Conclusione

Mostra del Cinema di Venezia 2015 e film premiati

 

Rossella Valdrè, Elisabetta Marchiori

 

Si è chiusa sabato 12 Settembre la 72° edizione della Mostra del Cinema di Venezia che ci ha viste, anche quest’anno, fedeli ‘testimonial’ SPI a questo importante evento che, come ogni grande festival del cinema, fotografa non solo lo stato dell’arte del cinema in sé, ma della cultura e della società in generale. Un’edizione seria, che ha premiato film di qualità, di forte impatto psicologico e sociale, che ci auguriamo non siano penalizzati dalla distribuzione.

In grande misura, si può dire, vince l’America, con diversi premi sia agli USA sia, soprattutto, all’America Latina: tutti meritati, poiché il cinema sudamericano, come ha detto lo stesso direttore Barbera, si qualifica oggi come uno dei più innovativi e originali al mondo. Per la prima volta, Leone d’Oro per il miglior film al Venezuela, con Desdé Allá (From Afar, Da lontano) opera prima del quarantaquattrenne Lorenzo Vigas che, con parole commosse non ha nascosto le varie difficoltà del suo Paese, tra cui una cultura profondamente omofobica, e l’importanza che, attraverso la forza con cui il cinema riesce a raggiungerci, questo riconoscimento possa rappresentare una speranza di apertura e conoscenza.

Quello di Vigas è un esordio sorprendente, un film coraggioso, originale, intenso, duro, con prestazioni attoriali straordinarie, che si addentra in campi “minati”, su cui è difficile non esplodere, con stile e ritmo. Siamo nel territorio del Padre, della sua assenza, della sua violenza. In un universo tutto maschile, dove è la madre a essere ‘evaporata’, racconta la storia di una “adozione impossibile” tra Armando (Alfredo Castro), un uomo di mezza età, e Elder (l’esordiente Luis Silva), un giovane teppista, entrambi dolorosamente traumatizzati. La violenza e il trauma, incompatibili con la tenerezza e la possibilità di entrare in autentica relazione con l’altro, non sono mai esposte, ma se ne vedono le terribili conseguenze, fisiche e psichiche, mostrate ma, soprattutto, lasciate intuire.

Il regista, lavorando per “via di levare”, riesce a essere essenziale e a scavare in profondità, senza autocompiacimenti, eccessi, moralismi e retorica, in questioni che le immagini riescono a toccare e dire molto prima e meglio delle parole.

Un film che ha diviso critica e pubblico, forse perché non fa nulla per “intrattenere” lo spettatore. Possiamo essere d’accordo con il regista che ha affermato in un’intervista (LaRepubblica.it): “penso che una delle cose importanti quando si fa un film è far pensare lo spettatore una volta uscito dalla sala”. Vigas ha centrato il segno.

 

Potete trovare i commenti dei film attraverso link, accanto a molti dei film premiati. Buon viaggio!

 

Ecco l’elenco completo di tutti i premi del Festival di Venezia 2015:

Leone d’Oro miglior film: Desde Allà (From Afar) di Lorenzo Vigas
http://bit.ly/1QBRGzs

Leone d’Argento miglior Regia: Paolo Trapero per El Clan

Gran Premio della Giuria: Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson

Coppa Volpi migliore attore: Fabrice Luchini per L’Hermine

Coppa Volpi migliore attrice: Valeria Golino Per amor vostro

Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Abraham Attah per Beasts of No Nation (Bestie senza patria)

http://bit.ly/1EZxeHN

Premio per la miglior sceneggiatura: Christian Vincent per L’Hermine

Premio Speciale della Giuria: Abluka di Emin Alper

Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un’Opera Prima: The childhood of a leader (L’infanzia di un leader) di Brady Corbett
http://bit.ly/1KPKTDB

Premio Orizzonti per il miglior film: Free In Deed di Jake Mahaffy

Premio Orizzonti miglior regia: Brady Corbett per The Childhood of a Leader
http://bit.ly/1KPKTDB

Premio Speciale della giuria Orizzonti: Boi Neon di Gabriel Mascaro

Premio Speciale Orizzonti per il migliore attore: Dominque Leborne per Tempête

Premio Orizzonti miglior cortometraggio: Belladonna di Dubravka Turic

Premio Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema: The 1000 Eyes of Dr. Maddin, di Yves Montmayeur

Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato sul cinema: Salò o le 120 giornate di Sodoma, di Pier Paolo Pasolini

Venezia chiude i battenti con un bilancio ricco e positivo; autentica l’emozione e a volte la commozione dei vincitori, a testimonianza di come il buon cinema sia capace di coinvolgere l’artista e lo spettatore in ugual misura. L’uno ha bisogno dell’altro.

In attesa della prossima edizione…come ha detto uno dei premiati come principale ringraziamento: al cinema.

     “Un’arte che riesce a trascinare il pensiero tanto lontano dalle sue regioni abituali, non è un’arte da nulla”.

                                                                       (René Clair)