Breve storia del Centro Psicoanalitico di Bologna

Centro Psicoanalitico  di Bologna  "Glauco Carloni – Egon Molinari"
(A cura di Angelo Battistini)

Il Centro Psicoanalitico di Bologna (CPB) è sorto ufficialmente nel 1974 per merito di Egon Molinari e di Glauco Carloni, che hanno trasfuso in questa loro creatura le proprie non comuni qualità umane, affettive, culturali. É nato dalle riunioni del mercoledì in casa Molinari, in via Fermi 4 a Casalecchio di Reno, piccolo comune contiguo a Bologna, nei primi anni ‘70. Riunioni conviviali, oltre che scientifiche, in cui cioccolatini, caffè e torte della signora Tullia, moglie di Egon Molinari, non mancavano mai. Frequenti erano gli ospiti illustri italiani e stranieri, così come assidua era la frequentazione degli scritti di Freud, Ferenczi, Abraham, Balint. A dar vita a quel primo piccolo gruppo furono i "magnifici sei", come si disse poi con benevola ironia da parte degli allievi: Egon Molinari, il "patriarca" del Centro allievo di Musatti, Pier Mario Masciangelo, il primo analizzato di Molinari, divenuto poi membro autorevole della Società Psicoanalitica Svizzera, Glauco Carloni, Fabio Zambonelli, Raul Melandri e Alberto Spadoni. Arrivarono poi in successione molti altri colleghi, che per la maggior parte avevano fatto la loro analisi di training con Carloni o Molinari, a costituire una "progenie" che si accrebbe fino alla loro scomparsa, rispettivamente nel 2000 e nel 2002. A proposito di questa nutrita "progenie", ai soci di più lunga data del CPB piace ricordare che Leandro Cutti, fine artista figurativo oltre che psicoanalista, per gli ottant’anni di Molinari realizzò uno splendido medaglione, recante sul verso un albero dall’ampia chioma ramificata e sul retro una lunga spirale costituita dai nomi dei 26 allievi da lui analizzati che, a quell’anno, erano o erano stati soci della SPI e che, per lo più, facevano parte, o avevano fatto parte, del Centro Psicoanalitico di Bologna.

L’opera di Molinari e Carloni si e espressa fondamentalmente in tre direzioni.
La prima è stata la grande apertura, senza preclusioni dottrinali o geografiche, verso il pensiero e l’esperienza di altre scuole, sia nazionali che estere. In particolare c’è stata, sin dall’inizio, una forte attenzione per ciò che avveniva oltre confine, favorita sicuramente dalle grandi competenze linguistiche di Molinari che, come molti ebrei di quella generazione, era poliglotta sin dall’infanzia: conosceva perfettamente il tedesco, ed anche il francese e l’inglese. Sin dagli anni ‘60 Molinari aveva già collegato la psicoanalisi italiana a quella francese e a quel che restava in Francia della corrente ungherese, invitando Béla Grunberger e la moglie, Janine Chasseguet-Smirgel, a tenere dei seminari a Bologna. Carloni, che aveva una passione per il mondo latino americano, per cui leggeva e parlava lo spagnolo discretamente, divenne amico personale di Léon Grinberg. Questa apertura verso gli autori stranieri caratterizzò l’attività del gruppo. Sin dall’inizio, infatti, c’era la regola d’incontrarsi settimanalmente per tradurre e studiare insieme gli Autori più interessanti del momento. Era la metà degli anni sessanta e i seminari che venivano organizzati erano occasioni veramente memorabili per lo spessore dei relatori convocati. Musatti "era di casa". Masciangelo era una presenza assidua. Da Palermo veniva Corrao, che teneva i seminari su Bion e Meltzer. Oltre ai già citati Grunberger, Chasseguet-Smirgel e Grinberg, più avanti si aggiunsero altri colleghi molto noti, ad esempio Etchegoyen. Si potrebbe fare un lungo elenco delle figure di grande prestigio che vennero invitate a Bologna. Nei primi anni settanta, vennero organizzati i seminari di Servadio e di Gaddini. Da Roma veniva spesso anche Novelletto. Da Milano, oltre a Musatti, vennero Fornari, Luciana Nissim, Di Chiara. Da Genova Morra. Da Firenze Hautmann, la Mori, la Turillazzi e Fossi. Da Venezia Sacerdoti e da Trieste Giorgio Voghera, proveniente dal "gruppo" di Weiss.
