Pensare per immagini

 

"L’interesse per il sogno è stato al centro della psicoanalisi, la famosa “via regia”, ma Bion ci porta una rivoluzione copernicana (…): l’attività di formazione di elementi del sogno è una attività costante della nostra mente, che è capace di sincretizzare di continuo in un pittogramma quanto urge in forma non ancora metabolizzata. Se la seduta è sogno è chiaro che vi è un cambiamento di vertice nell’ascolto analitico, ciò di cui il paziente ci parla è anche un derivato narrativo del suo "pensiero onirico della veglia" ed è di esso che dobbiamo interessarci, risalendo dalle scene narrate al film di pittogrammi direttamente non accessibili. (…) L’onirico come categoria centrale della seduta e dell’incontro analitico (mi riferisco al pensiero onirico della veglia prodotto dalle funzioni a di analista e paziente) tende a spostare a livelli più bassi problemi come comunicazioni di realtà, transfert collaterali, ecc., tutto è lì nel campo analitico che pulsa e che vive e noi con eco-sonar, scandagli e "maschere" abbiamo la possibilità di avvicinarsi a questa matrice pittografica del pensiero" (dall’ Introduzione di ANTONINO FERRO). "Le due configurazioni visive che propongo, relative alla mente del paziente, dell’analista, del sogno, della rappresentazione filmica, hanno qualcosa in comune con il modo di conoscere del mito e con la funzione mitopoietica della mente. Il ricorrere alle figure di "Aggrapparsi" e di "Isolarsi" rappresenta un modo per configurare iconicamente il rapporto tra soggetto e oggetto di fronte ad emozioni violente, uno stadio di sviluppo del pensiero che presenta caratteristiche di una certa universalità: aggrapparsi a un appiglio e spaziare nel vuoto; isolarsi nel contatto con il proprio psichesoma e avventurarsi su una zattera verso il non conosciuto per incontrare l’altro. Stabilità e movimento, identità e alterità" (ANNA FERRUTA). Nel volume sono presenti lavori di GIOVANNI HAUTMANN sulla ricerca della matrice visiva del pensiero; di DINA VALLINO, sulla formazione del protomentale nelle relazioni primarie a partire dal laboratorio dell’Infant Observation; di GIUSEPPE RIEFOLO sui nessi tra neurobiologia e psicoanalisi nello sviluppo del visivo dal pittogramma all’immagine condivisa tra analista e paziente; di PAOLO BOCCARA sui legami tra immagine/pensieri e immagine/ricordi; di ANNA FERRUTA su configurazioni visive "mitiche" ricorrenti nei sogni dei pazienti e nei film quale estensione del campo del mito della fila C della griglia bioniana; di MARCO LA SCALA sulle questioni dei margini e dei confini nella raffigurabilità a partire da un ricco materiale clinico.