Festa del Cinema di Roma 15-25 ottobre 2020 Report di F. Salierno

Festa del Cinema di Roma 15-25 ottobre 2020

“Festa del Cinema di Roma”, 15esima Edizione, 15-25 ottobre 2020

Report di Flavia Salierno

 

Sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, quest’anno, ha sfilato il coronavirus, senza dubbio. E ce l’ha messa tutta per oscurare film, attori, attrici e registi. L’aumento esponenziale dei contagi ha messo a dura prova l’umore della rassegna, segnata di certo molto più della Mostra del Cinema di Venezia, che si è giovata di un momento in cui il la curva dei contagi era sotto controllo. Ironia della sorte (la sorte?), esattamente l’ultimo giorno del Festa di Roma, sono state abbassate le saracinesche dei cinema, e non solo quelle.

Malgrado tale scenario, c’è stata una grande partecipazione da parte del pubblico, segno sempre che l’arte, in tutte le sue forme, è una necessità, anche in momenti cosi difficili.

Sicuramente tante le cancellazioni, e qualche ospite mancato, anche per le difficoltà a viaggiare e il rafforzamento delle misure di contenimento tra i paesi del mondo.

Tanti i film comunque presentati, che hanno fatto in tempo ad essere proiettati all’Auditorium, ma anche in giro per la città. L’aria di festa però si è imbattuta nelle mascherine, nel distanziamento, nella minore disponibilità economica, nella difficoltà delle case di produzione nel produrre i film. Questo ha sicuramente inciso sulla possibilità di scelta nell’ambito della selezione, ma “the show must go on”, e così sia.

Grande partecipazione anche alla retrospettiva sul cinema indiano alla Casa del Cinema, come anche alla rassegna Alice nella Città, il cinema dedicato ai più giovani, sezione indipendente, ubicato prevalentemente nella Nuvola di Fuksas all’Eur.

La Festa del Cinema di Roma ha previsto i film della “Selezione Ufficiale“, quelli di “Tutti ne Parlano”, gli “Eventi Speciali” e infine, gli “Incontri Ravvicinati“ con autori, attori, registi e personaggi di spicco della cultura italiana e internazionale. Poi le “Retrospettive“, i “Restauri“ e gli “Omaggi“. Dedica speciale del red carpet a Ennio Morricone, scomparso quest’anno.

Il film  d’animazione “Soul” (Disney e Pixar), diretto da Pete Docter, ha aperto il festival romano. Gli ospiti di risonanza internazionale sono stati il leader dei Radiohead Thom Yorke, la scrittrice Zadie Smith, il regista americano John Waters e, per gli italiani, Gianfranco Rosi, i Manetti Bros, i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo e Gabriele Mainetti.

Per il centenario della nascita di Federico Fellini, un doppio omaggio con “Fellinopolis” di Silvia Giulietti e “La Fellinette”, di Francesca Fabbri Fellini. Poi le riproposizioni restaurate di “In nome della legge” di Pietro Germi, e “Padre padrone” di Paolo e Vittorio Taviani.

Due sono i premi alla carriera assegnati all’Auditorium: uno al regista inglese Steve McQueen e l’altro all’americano Pete Docter della Pixar.

Tra gli eventi speciali, l’attesissimo docu-film “Mi Chiamo Francesco Totti” di Alex Infascelli, pensato nella notte che precede l’addio al calcio del Capitano, che ripercorre la sua carriera. Francesco Totti ha, però, dovuto declinare l’invito a causa della perdita del padre, deceduto, appunto, per il Covid 19. Infine “Romulus”, la serie di Matteo Rovere, sull’origine di una leggenda, quella della fondazione di Roma. Spazio anche ai documentari come “Donna di quadri” e “Porto Rubino”. Tra le anteprime, “Stardust” su David Bowie interpretato da Johnny Flynn. Ha chiuso la Festa del Cinema il film “Cosa sarà” di Francesco Bruni, con Kim Rossi Stuart.

“Été 85” di François Ozon si è aggiudicato il “Premio del Pubblico BNL” a questa  quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il film è stato il più votato dagli spettatori fra i titoli della Selezione Ufficiale.

E ora, silenzio in sala. Si chiude la rassegna, ma si chiudono anche le porte dei cinema, in attesa della serrata di quelle delle case degli Italiani. Aspettiamo, però, che si aprano i portoni di un cambiamento, che dia maggiore spazio e importanza all’arte tutta e che questo virus sia dia per vinto, per darci l’opportunità di farlo. Sembra tutto un film horror, la cui trama ruota intorno a un incubo. Rimaniamo, quindi, in attesa dei titoli di coda, con la speranza che, rialzandoci, potremo riprendere a indossare il nostro proverbiale sorriso.

 

Novembre 2020

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