Il secondo aspetto veramente peculiare del compito svolto, sin dagli esordi, dal piccolo gruppo bolognese si collega a questa apertura, a questo convergere da nord e da sud di tanti colleghi eminenti. Fu un’opera d’integrazione, a volte di pacificazione, delle diverse anime della Società Psicoanalitica Italiana. Il CPB, forse anche favorito dalla posizione geografica, ha spesso svolto un’azione "sanante" nei confronti delle inevitabili inclinazioni alla rivalità e alla litigiosità così frequente nei gruppi di lavoro. Il modo di stemperarsi di queste tensioni nel clima affettivo del CPB va messo in rapporto con lo spirito fraternizzante, in una parola riparativo, che scaturiva dalla personalità mite e gentile di Egon Molinari e da quella di Carloni, dotata in eguale misura di curiosità e apertura mentale.
Questo fenomeno salutare si prolungò successivamente nei Seminari Residenziali, iniziativa a carattere nazionale della SPI, che si giovavano di diversi relatori nelle stesse giornate e, ancor più chiaramente, in occasione dei Seminari Multipli dove potevano ritrovarsi tutti gli psicoanalisti italiani, alla pari, senza figure gerarchiche e senza padri da idealizzare, proprio come Ferenczi auspica nella lettera n° 331 del suo carteggio con Freud. Dopo una prima edizione a Firenze nel ’70, due edizioni a Bologna nel ’71 e ’72, ospitati dall’Istituto di Psicologia diretto dal prof. Canestrari, una a Roma nel ’73 ed una a Milano nel ’75, dal 1977 i Seminari Multipli si tengono stabilmente a Bologna, quasi sempre all’Hotel Carlton, sia per la collocazione geografica che per un consolidato modello organizzativo curato per una quindicina d’anni da Vinicio Del Gobbo. Essi costituirono una prima esperienza di vivace confronto e collaborazione tra giovani e vecchi, una manifestazione di grande disponibilità da parte di psicoanalisti affermati che si mettevano a nudo davanti ai giovani, compresi quelli che erano in training. Da parte loro i giovani poterono trovarsi a discutere allo stesso tavolo con colleghi di vasta esperienza con spirito aperto e conviviale. Uno spirito di convivialità e integrazione cui il gruppo bolognese ha sempre tenuto molto, così come all’unità della Società Psicoanalitica Italiana, per cui fu una pagina dolorosa la scissione, avvenuta nel 1992, che portò alla creazione dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi). Una scissione che a lungo il CPB ha cercato di scongiurare anche in ragione di una sincera amicizia che legava diversi "bolognesi" a molti colleghi passati nell’altra Società.
Il terzo fattore che ha caratterizzato il CPB era costituito dalla particolare qualità dell’accoglienza. A Bologna veniva introdotto un tocco di calore materno, di calore nutritizio. Era uno stile materno che discendeva dalla riscoperta della figura e dell’opera di Ferenczi e di quella scuola ungherese che, primi in Italia, gli psicoanalisti bolognesi andavano compiendo sin dagli esordi delle loro riunioni grazie alla profonda cultura di Egon Molinari. Questi, con semplicità e modestia, mentre si spendeva per la crescita culturale del gruppo, favoriva, col suo stile personale, la familiarità tra colleghi. Ad esempio le persone che lui invitava a tenere i seminari, venivano ospitate a pranzo e spesso anche a dormire, come nel caso di Musatti o di Masciangelo. Diventavano tutti di famiglia e la porta di casa Molinari era aperta per loro come fossero parenti. Molinari triestino e Musatti veneziano parlavano tra di loro in dialetto veneto. Era tutto un "professòr, professòr" perché Molinari chiamava Musatti el Professòr.
L’idea di creare un gruppo organizzato di psicoanalisti, di un "Centro", a Bologna, fu di Molinari e Carloni, realizzata con l’aiuto di Zambonelli e Masciangelo e con il patrocinio di Musatti. Questi, come è noto, ha svolto una funzione molto importante per l’affermazione della Psicoanalisi in Italia ed anche a Bologna. Tra le prime opere di psicoanalisi lette e studiate a Bologna, furono proprio le traduzioni di Freud fatte da Musatti e i due volumi del suo trattato. Molinari aveva fatto la propria analisi con Musatti e in seguito tra i due si era sviluppata una relazione molto stretta di stima e affetto. Un legame testimoniato dal fatto che Musatti farà dono al Centro Bolognese della sua poltrona di lavoro e del lettino analitico. Il cuore di Musatti fu molto vicino a Bologna, dove trovava un’accoglienza calorosa, non solo da parte di Molinari ma di tutto il gruppo raccolto intorno a lui. Egli è stato il "nonno" del Centro Bolognese, poi ci sono stati diversi "zii", come Fornari, piacentino, che però restava molto legato a Milano. Tra gli "zii", anche Veltri, Corrao, Gaddini. Soprattutto molto importanti sono stati, come spesso accade, i "prozii" come Grunberger e la Chasseguet Smirgel, e i tantissimi "cugini", come Hautmann, Fossi, la Turillazzi Manfredi, coi quali ci sono stati buoni rapporti di collaborazione.

