Presentazione del 72° festival del cinema di Venezia

72° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

2-12 Settembre 2015

Uno sguardo d’insieme alla Mostra…

Molto ricco anche il programma di quest’anno, per la 72° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, il Festival più antico del mondo, diretto da Alberto Barbera, che ci vede come ormai “da tradizione” fedeli “inviate” di spiweb. Alla mia presenza fino al 5 Settembre seguirà quella di Elisabetta Marchiori (e di quanti, pur improvvisando, vorranno aggiungersi!). Presidente della Giura, quest’anno, sarà il regista Alfonso Cuarón (di cui ricoridamo Y tu mamá también, I figli degli uomini e il recente  Gravity Link).

E’ tutta dedicata al genio immortale di Orson Welles la serata di preapertura dell’1 settembre, in omaggio al centenario della nascita di uno dei geni del cinema, con la rivisitazione di due suoi capolavori ‘veneziani’ di ispirazione shakespeariana, eccezionalmente recuperati e restaurati: ‘Il mercante di Venezia’ (1969, film considerato perduto) e ‘Otello’ (1951). In prima mondiale, anche una nuova copia ricostruita e restaurata del ritrovato ‘Il mercante di Venezia’, film, anch’esso considerato perduto, che torna invece a nuova vita grazie al ritrovamento di nuovi materiali e della recente scoperta della sceneggiatura originale di Orson Welles, progetto che ebbe origine nel 1969 e rimasto incompiuto. Questa breve premessa, che vuole essere cinematografica e psicoanalitica, per ricordare la profonda analogia che spesso sottolineiamo tra cinema e psicoanalisi: nulla si perde, ciò che vale resta nella memoria e col tempo trova preziosi, insperati recuperi. Entrambi, sono laborarori in continuo lavoro.

Sarà Everest dell’islandese Baltsaar Kormakur, presentato fuori Concorso, ad aprire il Festival: storia di due spedizioni che si incontrano e si scontrano nella lotta per la sopravvivenza sulla cima dell’Everest. Particolarmente riuscita e attesa, pare, la colonna sonora. Correranno quest’anno in concorso 22 film, 16 fuori concorso, 18 nella sezione Orizzonti e 16 corti in gara. L’Italia si presenta con ben quattro titoli: l’atteso Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio, A bigger splash di Luca Guadagnino, L’Attesa dell’esordiente Piero Messina e Per amor vostro di Giuseppe Gaudino.  Riuscirà lo scintillio del Lido a ripagare il cinema italiano della delusione di Cannes, che aveva visto tornare a mani vuote il brillante trio Moretti, Sorrentino e Garrone? Vedremo….

Dalle prime indiscrezioni, si legge che Bellocchio torna alla sua Bobbio in una storia intima a cavallo fra il Seicento e i giorni nostri, che anche Guadagnino guarda al passato, confezionando il remake de La Piscine (con le star internazionali Tilda Swinton e Ralph Fiennes), mentre Messina e Gaudino puntano al mistero dell’universo femminile. Il primo, già assistente di Paolo Sorrentino, con una sempre intensa Juliette Binoche, e Gaudino, infine, con Valeria Golino tratteggia un ritratto di donna prigioniera dei doveri familiari e consumata dal desiderio di evasione.

Fuori Italia troviamo, all’interno della selezione ufficiale, registi come Tsai Ming-Liang (vincitore del Gran Premio della Giuria), Aleksandr Sukorov e Rodrigo Plà, già vincitori del Leone d’Oro, Frederick Wiseman, Jerzy Skolimowski e due Premi Oscar quali Tom Hooper e Charlie Kaufman.

Sarà interessante scoprire, come sempre, i ben 16 esordienti.

Chiuderà il Festival il cinese Lao Pao Er (Mr Six) di Hu Guan.

Non manca un genere che, personalmente, amo particolarmente e spesso trascurato nelle sale italiane, il documentario. Sette i documentari in concorso, di cui tre statunitensi, un cinese, un belga, un ucraino e il ritorno del nostro Franco Maresco (premiato lo scorso anno per Belluscone link) con Gli uomini di questa città io non li conosco.

Molto nutrita anche la Sezione Orizzonti che vede anch’essa, tra gli altri, gli italiani Pecore in Erba di Alberto Caviglia e Italian Gangster di Renato de Maria e la sempre bellissima, a mio avviso, Settimana della Critica, a cui dedico sempre un occhio speciale: raramente premiata, ha visto uscire veri capolavori.

Infine, Leone d’Oro alla Carriera, quest’anno, al Maestro francese Bertrand Tavernier con La vie et rien d’autre.  

Una breve panoramica che certo non rende l’idea dell’atmosfera – su cui ci siamo già soffermati nelle edizioni precedenti LINK– del clima, della magia, dell’attesa come anche della “quotidianità” assai meno gloriosa, punteggiata di code, fatiche, piccole delusioni e impreviste sorprese, che regna nell’isola del Lido in questi giorni e che, letteralmente, ci regala una parentesi isolata dalla realtà, rara e pura immersione nella fantasia, nell’immaginario e nei confini con l’inconscio. Perciò il cinema, come spettatori e psicoanalisti, non smette di affascinarci, di insegnarci qualcosa che ci era sfuggito, di sedurci…. Perché sì, non si può non essere d’accordo con le sempre argute parole di Slavoj Zizek, quando scrive:

         “Il cinema è l’arte perversa per eccellenza: non ti dà quello che desideri, ti insegna a desiderare”.

Enjoy the Festival!

 

Rossella Valdrè