Modern Love Commento di L. Mesiano

Autore: Luca Mesiano

Titolo: “Modern Love” (Prima stagione)

Dati sulla serie: creata da John Carney e Sharon Horgan, 2019, Amazon Prime

Genere: Romantico, commedia, drammatico

Durata: 8 episodi, 30’ ca

 

 

AAA cercasi pubblico romantico, sognatore, in cerca di storie d’amore in cui immedesimarsi e/o ritrovarsi, astenersi se non realmente interessati.

La prima stagione di “Modern Love” è tratta dall’omonima rubrica del New York Times che da quindici anni pubblica storie d’amore dei suoi lettori dando loro spazio e voce. Al servizio di questo progetto un cast di attori famosi capaci di mettere in scena attraverso otto storie diverse il mandato della rubrica stessa: “relazioni, sentimenti, tradimenti e rivelazioni”.

Per citarne solo alcuni: Cristin Milioti (già nel cast della rinomata serie “How I met your mother”), qui nei panni di Maggie, si trova sola a decidere se proseguire o meno una gravidanza inaspettata ma che grazie alla presenza e allo sguardo di Guzmin, il portiere del palazzo, si rivelerà un’esperienza trasformativa per entrambi e per il loro legame.

È sempre lo sguardo, a tradire Dev Patel (The Millionaire, Lion – la strada verso casa), qui nei panni di Joshua, che sollecitato da una giornalista intuitiva ripenserà al motivo che l’ha portato ad ideare un’app di successo per incontri.

Anne Hathaway (Amore & altri rimedi, Les Misérables), qui impersona una giovane avvocatessa di nome Lexi. Un’interpretazione capace di raffigurare, meglio che in altri film dedicati alla tematica, le atmosfere contrastanti di un disturbo bipolare di cui soffre la protagonista.

Nel complesso lo stile è diretto, efficace nell’evitare colpi di scena improbabili, fedele alle innumerevoli configurazioni che le relazioni possono assumere nella società odierna. Potrebbe risultare superficiale, occupandosi perlopiù di una certa classe sociale, ma solo in apparenza. Ad uno sguardo più attento è possibile assistere all’illusione necessaria dell’amore declinata nei suoi vari possibili esiti, e all’inevitabile quanto fedele compagna: la delusione. L’oggetto d’amore muta di genere, età, orientamento sessuale e tuttavia riusciamo ad assistere in tutto l’arco del ciclo di vita messo in scena alla potenza dell’umano che ha bisogno di un testimone, qui vero protagonista, in grado di permettere un’escursione nel non noto, per riappropriarsi poi di qualcosa di nuovo e vitale. Sullo sfondo uno scenario che non sbaglia mai: New York. E una colonna sonora consigliata.

Aprile 2020