La vida después

Autore: Elisabetta Marchiori, Daniela Lagrasta

Titolo: La vida despuès

Sezione: Orizzonti

Dati sul film: regia di David Pablos, Messico, 2013,  90 min.

‘La vita oltre’, oltre che cosa? La morte? La colpa? La malattia? Il segreto? Oltre La vita stessa ? È quell’oltre che ricorda la linea dombra di Conrad? La vita é sempre un insieme di passaggi evolutivi, che richiedono elaborazione di lutti e distacchi necessari, in questo film rappresentati e interpretati in maniera profonda e drammatica.

Silvia è una giovane donna, della quale si intuisce da subito la sofferenza, che cresce i due figli da sola: Rodrigo, il maggiore, e Samuel. Li conosciamo bambini, tra i cinque e i dieci anni, molto diversi di aspetto e di carattere. Rodrigo appare più cupo, pieno di rabbia, eccessivamente responsabilizzato, fragile (soffre di enuresi notturna), mentre Samuel è solare e giocoso, più sicuro di sé ed empatico. 

Quando Silvia ha un crollo psichico perché le muore il padre, suicida, e si isola nel fumo e nell’alcol, diventando sempre più assente, è Rodrigo che consola il pianto disperato della madre e l’aiuta a strappare le foto di famiglia, nel tentativo di cancellare un passato evidentemente, insopportabile.

Li ritroviamo adolescenti. Rodrigo é diventato un ragazzo irriverente e trasgressivo, senza progetti, sempre sdraiato a letto a fumare con lo sguardo fisso nel vuoto. Samuel invece frequenta ancora la scuola, sempre attento e curioso alla vita e al futuro. Silvia li abbandona dopo una triste e tesa cena per il diciottesimo compleanno di Rodrigo.

Il film si trasforma da qui in road movie: i due fratelli si mettono in viaggio, un viaggio  attraverso il deserto del Sonora, luogo iniziatico per eccellenza, alla ricerca della madre.

Tra loro sguardi intensi, poche parole, in un continuo oscillare di avvicinamenti e allontanamenti, che arriva anche allo scontro fisico. Si comprende che Rodrigo ‘sa’ e mantiene segreti di cui Samuel può solo intuire la portata traumatica, si comprende che Rodrigo é “segnato” da un transgenerazionale di cui é “portatore” ed erede, a differenza del fratello minore. Per questo Samuel é più libero di proseguire ‘oltre’, riprendere ogni volta il cammino, affrontando problemi e ostacoli.

‘La vida después’ è film sul rapporto tra madre e figli, sul transgenerazionale, sul rapporto tra i fratelli.

Soprattutto su quest’ultimo si gioca l’originalità, l’intensità e la capacità di risonanza delle immagini di questo film, che ci evocano passaggi e riflessioni di autori come Luis Kancyper.(vedi intervista di Nelly Capelli a http://bit.ly/1ajVi86 )