioni su Rivista di Psicoanalisi, film essays in the International Journal e recensioni su Revue Francaise de Psychanalyse.

 

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