Negli anni, con la crescita dei soci, la casa di Molinari a Casalecchio di Reno non poté più contenere il gruppo sempre più numeroso di psicoanalisti, così i primi anni di attività di quello che sarebbe stato il Centro bolognese si svolsero all’Hotel Baglioni, dove si affittava una saletta per una cifra modesta, poi ci fu il trasferimento in piazza San Martino, ospiti del Comune di Bologna in un Centro psicopedagogico, poi finalmente, raggiunto il numero di soci sufficiente per pagare un affitto, il CPB ebbe la sua prima sede in via Porta di Castello. Successivamente vennero scelte altre sedi più ampie e prestigiose, dapprima in via Nazario Sauro, poi in via Santo Stefano. Infine, nel 2004, ci fu il trasferimento nella sede attuale, in via Cesare Battisti 24.
Oggi, nel 2011, il numero dei soci è intorno alla novantina. Una crescita notevole che ha necessariamente portato nel corso del tempo all’emergere di altre individualità e altri gruppi, rispetto a quello, molto unito, dei "fondatori". Il che negli anni ’80 e ’90 ha determinato significativi movimenti di differenziazione e fecondi momenti di confronto. Fin dagli inizi il gruppo "storico", guidato da Carloni e rappresentato, fra gli altri, da Molinari, Spadoni, Zucchini, Silvia Molinari, Mantovani, Nobili, Del Gobbo, Cutti – nonché Todesco fino alla nascita dell’AIPsi – mantenne sempre un’evidente egemonia nella politica scientifico-culturale e nella gestione del Centro. Ma a partire dagli anni ’80, poco alla volta, prende corpo un’altra area societaria che, senza avere un proprio leader carismatico, trova in Enrico Cesare Gori l’elemento di aggregazione di un gruppo di colleghi che, particolarmente vicini al pensiero di Gaddini e alla psicoanalisi francese, si pone come "interlocutore dialettico" del gruppo storico. Ne fanno parte in primo luogo Pozzi, De Marchi, Marinelli, Zanocco e, per qualche tempo, Sergio Molinari. Mentre in una posizione "terza", non organizzata, si collocano altri come Bolognini, Battistini, G. Berti Ceroni, Bruno, Ruggiero, Mastella. Una posizione "terza" che, soprattutto con la Presidenza del Centro da parte di Bolognini e la Segreteria scientifica di Battistini, alla fine degli anni ’90, stimola un confronto utile a stemperare i momenti di frizione, favorendo una più avanzata integrazione dei soci del Centro ed un clima diffuso di apprezzabile convivenza.
Tornando agli anni ’70, al CPB un impulso culturale significativo fu dato dalla collaborazione con l’Editore riminese Mario Guaraldi, coadiuvato dallo scrittore Piero Meldini, grazie ai quali vide la nascita la collana di Psicoanalisi La Sfinge, voluta da Carloni e Molinari, in cui per la prima volta vennero pubblicate in Italia le traduzioni dei libri di Sandor Ferenczi e di altri importanti "padri della psicoanalisi" tra cui Ernest Jones, Géza Roheim, Marie Bonaparte, Siegfried Bernfeld, Otto Rank, Michael Balint, spesso con l’introduzione di colleghi del CPB, facilitando in tal modo la conoscenza e lo studio di opere ancora poco conosciute in Italia.
Da quegli anni l’attività del gruppo bolognese ebbe un impulso notevole, anche sul versante istituzionale, che raggiunse il suo apice nel maggio 1986 quando venne organizzato a Bologna il VII Congresso Nazionale della SPI su Il Dolore Mentale. Fu un impegno enorme affrontato con grande entusiasmo. I partecipanti furono 380 cui va aggiunta una ventina tra ospiti e giornalisti. Tutto venne organizzato tra i colleghi del Centro che, in prima persona, lavorarono duramente, ripagati dall’ottima riuscita del Congresso e dal notevole risparmio di denaro che permise di rimpinguare, con soddisfazione del tesoriere Renato Sigurtà, le casse della SPI.
