Recensioni

Piano, solo

“How far can you fly?” 

“… ed Elsbeth divenne musica

(R Schneider, 1992)

Il film

E’ la storia di Luca Flores, un geniale musicista italiano, morto suicida nel 1995, poco prima di compiere quaranta anni. Il film si apre sull’infanzia trascorsa in Africa, dove la numerosa famiglia si è trasferita per seguire il padre, Giovanni, geologo di fama internazionale. 

Caos Calmo. Il campo – Rec. Riefolo

 “E poi Clarisse non c’era più… Era successo qualcosa,
la linea preordinata della sua vita era stata turbata”
(Ray Bradbury, 1951)

Pietro si accorge che amava Lara quando Lara non c’è più. Non solo. Sente che forse lui può averla lasciata andar via… senza fare nulla.

Caos calmo

Sulla difficoltà di fidarsi del tempo    {youtube}6ZnfiKcOPgI{/youtube} Dicono che c’è un tempoPer seminareE uno più lungo per aspettareIo dico che c’era un tempoSognatoChe bisognava sognare (C’è tempo-Ivano Fossati-2003)      Perché ho così tanta fretta di scrivere questi pensieri dopo aver visto il film Caos Calmo? Non c’è una contraddizione tra quello che ho in mente … Continue Reading »

Il Falsario

ovvero: dell’autenticità

dal film di  Stefan Ruzowitzky – 2007

  

Il film

 

Berlino 1936. Salomon Sorowitsch, ebreo, detto Sally, è un grande falsario, cinico e molto temuto nel suo contesto. La sua vita cambia quando viene deportato a Mauthausen e da lì trasferito a Berlino in un campo privilegiato insieme ad altri tecnici della falsificazione.

La Banda

Come arriverà la musica? di Giuseppe Riefolo

Un film di Eran Kolirin, 2007

La banda musicale della polizia di Alessandria d’Egitto viene invitata a suonare all’inaugurazione del Centro Culturale Arabo di una cittadina israeliana. All’aeroporto di Tel Aviv non c’è nessuno ad attendere il gruppo di musicisti, così il pragmatico e severo direttore d’orchestra e colonnello Tewfiq decide di raggiungere il luogo con un autobus locale. Arrivato nella remota e desertica cittadina capisce che, per un difetto di pronuncia, ha sbagliato destinazione. Non si trova nella moderna Petah Tikva, bensì nell’arida Bet Hatikva. Tewfiq si arrabbia con Haled, il più giovane del gruppo, che nel chiedere informazioni si distrae a cantare My fanny Valentine all’impiegata.  Poiché non c’è modo di andarsene da lì (c’è una sola corriera che passa una volta al giorno) gli otto egiziani sono costretti ad accettare l’ospitalità di Dina, la bella proprietaria dell’unico ristorante del posto.