I am not your negro

Recensione di Maria Antoncecchi

Titolo: I am not your negro

Regia di Raoul Peck, USA, Francia, 2016, 95’

Trailer:

Genere: documentario

Trama

“I am not your negro” è un film documentario girato da Raoul Peck sulla questione razziale negli USA. Il regista costruisce il suo prezioso lavoro a partire dalle parole del manoscritto “Remember this house”, di James Baldwin, attivista, pensatore e scrittore. Si tratta di un’opera, rimasta incompiuta, sulle vite di tre grandi leader, da lui conosciuti personalmente: Martin Luther King, Malcolm X e Medgar Evers.

Il film è ricco d’immagini di repertorio, interviste televisive allo scrittore e video concernenti i movimenti americani contro il razzismo.

Il regista, durante una conferenza stampa, ha raccontato dell’importanza che ha avuto per lui l’incontro con il pensiero di Baldwin, che ha voluto condividere con gli spettatori attraverso le immagini del film, che colpisce dritto al cuore.

Andare o non andare a vedere il film

Il regista haitiano, diplomato all’Accademia di Film e Televisione di Berlino, oltre ad essere anche fotografo e giornalista, è stato Ministro della Cultura nel suo Paese dal 1995 al 1997. Il film ha ricevuto una nomination agli Oscar di quest’anno nella sezione “miglior documentario”. È stato presentato l’anno scorso all’International Film Festival di Toronto, dove si è aggiudicato il “choice award” popolare.

Baldwin ha la voce straordinaria dell’attore Samuel l. Jackson.

La versione dello psicoanalista

Il film comincia con l’immagine di un ponte, un ponte tra le razze, tra i bianchi e i neri, tra ciò che vogliamo vedere e ciò che non vogliamo vedere. Ci fa entrare in contatto, sequenza dopo sequenza, con quegli aspetti oscuri che l’America “bianca” ha scisso e proiettato sulla popolazione “nera”. Ci racconta l’esperienza dei “blacks” e il loro sentimento di estraneità, quando si accorgono di non potersi “rispecchiare” e “riconoscere” nel mondo in cui sono nati e cresciuti e da cui sono stati esclusi.

Il regista mette in evidenza come le paure mantengono divisa la società americana: “Finché l’uomo bianco non capisce perché ha avuto bisogno di creare il “nero” non ci sarà integrazione”. Con queste parole Baldwin ci fa capire il problema dell’identità negata, del tradimento delle speranze che la popolazione afro-americana subisce ogni giorno da quattrocento anni. Lo sguardo di Peck è impietoso e ci dà una grande lezione su quanto sia sempre presente il bisogno di espellere e proiettare la parte “nera” di noi.

Parole e immagini di grandissima attualità, se si pensa al risveglio delle spinte razziste nel mondo intero e, in particolare, nell’Europa in cui viviamo, a seguito delle ondate migratorie.

Marzo 2017