Carnage — Commento dalla mostra del cinema di Venezia 2011

Roman Polansky, Fr-G-P-E, 2011,
79 min.

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Commento di Maria Vittoria
Costantini

 

Il film di Polansky  "Carnage" è un film intelligente e gradevole
anche se, a tutti gli effetti, è più una piece teatrale, dal momento che si
svolge in una unica stanza, piuttosto che un film vero e proprio, almeno per la
mia idea di cinematografia.

Molto ben condotto con interpreti
eccezionali come Jody Foster, Kate Winslet e Christopher Waltz ha un ritmo
perfetto e ti prende dall’inizio alla fine.

E’ la storia di due coppie di
genitori che si incontrano per discutere la vicenda accaduta nel parco tra i
rispettivi figli; c’è stato un litigio e alla fine uno dei due ha picchiato
l’altro rovinandogli i due denti incisivi.

A partire da ciò si snoda una
vicenda di relazioni umane incredibili e di legami tra i quattro personaggi che
di volta in volta si alleano tra di loro, ora tra le due coppie, ora tra le due
donne, ora tra i due uomini ora in modo incrociato, ora tutti contro tutti dando
luogo a tutti i generi di affetti e di vissuti davvero esemplari.  Un vero campionario di psicopatologia
individuale e di coppia giocato su un’ironia per niente bonaria ma decisamente
amaramente divertente. Difficile descriverli perchè si rovinerebbe il piacere
del film e sarebbe riduttivo perché il gioco di proiezioni e identificazioni,
dinieghi e svelamenti tra le rispettive coppie si possono comprendere solo
nello snodarsi degli scambi relazionali proprio come avviene in una seduta. Un
po’ alla volta uno per uno i personaggi si manifestano per quello che sono
intimamente nelle loro meschinerie ma anche nel loro vero credo e nella
sofferenza e l’incontro sembra divenire una seduta di gruppo.

Il finale molto ci dice sulla
acutezza psicologica del regista nell’analisi del mondo dei bambini rispetto a
quello degli adulti.

Forse un po’didattico, ma molto,
molto piacevole.