Siena 2011

 

RELAZIONE SU "Ciak si gira", cinema e psicoanalisi a Siena.

Ottobre-novembre 2011, Cinema Nuovo Pendola, Siena.

Da ottobre a novembre 2010 si è svolta la serie di incontri dal Titolo "Ciak si gira", imperniata sul rapporto fra Cinema e Psicoanalisi.
L’evento, giunto al quinto anno, è stato come sempre organizzato in collaborazione fra Il Centro Psicoanalitico di Firenze e l’Associazione Senese di Psicoterapia Psicoanalitica, con il patrocinio del Comune di Siena, e si è svolto presso il Cinema Nuovo Pendola, che al solito ha offerto un’ottima collaborazione logistica.
L’organizzazione scientifica è stata curata dal sottoscritto, con la collaborazione di Andrea Giovannoni e Lucia Carboni, psichiatri senesi, psicoterapeuti e soci co-fondatori della ASPP. E’ forse utile ricordare che già quattordici anni fa io e gli stessi colleghi avevamo organizzato, in modo abbastanza pionieristico, potremmo dire, un’iniziativa sullo stesso argomento, avendo intuito l’importanza di proporre riflessioni su questo argomento. All’epoca intervenne Alberto Angelini, portando "da esperto" un interessante contributo all’iniziativa.

La serie di incontri iniziata in questi anni, co-attivata proficuamente e con successo anche a Firenze dallo stesso Centro Psicoanalitico di Firenze, è partita dalla considerazione che è quanto mai attuale la ricerca di intense interazioni fra espressione cinematografica e psicoanalisi, e di quanto la seconda possa illuminare la prima, che, per parte sua, ha sempre costituito un misterioso, folgorante mezzo per raggiungere luoghi della mente che la psicoanalisi ha poi potuto penetrare, esplorare e arricchire del suo apporto.

La serie di incontri qui proposta ha visto, come negli anni precedenti, la partecipazione di uno psicoanalista che assieme al pubblico ha guardato, ascoltato e commentato un film, focalizzando la sua attenzione non solo sul film proiettato ma anche all’effetto che il film, e il suo commento al film, hanno suscitato nel pubblico. Non si è trattato cioè di spiegare l’opera cinematografica di turno dal punto di vista psicoanalitico né tanto meno di impartire una dotta lezione su un qualche argomento di psicoanalisi, ma piuttosto di favorire la percezione e l’ascolto degli echi interiori suscitati dalla visione stessa.
In quest’ottica, l’articolazione dell’evento proposto è stata imperniata nella proiezione di quattro film in genere con la presenza di uno psicoanalista della Società Psicoanalica Italiana, che ha introdotto e commentato il film, attivando la partecipazione del pubblico secondo le linee guida su esposte.
I film proiettati sono stati seguiti, nel corso di tutti gli anni, davvero da un pubblico numerosissimo, tanto che non infrequentemente si è dovuto procedere alla chiusura del cinema stesso per eccesso di presenze, e i partecipanti hanno offerto sempre con passione e interesse il loro contributo al dibattito post-proiezione, svoltosi sempre con il coordinamento di uno psicoanalista. Questo ci ha riempito di soddisfazione, non solo per il successoin generale, ma anche per l’indubbio incremento di visibilità che la psicoanalisi stessa ha avuto dalla manifestazione. Sono convinto che sia questo uno dei modi migliori per promuovere la nostra disciplina in maniera corretta sia sul piano scientifico che culturale.
Da notare infine che questo evento, oltre all’intuibile valore culturale ed estetico, ha incarnato valenze di stampo prettamente scientifico e di formazione dello spettatore, invitando i partecipanti ad una più attenta concentrazione sui problemi della salute mentale e delle costellazioni dinamiche e terapeutiche che da essa promanano, in un momento storico in cui la salute mentale non cessa di proporsi come tema centrale del dibattito scientifico e sociale.
Quest’anno i film proiettati sono stati:

Hereafter – intervento di Benedetta Guerrini Degl’innocenti
Immaturi – Intervento di Andrea Marzi
Il Cigno nero – intervento di Andrea Giovannoni
La donna che canta – intervento di Lucia Carboni

Ci auguriamo che questa manifestazione possa continuare anche nel futuro, perché si è imposta negli anni come un evento di positiva impronta culturale, raccogliendo ampi consensi e con la partecipazione di numerosissimi giovani, desiderosi di impegnarsi e di dare un importante contributo alla particolare atmosfera dell’incontro, centrata sulla vitalità delle emozioni.

Andrea Marzi

16 novembre 2011