11 Minutes

11 minutes

Jerzy Skolimowski,  Polonia, Irlanda, 2015, 81′

In Concorso

Commento di Elisabetta Marchiori

Il film del regista polacco Jerzy Skolimowski, settantasette anni, è in concorso e rischia di vincere. Mi è sembrato di vedere la versione accelerata, rumorosa  e a colori de ‘Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza”, di Roy Andersson, che ha conquistato il Leone d’Oro la scorsa edizione. Una versione disperante e senza ironia.

In 11 minuti qualsiasi di un giorno qualunque si giocano le vite e i destini intrecciati dei tanti personaggi di questo potentissimo film, che si incrociano, si sfiorano, si incontrano. Di loro il regista ci offre solo qualche dettaglio e, senza bisogno di spiegare niente, come s’addice al Cinema, sappiamo quanto basta per riuscire a seguirli, coinvolti dal ritmo serrato delle immagini e delle musiche.

Il numero 11 si ripropone in altre inquadrature del film e l’aereo che sfreccia nel cielo risveglia la memoria dell’11 settembre 2001.

Riprese di telecamere di controllo, riprese di un film porno (che non vediamo ma sentiamo), di un provino, di un film nel film … Immagini che amplificano, riproducono, ripetono … Ma c’è un pixel “morto” sullo schermo di un computer di sorveglianza, una macchia d’inchiostro sul quadro di un anziano  pittore disturbato da un finto suicidio, c’è qualcosa nel cielo che non sanno e non sappiamo riconoscere?

In che misura  possiamo controllare le nostre vite? I nostri messaggi, vocali o scritti, arriveranno mai a chi dovevano essere diretti? E, se arrivano, saranno in tempo? Basta una frazione di secondo, per scivolare. “Camminiamo ai confini di un abisso. Dietro ogni angolo si nasconde l’imprevisto, l’impensabile”, ha dichiarato il regista. Certo, e il di rischio di incontrarlo, l’impensabile, aumenta quando si perde la capacità di “riflettere sull’esistenza” e si agisce.

10 settembre 2015