L’organizzazione di quel Congresso non è stato l’unico impegno del genere assunto dal CPB. Nell’ottobre del ‘94 si tenne il X Congresso Nazionale della SPI a Rimini, località che aveva proposto il CPB, sul tema La risposta dell’analista e le trasformazioni del campo. Anche questa volta, nonostante l’ausilio di un’agenzia, il Comitato Organizzatore, costituito da colleghi del CPB, coadiuvati da Fiorentini e Minervini Fossi, poté vantare una buona partecipazione e un buon avanzo di cassa. I partecipanti, circa 400, tennero i loro lavori al Teatro Novelli e nell’adiacente Grand Hotel di Rimini, in un contesto inevitabilmente evocativo di atmosfere felliniane.
Ma vi è un altro Congresso cui il CPB, soprattutto grazie a Carloni, ha sempre dato un contributo organizzativo importante, insieme a Shön, Argentieri, Accerboni, Maffei; quello che si tiene ogni estate a Lavarone, tradizionalmente dedicato a temi relativi ai rapporti tra Psicoanalisi e Cultura e sede del premio "Gradiva" per libri d’argomento psicoanalitico. Premio che ha visto tra i vincitori anche due soci del CPB: nel 2000 Stefano Bolognini con "Come vento,come onda" e, nel 2008, Alberto Spadoni con "E l’analisi va…scritti psicoanalitici e memorie".
La frequentazione di Congressi come quello di Lavarone testimonia del costante interesse degli psicoanalisti del CPB per i temi della cultura. Un interesse che ha dato origine, fra l’altro, a cicli di "Cinema e Psicoanalisi", iniziati a Bologna da Carloni in collaborazione col direttore della Cineteca Bolognese, Vittorio Boarini, ma tenuti anche a Modena, per iniziativa di Secchi, e a Rimini, grazie a Battistini e Carnevali, con la collaborazione sia della Cineteca di Rimini che della Fondazione F. Fellini il cui direttore, dopo l’esperienza alla cineteca bolognese, è stato ancora Vittorio Boarini. Un impegno questo, di coniugare Cinema e Psicoanalisi, che il CPB coltiva soprattutto grazie alla passione di alcuni soci – tra cui Paola Golinelli – che tramite la Commissione Cinema continuano a organizzare ogni anno presso il Lumière, cinema d’essai della Cineteca, un nuovo ciclo di proiezioni. Ma oltre al Cinema Il CPB è presente nella cultura della città e della Regione con numerose iniziative rivolte "all’esterno" in più ambiti culturali, scientifici e professionali, dalla psichiatria alla psicologia, dalla neuropsichiatria infantile al diritto e alla filosofia. Un impegno a largo raggio che nel tempo ha coinvolto molti soci del Centro, la maggior parte come liberi professionisti, altri come operatori in istituzioni pubbliche o private. Impegno di cui non è possibile, in questa sede, rendere conto dettagliatamente.
In ambito propriamente psicoanalitico la politica di apertura del CPB trova espressione in alcune iniziative, che prendono vita negli anni, finalizzate allo scambio scientifico e al confronto con colleghi di altra collocazione geografica. Tra le più significative, dagli anni ’70 in poi, la consuetudine di effettuare incontri annuali bilaterali tra il CPB e il Centro Veneto, tra il CPB e il Centro di Firenze, secondo la formula per cui, alternativamente, una volta si ospita, una volta si è ospitati. Un’esperienza sempre stimolante e piacevole, non priva di momenti conviviali, che è tuttora in corso e che per un paio di volte, nel 2001 e nel 2005, si attuò pure col Centro di Napoli, anche se poi questo non ebbe seguito per evidenti difficoltà logistiche.
Ma è soprattutto col mandato di Stefano Bolognini, dapprima come Segreterio scientifico poi come Presidente del CPB, negli anni ’90, che l’apertura del Centro assume un andamento più deciso. Non solo con iniziative unicamente rivolte a soci SPI ma anche con iniziative rivolte al più ampio popolo "psi": psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili. Per la prima volta a Bologna il Centro non si limita a organizzare le attività seminariali riservate a psicoanalisti, ma si "istituzionalizzano" seminari a regolare cadenza annuale rivolti alle varie figure dell’area psichiatrico/psicoterapeutica, sia in ambito "adulti" che in ambito "bambini/adolescenti". Si tratta di una vera e propria svolta culturale, una svolta "pilota" che apre la strada a iniziative analoghe che nel giro di pochi anni adotteranno anche altri Centri della SPI. A Bologna, nel 1996, si tiene la prima giornata di studio su "Strumenti psicoanalitici in psichiatria". In quell’occasione i relatori del CPB furono F. Marinelli e M. Monari sul tema delle "terapie integrate" in psichiatria.
