Al cinema: tutti sul lettino

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Le pellicole …

I film tentano di descrivere ciò che ciascuno vede, ma per fortuna non ci riescono mai e da questo difetto un oggetto assume mille sfumature di significato, tante quante sono gli occhi degli spettatori che si incrociano con quelli del regista.
In tal senso non esiste il film del regista nè quello dello spettatore, ma semplicemente un dispositivo potenziale che attende di essere colto.
Anche per noi vale l’antico assunto di Freud che dichiarava l’impossibilità per la psicoanalisi di poter essere rappresentata al cinema.

 

Di che cosa parlano allora i registi,quando prestano la loro scena a figure di psicoanalisti e a setting analitici?
Da tempo pensiamo che usino le immagini per avvicinare il più possibile qualcosa che sfugge,ma che dalle origini della psicoanalisi incuriosisce chiunque rimanga fuori da quel setting.
E’ accaduto che il lettino psicoanalitico molto presto sia divenuto l’icona di questa tensione.

 

 

… e il lettinolettini_museo_cinema_torino.jpg

Un rilievo. Anche se molto spesso i film propongono in un codice concreto il setting analitico, accade che il lettino rimanga sostanzialmente esente da utilizzazioni deformanti o aggressive, come invece avviene puntualmente per gli elementi del contratto o per gli aspetti della personalità dell’analista. Pensiamo non sia un caso.
Il lettino, prima che essere un oggetto discriminato, è il luogo dell’ identità, che descrive sul piano effettivo la particolare natura di quel tipo di incontro. Finché mantiene il suo statuto di oggetto non discriminato, collocato sullo sfondo, non può essere oggetto di usi, ma rimane come depositario di funzioni di base.

Pertanto, il lettino consegna al protagonista del film la funzione di analista e dà agli incontri che si svolgeranno in quel luogo, una dimensione comunque privata e profonda, come se, dalle origini della psicoanalisi, si fosse organizzato un implicito accordo fra analisti e cultura comune nell’attribuire a quell’oggetto la precisa indicazione di una funzione intima, prima che una ovvia funzione concreta.
Forse è per tali motivi che in tanti film, il lettino sembra custodire la fondamentale intuizione del continuo bisogno della mente al diritto di un luogo di accoglienza e di intenso silenzio, che non sospenda mai il contatto con antichi oggetti caldi ed ospitali che sono alle origini della nostra vita.

Filmografia in sequenza:

Io ti salverò (1945)
La fossa dei serpenti (1948)
Improvvisamente l’ estate scorsa (1959)
Splendore nell’ erba (1961)
Harvey (1950)
A qualcuno piace caldo (1959)
Quando la moglie è in vacanza (1955)
Ciao Pussycat (1965)
I miei problemi con le donne (1983)
Vestito per uccidere (1980)
Gente comune (1980)
Il principe delle maree (1992)

Don Juan De Marco (1994)
Genio Ribelle (1998)
Sesso, bugie e videotape (1989)
Transfert pericoloso (1996)
Il sesto senso (1999)
Tutti pazzi per Mary (1999)
What women want (2000)
Un giorno per caso (1996)
Un divano a New York (1996)
Harry a pezzi (1998)
Analisi finale (1992)
La casa dei giochi (1987)
L’ ultimo bacio (2000)
Le mani forti (1997)
La stanza del figlio (2000)
Prime (2005)