Nudes – Commento di F. Salierno

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 Autore: Flavia Salierno

Titolo: Nudes

Dati sulla serie: regia di Laura Luchetti, Italia, 2020, 10 episodi, Raiplay

Genere: drammatico

 

“Nudes”, la serie diretta da Laura Luchetti, mette “a nudo”, espone, cioè, senza veli, uno dei temi più attuali e drammatici di questo tempo. Lo fa avvicinandosi ancora una volta agli adolescenti, dopo aver avuto moltissimi riconoscimenti per il bellissimo film “Fiore Gemello” (2018).

Nella serie, adattamento italiano di un omonimo format norvegese, Vittorio (Nicolas Maupas), Sofia (Fotinì Peluso) e Ada (Anna Agio) sono tre adolescenti, protagonisti di tre storie e con caratterizzazioni differenti, accomunati dall’essere vittime di un abuso particolare: il revenge porn. La “vendetta pornografica” è l’atto di condivisione di immagini o video intimi di una persona senza il suo consenso, attuato sia on-line che off-line. Nella serie si raccontano, in dieci episodi di circa venti minuti l’uno, le tre differenti storie, che consentono allo spettatore tante riflessioni da tante prospettive altrettanto differenti. Gli adulti compaiono quasi come personaggi secondari, visto che la cinepresa segue da vicino continuamente le faccende esterne e le vicissitudini interne dei protagonisti adolescenti. Il mondo adulto, però, risalta nella sua importanza, perché scorre parallelo a quello dei ragazzi. Non c’è critica aperta verso la capacità genitoriale, ma la telecamera mette a fuoco l’importanza della presenza dell’adulto nell’accompagnare la crescita dei ragazzi, nella scoperta della relazione con l’Altro e nell’esplorazione della sessualità. Sappiamo infatti che il corpo, nell’adolescente, è importante proprio nella sua funzione nelle interazioni con gli altri e come mediazione nella scoperta del mondo adulto, e l’investimento libidico sul corpo è necessario a preservare il senso di sé. Il revenge porn opera una frattura traumatica in questo processo e una crisi drammatica, nonché un senso di vergogna tale da dare adito anche a moltissimi atti autolesivi. Come quello di Tiziana Cantone, che nel settembre 2016 si suicidò dopo la diffusione in rete di alcuni suoi video pornografici amatoriali e che suscitò tanto interesse mediatico da diventare oggetto di interrogazione parlamentare.

Le circostanze che indussero la donna al suicidio incentivarono l’approvazione unanime dell’emendamento sul revenge porn al D.d.l. n. S. 1200, anche noto come Codice Rosso. Il revenge porn è stato così identificato come un reato punibile dal Codice Penale. È ora possibile fare segnalazioni e diffide ai social network o proporre un reclamo al Garante Privacy per limitare la diffusione del materiale e chiedere l’adozione di idonei provvedimenti. È necessario il tempestivo intervento delle Forze di Polizia specializzate che hanno gli strumenti tecnici e giuridici per limitare la diffusione del materiale. Molto spesso, però, il materiale inviato è destinato a rimanere nella rete o resta, comunque, l’estrema difficoltà nel togliere dalla rete i video o le fotografie incriminati. Questo crea un disagio intollerabile da parte della vittima, che può arrivare a decidere di togliersi la vita.

Complice, a causa della pandemia, l’aumento significativo del tempo trascorso sui social network, dall’inizio delle misure di distanziamento sociale, la diffusione illecita di foto intime sembra essere in crescita, così come l’abitudine a tenere relazioni on line.

“Nudes” scava nel profondo, partendo proprio da questo tema, e mostrando l’impatto devastante della diffusione dei “nudi”, dei video, delle fotografie, in rete. Il linguaggio usato nella serie racconta l’esposizione e la fragilità di una fase così cruciale della crescita e della difficile via verso la soggettivazione, che è l’adolescenza.

Vittorio, da poco maggiorenne, viene accusato di aver diffuso un filmino porno esponendo una ragazza a esiti devastanti. Sofia, sedicenne, ripresa durante un rapporto sessuale, video che viene diffuso in rete. Ada, che, a quattordici anni, per cercare di superare le sue chiusure e paure, invia a uno sconosciuto delle proprie foto di nudo, cadendo nelle trappole della rete e in un ricatto per il quale mette a rischio la vita.

In queste storie le vittime sono più di sesso femminile, ma viene messo in luce come anche i carnefici siano a loro volta vittime, con una loro storia. Ragazzi che difficilmente riescono a tollerare le gestione e l’elaborazione del dolore della separazione, che viene vissuto come un abbandono, quindi la rabbia, o la gelosia conseguenti. E l’unica arma possibile diviene la vendetta. Sono ragazzi che a loro volta non hanno sentito a sufficienza l’ascolto profondo dei propri stessi disagi, che l’adulto dovrebbe maggiormente seguire, prendersene cura. Il senso è che l’adolescente andrebbe lasciato libero di esplorare senza mai essere lasciato solo dall’adulto, che ha il difficile compito di accogliere, e accorgersi, attraverso uno sguardo profondo, delle sue difficoltà.

In “Nudes” le tre storie non si intrecciano mai, ma scorrono parallele, lasciando anche nello spettatore la sensazione di essere a sua volta messo a nudo. Perché, anche se non come genitore, ognuno di noi è coinvolto e contribuisce, anche solo con la distrazione, in tutto ciò che denota un contesto sociale, violenza nei legami compresa. E il cinema, ancora una volta, ha l’importante compito, tra gli altri, di orientare i nostri occhi là dove è necessario che vengano indirizzati.

Maggio 2021

 

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