Per diversi anni queste giornate si tennero in locali di Istituzioni quali la Cassa di Risparmio di Bologna o l’Università, poi per alcuni anni presso l’Hotel Europa, infine, dal 2005, presso l’attuale sede del Centro in via Cesare Battisti 24.
Nel ’97 inizia la propria attività il Servizio di Consultazione. E’ un servizio simile a quello disponibile nei diversi Centri della SPI. E’ aperto alla popolazione ed è tenuto da alcuni soci del Centro. Il servizio mira a costituire un punto di riferimento per tutti coloro che, presentando forme di sofferenza psichica, sia personale che famigliare, desiderino consultare gratuitamente uno psicoanalista in grado di accoglierne e valutarne la domanda e, qualora vi siano le indicazioni, di inviarlo a un collega disponibile a prenderlo in carico o, in caso contrario, di suggerire le misure o le terapie più opportune. Il Servizio, garantito nei primi anni da soci che si prestavano volontariamente a turno, viene ora gestito da un gruppo stabile di sei soci, eletti in Assemblea, che costituiscono la "Commissione Consultazione", la quale si rinnova ogni quattro anni, come le altre Commissioni del Centro. Il gruppo si riunisce una volta al mese per discutere dei casi e confrontarsi sulle indicazioni. Il coordinatore del Servizio è attualmente Mario Crisci.

Per quanto riguarda l’area della psicoanalisi per bambini e adolescenti, va detto che sebbene per molto tempo non vi siano stati, nel CPB, AFT continuativamente impegnati nella pratica e nella trasmissione della psicoanalisi per B/A, quest’area ha potuto gradualmente espandersi nel tempo grazie all’apporto sia degli psicoanalisti che lavoravano presso istituzioni psichiatriche e socio-sanitarie per la famiglia (fra i primi, Pozzi a Modena, Battistini a Rimini, Mastella a Ferrara e Casalecchio) sia di coloro che hanno operato come formatori nelle USL (fra cui Bolognini, Mastella, Pozzi, Ruggiero, Battistini, Carnevali) per sensibilizzare le istituzioni al mondo interno del bambino, dell’adolescente, della coppia e della famiglia.
Questo tentativo di collegare il lavoro istituzionale con la ricerca psicoanalitica in modo continuativo e affidabile è sfociato nell’organizzazione, presso il CPB, di cicli di Seminari teorico-clinici per operatori delle Istituzioni, a partire dal 1996, per una ‘passione’ condivisa da Carloni, Mastella, Nobili e Ruggiero. I seminari teorico-clinici continuano a tutt’oggi con buon successo di pubblico e ampia partecipazione dei colleghi del Centro.
Col tempo, ai colleghi impegnati nell’area dell’infanzia e dell’adolescenza, diversi altri colleghi si sono aggiunti (fra cui Roncarati, Rosso, Bresciani) poi riunitisi nel Gruppo clinico sulla psicoanalisi dell’età evolutiva, istituito da Marco Mastella e Irene Ruggiero, poi formalizzato (1999) in Osservatorio per la Psicoanalisi dei Bambini e degli Adolescenti, che conta oggi una quindicina di Soci.
L’esigenza di sviluppare l’interesse sia teorico che clinico degli psicoanalisti del CPB verso la Psicoanalisi del bambino e dell’adolescente, ha condotto Mastella ad organizzare Seminari di Aggiornamento- Formazione, tenuti da AFT esperti dell’area, che hanno avuto molto seguito e hanno favorito l’ampliamento della sensibilità degli analisti della Sezione Veneto-Emiliana, nel frattempo costituitasi, verso l’area dell’età evolutiva. Attualmente la Sezione Veneto-Emiliana è sede di uno dei tre Corsi di Perfezionamento nella Psicoanalisi del Bambino e dell’Adolescente istituti dalla SPI.
Bologna è stata sede di alcuni eventi di rilievo nell’area B/A:
i primi Seminari Multipli di Psicoanalisi del bambino e dell’adolescente, nel 2005. Il Convegno sulla Maternità interiore, nel 2006. Inoltre il CPB è sede della Giornata di studio che la Commissione Nazionale per la Psicoanalisi B/A organizza ogni due anni, in concomitanza con i Seminari multipli della SPI.

Nel corso della Presidenza Battistini, iniziata nel 2007, con la Segreteria scientifica di Ruggiero, le attività seminariali "per esterni", non sono più organizzate col sostegno di un’agenzia, com’era avvenuto in precedenza per diversi anni, ma vengono gestite dall’Esecutivo, in primo luogo dal Segretario scientifico, in collaborazione con le varie Commissioni, e confluiscono in un programma organico che sotto il tradizionale titolo generale Strumenti Psicoanalitici in Psichiatria, Psicologia e Neuropsichiatria Infantile presenta le iniziative del Centro accomunate dal tema prescelto per l’anno in corso.
