Biancaneve

 

Regia di Tarsem Singh, USA 2012

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 Giudizio: 3/5 ***

 Genere: commedia, fantastico

Recensione: La nota favola di Biancaneve mantiene l’impianto classico originario, ma sapientemente arricchito e deformato da ironici travestimenti postmoderni. E’ la Regina la vera protagonista, con la sua tragica e sconfinata vanità narcisistica (Mirror, Mirror), il delirio onnipotente e l’indifferenza per l’altro. In lotta col passare degli anni sulla sua pelle, ben incarna l’idolatria moderna per la giovinezza e il Potere ad ogni costo, con l’inevitabile deriva finale. Uno spettacolo per tutti: diverte i bambini, fa sorridere e pensare gli adulti….

Perché andare o meno a vedere il film?: Molto bene interpretato e confezionato (malgrado forse un certo eccesso di effetti in 3D), è un intelligente e solo apparentemente leggero tentativo di declinare l’eterno archetipo della favola negli affetti umani dell’oggi: avidità, narcisismo patologico, ma anche speranza nella bontà e nel coraggio personale. Gustosissima la parodia del maschio contemporaneo ridotto a cagnolino obbediente, il neanche troppo velato riferimento alla politica di oggi, e una vena protofemministica che vede la piccola Biancaneve in grado assai bene di cavarsela da sè.

La versione dello psicoanalista: Cosa intende il Mereghetti quando scrive che il film “si colloca a cavallo tra Jung e Freud”? Forse che alla forza primigenia degli archetipi, si associa qui, in un buon mélange, l’ambivalenza delle pulsioni umane meno nobili: è la fatale fragilità del rispecchiamento narcisitico il cuore vero della favola-film. E meglio lo si sarebbe colto mantenendo l’originalità del titolo: Mirror, Mirror (Specchio, specchio….).