Parole chiave:: educazione, genitori, figli, funzione genitoriale, comunicazione affettiva
Tra amore e fermezza: la sfida educativa dei genitori di oggi
Di Adelia Lucattini
Adelia Lucattini, nel suo intervento su Interris del 26 ottobre 2025, mette a fuoco la “sfida educativa” contemporanea come crisi della comunicazione affettiva tra generazioni e dell’autorevolezza contenitiva, con il rischio di ipercriticismo e fragilizzazione dell’autostima.
Propone una bussola pratica e psichica: calore + coerenza, “no” come atto formativo non persecutorio, presenza vigile nell’adolescenza e attenzione al tema dei dispositivi come ambiente iperstimolante che può indebolire il contenimento.
5 parole chiave: genitorialità; funzione genitoriale; comunicazione affettiva; limiti e autorità; adolescenza.
Testo:
Essere genitori è una delle sfide più complesse di oggi, non perché i figli siano più difficili, ma perché si è indebolita la qualità della comunicazione affettiva tra le generazioni. Si è affievolito quel filo di ascolto ed empatia che rende la funzione genitoriale contenitiva e orientante. La relazione tra genitori e figli appare più incerta. Molti adulti, pur animati da buone intenzioni, faticano a instaurare un dialogo autentico, non solo per mancanza di tempo, ma anche di attenzione psichica. Da questa disconnessione, nascono silenzi e fraintendimenti. I genitori, spesso, proiettano desideri o paure sui figli, anticipandone i bisogni o criticandoli senza davvero osservarli, e così le parole perdono valore, trasformandosi in distanza invece che in legame.
Una delle conseguenze più evidenti di questa difficoltà comunicativa è l’ipercriticismo genitoriale. Uno studio pubblicato su Journal of Developmental Psychology evidenzia che stili genitoriali con scarsa espressione affettiva ed elevato controllo aumentano il rischio di ansia negli adolescenti, indicando come la mancanza di calore emotivo e il criticismo eccessivo compromettano lo sviluppo della sicurezza interna e dell’autostima. Il bambino, non riconosciuto, interiorizza un’immagine svalutata di sé, perde fiducia nella propria parola e finisce per chiudersi o per reagire con rabbia.
Affetto, tenerezza e calore emotivo sono le basi su cui si fonda un’autorità autentica, mai persecutoria. Un figlio può accettare un limite solo se si sente amato. Dire di no, quando necessario, è un atto formativo fondamentale, ma deve essere accompagnato da empatia e spiegazioni, espresso con chiarezza e coerenza, così diventa una guida e non ferisce. L’amore genitoriale non si identifica con la compiacenza, ma con la capacità di contenere, motivare e assumersi la responsabilità delle scelte difficili. Da questa coerenza nasce la fiducia dei figli negli altri e in se stessi.
Inoltre, la crisi adolescenziale non è un disturbo, ma una fase di crescita in cui si costruisce l’identità. In questo passaggio è essenziale una presenza genitoriale vigile e coerente, né rigida né assente. Molti adulti, privi di modelli transgenerazionali, ingenuamente lasciano gli adolescenti troppo tempo con i dispositivi elettronici, in un mondo iper-stimolante e senza contenimento. Una ricerca sul Journal of Affective Disorders (2025) conferma che un minore calore genitoriale è associato a maggior frequenza di depressione, mentre la presenza affettiva e la coerenza educativa sono fattori protettivi fondamentali per lo sviluppo psico-emotivo e identitario dei figli.
In passato i genitori potevano contare su una rete di sostegno allargata, oggi spesso si trovano a crescere i figli con pochissimo aiuto e molti imparano sul campo a essere genitori, senza quella trasmissione simbolica e relazionale della funzione educativa, che un tempo attraversava le generazioni.
La psicoanalisi insegna che educare significa prima di tutto esserci: ascoltare, osservare e contenere. La funzione genitoriale è fatta di presenza affettuosa e di regole, attraverso cui il bambino si sente amato e si struttura, in cui può riconoscersi. Ritrovare un linguaggio autentico e coerente, permette di costruire legami profondi per guidare i figli con amore e responsabilità, nel percorso che li porterà passo dopo passo, a diventare se stessi.