A titolo d’esempio nel 2007-8 si trattò de Il Legame Perverso, nel 2008-9, di Enigmi della Dipendenza, nel 2009-10, di Il limite nella Costruzione e nel Funzionamento della Mente. Attualmente la formula organizzativa prevede per la giornata d’apertura una relazione al mattino e una al pomeriggio seguite dalla discussione con la sala. Mentre nel corso dell’anno, dall’autunno alla primavera dell’anno seguente, vi sono quattro seminari per l’area adulti e quattro per l’area bambini e adolescenti, su argomenti relativi al tema annuale, tenuti da psicoanalisti sia del CPB che di altri Centri. Inoltre, sullo stesso tema annuale, si organizza il ciclo di film di "Cinema e Psicoanalisi". Altro ciclo di eventi, cui diede inizio Ruggiero nel 2007 e che si tiene periodicamente ogni anno, è Leggere Insieme. Si tratta di serate aperte al pubblico, in cui un socio del Centro presenta una novità libraria, non necessariamente d’argomento psicoanalitico, ma comunque d’interesse psicoanalitico, e ne dialoga con l’autore stesso e la platea. Infine è ormai un tradizionale appuntamento annuale la giornata intitolata Psiche/Dike sui rapporti tra Psicoanalisi e Giustizia. La sua prima edizione, tenutasi nel 2002 su Inconscio e Legge, per iniziativa di un gruppo di psicoanalisti coordinati da Gino Zucchini, costituì il naturale esito del lavoro di un gruppo di colleghi impegnato in attività di Consulenza Tecnica, sia presso il Tribunale civile e penale che quello dei minori. Esso si formò intorno a Carloni e Zucchini nei primi anni ’90, con l’intento di svolgere una sorta di consulenza e approfondimento delle operazioni peritali di psicoanalisti in corso d’opera. Il gruppo, tuttora coordinato da Zucchini e costituito tra gli altri da Vittorangeli, Masina, Mereu, Roncarati, partendo dalla collaborazione con i giudici, ha man mano sviluppato una serie di temi di ricerca e confronto da cui in seguito sono scaturite le giornate annuali Psiche/Dike aperte a psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili, giudici, avvocati, assistenti sociali, operatori in ambito giudiziario.
Tornando agli anni ’90, esattamente nel 1995, un altro importante evento, per il CPB, è la nascita di una nuova Sezione dell’Istituto Nazionale di Training (INT). Prima di entrare nei dettagli conviene ricordare che nella SPI sorsero in un primo tempo tre Istituti di Training, due afferenti ai Centri con sede a Roma e un terzo a Milano. Successivamente essi vennero unificati nell’INT, articolato in tre Sezioni. Nel ’95 la neonata Sezione, la quarta, che si definisce "Veneto-Emiliana", prende corpo per iniziativa ancora una volta di Carloni per parte Bolognese e di Alberto Semi per parte veneta, affiancati dagli altri Membri Ordinari con Funzioni di Training. La Sezione viene organizzata grazie alla collaborazione degli AFT di entrambi i Centri, anche se, per le maggiori dimensioni, il maggior numero di AFT, e per ragioni logistiche, la sede principale è Bologna. Qui è la sede legale, qui si tengono il maggior numero dei corsi di insegnamento. Poi, con la crescita del numero di AFT del Centro Veneto, il numero dei corsi che si tengono a Padova cresce progressivamente fino a che dal 2010 il CPB e il Centro Veneto concorrono paritariamente all’impegno di tenere i corsi previsti dal programma quadriennale del training. In pratica due anni d’insegnamento si tengono a Bologna e due a Padova. Il bacino d’utenza della Sezione è rappresentato sostanzialmente da Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia. Il numero degli Allievi iscritti ai corsi oscilla ogni anno mediamente da 5 a 10. Come Segretari del Comitato Locale di Training si sono succeduti Zucchini, Carloni, Silvia Molinari, Battistini, Bruno.
Nel corso della sua storia al CPB nascono e si chiudono diversi gruppi di studio su singoli temi di interesse psicoanalitico. Sono gruppi di breve, media, lunga durata, con la partecipazione di pochi o molti soci. Data la difficoltà a elencarli tutti, vengono qui ricordati quelli "storici", di lunga durata.
