10 European Psychoanalytic Film Festival Londra 2019

epff10 European Psychoanalityc Film Festival

Dal 31 ottobre al 3 novembre 2019 si terrà a Londra, presso la prestigiosa sede del Bafta, la decima edizione del European Psychoanalityc Film Festival dal titolo “The End”.

Il board, che ha come Chair Andrea Sabbadini, ha voluto motivare la scelta di questo tema, con le parole che vi riporto in traduzione (libera), cui segue il testo in lingua originale.

“Ogni fine è un nuovo inizio. Abbiamo scelto “The End” come tema principale di questa edizione di epff nella speranza di offrire ai partecipanti opportunità stimolanti di riflessione nel rivedere diversi tipi di finali nei film – lieti, aperti, ambigui, inaspettati – ed esplorare i criteri usati da sceneggiatori e registi per decidere come terminare le loro opere.

Per inciso, i film in passato riportavano le parole “The End” (in Italia la parola “Fine”) negli  ultimi fotogrammi (come se altrimenti gli spettatori non fossero consapevoli che era giunto il momento di alzarsi e uscire dal cinema!), mentre al giorno d’oggi non è più di moda fornire queste informazioni ridondanti .

Questo tema è particolarmente rilevante per noi psicoanalisti, anche per un altro motivo: sin agli esordii della psicoanalisi, c’è sempre stato un interesse su come portare a conclusione la nostra forma di terapia “a tempo indeterminato” e quando, perché e chi dovrebbe decidere al proposito. Speriamo che, nelle nostre discussioni sui film proiettati durante epff10, si possano stabilire dei collegamenti tra il modo in cui  gli autori hanno scelto di concluderli e il modo in cui noi psicoanalisti terminiamoil lavoro con i pazienti.

“Se un fiore fiorisce una sola notte, non per ciò la sua fioritura ci appare meno splendida” – ha scritto Freud nel suo articolo “Caducità” (OSF, VIII, p. 174, Bollati Boringhieri, 1982) – “E così pure non riuscivo a vedere come la bellezza e la perfezione dell’opera d’arte o della creazione intellettuale dovessero essere svilite a causa della loro limitazione temporale”.

Tutto ha una fine: fiori, edifici in pietra, libri, festival, film … e le nostre stesse vite. Ma si potrebbe anche affermare che nulla finisce mai e che, invece, tutto subisce una trasformazione. Un film, sarà forse il “residuo diurno” di un sogno, o rimarrà con noi nella forma di un ricordo indelebile, o diventerà l’occasione per iniziare una conversazione affascinante con uno sconosciuto”.

Le informazioni dettagliate sul programma e l’iscrizione si possono trovare sul sito

10th European Psychoanalytic Film Festival

Each end is a new beginning

We have chosen The End as the main theme for this 10th European Psychoanalytic Film Festival (epff10) in the hope that it would give those attending it thought-provoking opportunities to review different kinds of endings in movies – happy ends, open ends, ambiguous ends, unexpected ends – and to explore the criteria used by screenwriters and directors in order to decide how to end their works.

Incidentally, films used to have the words The End on their last frames (as if spectators would not otherwise be aware that it was about time for them to get up and leave the cinema!), though providing such redundant information is no longer fashionable nowadays.

Another reason why the theme of this Festival is relevant to us is because, since the early days of psychoanalysis, there has always been an interest in how to end our open-ended form of therapy – and when, and why, and who should decide about it. We hope that in our discussions about the films to be screened at epff10 links could be made between the way their makers have chosen to end them and the way we psychoanalysts end our work with patients.

‘A flower that blossoms only for a single night does not seem to us on that account less lovely’, Freud wrote in his article On transience. ‘Nor can I understand any better why the beauty and perfection of a work of art or of an intellectual achievement should lose its worth because of its temporal limitation’ (1916, Standard Edition Vol. 14, p. 306).

All things are destined to come to an end: flowers, stone buildings, books, festivals, films… and our own lives. But it could also be claimed that nothing ever ends and that, instead, all undergoes transformation. Maybe a movie, then, will be the ‘day residue’ for a dream, or remain with us in the shape of an indelible memory, or become the opportunity to start a fascinating conversation with a stranger.