Cultura e Società

M. Bomba, J.F. Alibert e J. Velt vincitrici del premio dell’IJP

25/11/20
IJP

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Monica Bomba, Julia-Flore Alibert e Johanna Velt, co-vincitrici del Premio “Writing during the Coronavirus Crisis” indetto dall’International Journal of Psychoanalysis

 

“Playing and virtual reality – teleanalysis with children and adolescents during the Covid-19 pandemic”, scritto da Monica Bomba (Società Psicoanalitica Italiana), Julia-Flore Alibert (SPP Paris) e Johanna Velt (SPP Nice), ha vinto il premio per il miglior articolo al concorso indetto dall’International Journal of Psychoanalysis, “Scrivere durante la crisi da coronavirus” e sarà pubblicato sulla rivista IJP all’inizio del 2021.

L’articolo è stato il risultato della collaborazione internazionale di tre analiste e psichiatre infantili che, durante la pandemia, hanno iniziato a confrontarsi settimanalmente sul lavoro analitico con bambini e adolescenti.

 

Ecco il riassunto in italiano trasmesso dagli autori:

Gioco e realtà virtuale: tele-analisi con bambini e adolescenti durante la pandemia da Covid-19

 

Durante la pandemia da Covid-19, cosa abbiamo messo in discussione nella nostra pratica analitica con i bambini e gli adolescenti? Le nuove modalità che si servono del canale virtuale permettono la creazione di un campo di gioco terapeutico e la continuità del processo analitico?

In letteratura vari autori descrivono l’efficacia ma anche la perplessità sull’uso delle sedute in tele-analisi con gli adulti. Attualmente, non sono disponibili ricerche sull’utilizzo del virtuale nell’analisi infantile. Data la specificità dell’età evolutiva, i tre autori presentano la loro esperienza clinica e le riflessioni teoriche e tecniche sul setting remoto con bambini e adolescenti. Particolare enfasi è data ai cambiamenti tecnici e al significato profondo che queste modifiche hanno avuto sul rapporto analitico. Utilizzando il vertice teorico winnicottiano verrà discussa, attraverso vignette cliniche, l’opposizione tra uso feticistico e uso transizionale, il diniego della separazione e il riconoscimento dell’alterità nello spazio analitico-virtuale.

Lo strumento video può generare nei bambini una grande eccitazione e scatenare le perversioni sessuali infantili. La co-creazione di uno spazio di gioco virtuale-intermedio ha favorito l’esperienza di una continuità psichica sufficiente per lavorare sul materiale inconscio e persino per far emergere traumi precedenti, che hanno trovato la possibilità di essere elaborati.

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