Nel ’89, per iniziativa di E. C. Gori, si forma un gruppo prevalentemente clinico, ma interessato alle fasi precoci della formazione della mente, che durò una dozzina d’anni. Vi fecero parte Zanocco, Sergio Molinari, Marinelli, Pozzi, De Marchi, Petronio Andreatta e Cirincione, gli ultimi due per breve tempo. Il gruppo poi confluì nel gruppo romano di ricerca sulle neuroscienze il cui direttivo sarebbe stato composto da Gori, Mancia, Scalzone.
Alla fine degli anni ’80 si costituisce un gruppo, attivo per diversi anni, sul "Narcisismo", cui fecero parte Petronio Andreatta, Ruggiero, Rossi, C. Berti Ceroni, Cirincione, Salvagni, che avrebbe presentato lavori ispirati alla sua ricerca sia al CPB che nel corso di un incontro Italo-Argentino.
Un gruppo "storico", sorto nel ’93, prevalentemente centrato sulla discussione clinica, ha continuato e continua a riunirsi al Centro ogni 3° sabato del mese, con la partecipazione di una decina di soci. Tra i più costanti: Gazzoletti, Grosoli, Talacchi, Sgorbani, Crisci, Salvagni, Mandolesi, Ballardini. Lo stesso gruppo, nel 2005 si dedicò al tema dell’omosessualità e in collaborazione con Petronio Andreatta produsse un lavoro collettivo dal titolo "L’omosessualità nella stanza d’analisi. Riflessioni e Clinica", che fu poi presentato al CPB dalla stessa Petronio Andreatta, Gazzoletti, Grosoli e Salvagni.
Nel ’97 nasce quello sulle patologie gravi, promosso da G. Berti Ceroni, cui aderiscono immediatamente numerosi soci, tra cui Gori, Pozzi, De Marchi, Marinelli, Ruggiero, Gazzoletti, Monari, Crisci, Montezemolo, Colazzo, C. Berti Ceroni. Si discutono temi clinici a cavallo fra psichiatria e psicoanalisi, si approfondiscono le resistenze dell’analista, nella terapia dei pazienti più gravi, a effettuare una scelta propriamente psicoanalitica, si affronta il tema della durata dell’analisi, degli ostacoli e degli impedimenti al suo svolgersi. Il gruppo "gravi", tra interruzioni e riprese, defezioni e nuovi ingressi, tutt’oggi continua a riunirsi e a discutere di temi clinici, coordinato da Marco Monari.
Sempre nei tardi anni ’90 si riunisce un primo gruppo di colleghi che lavorano con bambini e adolescenti. Ne fanno parte, tra gli altri, Casagrande, Ruggiero, Mastella, Rossi, Calzolari, Rosso, C. Berti Ceroni, Bresciani, Baldaro. Col tempo esso diverrà il Gruppo clinico sulla psicoanalisi del bambino e dell’ adolescente, di cui si è già parlato.
Ma se i gruppi di studio e le periodiche attività per "esterni" riguardano soprattutto l’attività "locale" del Centro, altre iniziative invece hanno un rilievo nazionale o internazionale. Si tratta di giornate di studio organizzate dalla SPI o a dal CPB che si sono tenute a Bologna, o di Convegni consistenti in incontri "bilaterali" tra la SPI e Società psicoanalitiche di altri paesi. Qui di seguito un breve elenco:
Il 28-29 ottobre del 2000, si tenne il Convegno "Il contributo della psicoanalisi alla cura delle psicosi", articolato in tre sessioni, una delle quali dedicata al resoconto del lavoro svolto dal Comitato Patologie Gravi. Tra i relatori vi furono De Masi, Pierluigi Rossi, Correale.
Il 24-25 novembre 2001, il IX Colloquio Italo-Francese su "Autorappresentazione, Simmetria-Asimmetria". Tra i relatori: I Botella, Barale, Baranès, Milella, Chervet, Correale, R. Russo, Guignard. Introduzione di Chianese e Guignard, conclusioni di Sacco e G. Berti Ceroni.
Il 2-3 febbraio 2002, il III Incontro Italo-Argentino su "Vicissitudini del setting nella prassi psicoanalitica attuale". Organizzato da G. Berti Ceroni e dal Centro Fiorentino. Tra i relatori: Fishbein, R. Lombardi, Bichi, Rinaldi. Introduzione di Chianese e Feinstein, conclusioni di Filippini e Rascovsky.

Il 18 febbraio 2006, una Giornata Nazionale sulla Maternità Interiore, relatrice Gina Ferrara Mori.

