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“Sentimental Value” di Joachim Trier. Recensione di Sandra Maestro

Recensioni Cinema
"Sentimental Value" di Joachim Trier. Recensione di Sandra Maestro

Parole chiave: trauma, trans-generazionale

Autrice: Sandra Maestro

Titolo: “Sentimental Value”

Dati sul film: regia di Joachim Trier, Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia, 2025, 132’

Genere: Commedia/Drammatico

“Sentimental Value” è un film del 2025 diretto da Joachim Trier,  interpretato da Renate Reinsve, Stellan Skarsgård ed Elle Fanning.  Ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al 78º Festival di Cannes ed è stato il candidato norvegese come miglior film straniero ai premi Oscar.

Siamo ad Oslo, città che fa da sfondo, con il suo clima nordico, a un’apparente freddezza e austerità dei legami affettivi . Il film inizia con la lettura di un tema svolto da una delle protagoniste all’età di 13 anni: le era stato chiesto di immaginarsi di essere un oggetto e la ragazzina con la grazia e la leggerezza, ma anche profondità di cui le persone di questa età sono capaci, si immedesima nella sua casa che si rivelerà essere l’oggetto di “sentimental value”, un oggetto cioè  che per la sua storia assume un valore affettivo profondo per l’individuo.

“…Si chiese se alla casa sarebbe piaciuto essere piena e pesante, o vuota e leggera , chiassosa o silenziosa ….” Sulla scia di queste parole si apre la vicenda del film che gira attorno alle dinamiche di una famiglia, due sorelle ed un padre all’indomani della morte della madre . Il padre Gustav è un regista cinematografico di successo alla fine della sua carriera; la figlia maggiore, Nora, è una brillante attrice di teatro, affetta da “sindrome da palcoscenico”; la sorella minore,  Anges, è  una storica ricercatrice, sposata con un figlio. La madre defunta era una psicoterapeuta…

Gustav, separato dalla moglie molti anni prima, quando le figlie erano ancora piccole, si presenta al funerale con il copione del suo ultimo film, di cui vorrebbe che Nora interpretasse il ruolo principale. Nora  si rifiuta, ne nasce un forte litigio da cui emerge ancora vivo in lei  il dolore per un padre  che ha sempre deluso le sue aspettative e abbandonato  la famiglia  per le sue scelte egoiste. La richiesta paterna rappresenterà tuttavia il punto di partenza per  una serie di dinamiche nei rapporti  tra il padre e le  figlie e tra le due sorelle, che metteranno temporaneamente in luce le fragilità dei loro equilibri , come la casa che  “ha una crepa segreta “ che rischia di farla lentamente sprofondare nel sotto suolo.

La fragilità si fonda su un importante “non detto” , un presunto segreto custodito dalle due sorelle ,  che ha segnato profondamente il legame tra di loro e che consentirà  in après-coup  di dare  un significato alla “sindrome da palcoscenico” di Nora.

Anche la storia personale del padre è segnata da un trauma, il suicidio della propria madre quando era ancora bambino, che  chiede ancora  elaborazione e “rappresentazione.” La trama del film riguarda infatti questo evento antico e, tramite la scelta dei suoi interpreti, il nipotino nei panni di sé stesso e la figlia maggiore nei panni della propria madre , il padre sembra voler attingere dal legame con le figlie per riparare il proprio trauma.

Ma la trama è più complessa e il finale del film, bellissimo,  ci svelerà quale è la vera regia del  progetto paterno.  Potremmo a questo proposito dire che per fortuna non  è detto che la storia si debba ripetere e  la nuova generazione può sottrarsi all’eredità e riattualizzazione   dei  traumi  trans-generazionali;   il finale sembra segnalare anche che  i segreti nelle famiglie sono solo apparenti.

Ma appunto, essendo il finale, lasciamo agli spettatori il gusto di scoprirlo da soli. Facendo un passo indietro,  il film è molto interessante anche per  la delicatezza con cui affronta gli affetti che sottendono i legami familiari.  Nella relazione tra il padre e le figlie, ma anche tra Gustav  e la giovane star hollywoodiana a cui temporaneamente  egli affida  il ruolo di protagonista del suo film dopo il rifiuto della figlia ,  circola una affettività e una seduttività , sempre sottintesa, ma mai agita;  Edipo o Elettra , per essere più precisi , fanno capolino dietro la ricerca di approvazione  delle  giovani protagoniste o nel costante  timore di   deludere il padre, reale o simbolico; come pure  nella complicità dell’incontro degli sguardi o  nell’ intesa e nell’affettività veicolata dalla mimica dei volti.  Veramente notevoli, da questo punto di vista, le interpretazioni degli attori, in particolare quelle di Gustav e di Nora. Per concludere, l’oggetto del sentimental value: la casa racchiude  segreti , traumi, perdite e lutti, ma il film ci mostra che , grazie alle risorse dei suoi abitanti, si possono riparare le ferite e recuperare l’affetto nei legami.

“Sentimental Value” di Joachim Trier. Recensione di Sandra Maestro Monica Castellini

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