Il 4-5 febbraio 2006, il V Colloquio Italo – Argentino, sul tema "Ricordare, Ripetere, Rielaborare nella psicoanalisi contemporanea". Introduzione di Marucco. Relazioni, tra gli altri, di Bolognini, Losso, G. Berti Ceroni, Manica, Golinelli, Borgogno, Nicolussi, Corrente, Thanopoulos, Molone.

Il 20 settembre 2008, il Convegno della SPI, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, su "La formazione psicoterapeutica tra vocazione e apprendimento". Relatori: Ruggiero, Borgogno, Silvia Molinari, Bolognini, Nicolino Rossi.

Il 23-24 ottobre 2010, il primo incontro Italo – Tedesco, tra la SPI e la maggiore delle due società tedesche, la Deutsche Psychoanalytische Vereinigung (DPV), su: "Sviluppo e Trasformazione dei Concetti e delle Teorie nella Clinica". Relatori: Michele Stuffleser, G. Schlesinger, A. Staehle.

Il 13 novembre 2010, una giornata di studio su "Il Denaro". Si tratta della prima di tre giornate di studio dedicate dalla SPI ai temi: "Il Denaro", "Il Lavoro", " Il Potere", da tenersi rispettivamente a Bologna, Milano e Roma. Non vi sono relatori. E’ una sorta di "brain storming" introdotto dal Segretario scientifico della SPI, Laura Ambrosiano.

Il 4 dicembre 2010, nel decennale della scomparsa di Glauco Carloni, una giornata dedicata alla sua opera di psicoanalista e psichiatra. Relatori: Petrella, Zucchini. Silvia Molinari, Bolognini. Giornata a carattere scientifico che seguiva un’altro evento di natura commemorativa, più intimo e conviviale, tenutosi il 25 settembre dello stesso anno a Cingoli, città di cui Carloni era originario. In quella circostanza, per iniziativa del CPB, dopo la cerimonia presso il municipio del comune marchigiano, fu posta una lapide sulla casa natale.

Queste brevi note sulla storia del CPB, hanno consentito, fra l’altro, di ricordare molti soci che hanno dato un particolare impulso alla creazione e alla crescita del Centro stesso. Ma fra tutti è doveroso riservare una speciale menzione ad almeno due di essi.
Se fino agli anni ’90 il ruolo di maggior peso propulsivo, al CPB, fu svolto da Glauco Carloni, che fu anche Presidente della SPI dall’ ’82 all’ ’86, dagli anni ’90 in poi tale ruolo è stato svolto da Stefano Bolognini.
Nato a Bologna, ma formatosi professionalmente in Veneto, Bolognini rientra negli anni ’80 al CPB e da allora ne diviene uno dei soci più attivi. Segretario scientifico della SPI dal 1997 al 2001 con la Presidenza di Fausto Petrella, poi Presidente del CPB dal 2002 al 2006, Bolognini si impegna decisamente per favorire la crescita della SPI a livello internazionale, ricoprendo negli anni diversi incarichi prestigiosi (Representative nel Board dell’IPA dal 2003 al 2007; Co-Chair for Europe del CAPSA, Committee on Analytic Practice and Scientific Activity, dell’IPA dal 2005 al 2009; membro di 1° livello del Working Party "On Specificity of the Analytic Treatment" della FEP; Chairman del Committee for the 100th IPA Anniversary). Infine, divenuto Presidente della SPI nel 2009, al momento in cui questa storia viene redatta è uno dei due candidati ufficiali alla Presidenza IPA 2011, primo candidato a tale carica nella storia della Società Psicoanalitica Italiana.
Tale attività internazionale, unitamente all’impegno dei segretari scientifici che si sono succeduti nello stesso periodo, Battistini, Marinelli, Ruggiero, Rossi, ha trovato riscontro nell’attività scientifica del CPB, il quale dalla fine degli anni ’90 ad oggi ha visto intensificare notevolmente il numero degli ospiti stranieri. Fra gli altri: Blum, Marucco, Kancyper, Cabré, Eizirik, Erlich, E. Laufer, Ladame, Smith, Faimberg, Levy, Zalusky, Bǖrgin, Sacco, Gibeault, Campbell, Scarfone, Roussillon, Aisenstein.
E’ appena il caso di ricordare che, contestualmente all’incremento dell’apertura del CPB alla psicoanalisi internazionale, molti soci del CPB, soprattutto dagli anni 2000, divengono assidui frequentatori di congressi internazionali, spesso come relatori, discussant o chair.
Presidenti del Centro Psicoanalitico di Bologna sono stati nell’ordine: Egon Molinari, Glauco Carloni, Gino Zucchini, Stefano Bolognini. Attualmente lo è Angelo Battistini.