Introduzione

Nella cornice del
centro storico di Serravalle, a Vittorio Veneto, si è svolta il 2-3- 4
settembre 2011 la V° edizione del festival culturale "Comodamente.

Il tema di
quest’anno, controverso, era la fedeltà, e vi si sono arditamente cimentati
Stefano Bolognini, Anna Ferruta e Stefania Nicasi, seguiti da un pubblico
numeroso, attento e partecipativo.

Abbiamo così
visto i colleghi, abituati a contesti più appartati, cimentarsi in un dialogo
con un pubblico eterogeneo e "giocare" col linguaggio alla ricerca di
una comunicazione chiara e precisa.

Stefano Bolognini
nella piazza centrale, ha incantato i presenti  con i suoi esempi tratti
da miti e favole per declinare il tema della fedeltà. Malgrado il sole cocente
 gli ospiti del festival si mescolavano a studenti, professionisti,
casalinghe e negoziati che  seguivano attenti (alcuni  prendendo
appunti) catturati da una psicoanalisi che ha qualcosa da dire sul nostro modo
di vivere i rapporti fondamentali.

Khaled Fuad Allam ha dialogato poi con lui sulle diversità delle culture.
 Il filo conduttore di questa
conversazione è stato il tema dell’identità, delle differenze e dell’alterità
presente, in fondo, a ciascuno di noi, questione che per l psicoanalisi
costituisce un punto cruciale

Stefania Nicasi, si è
fatta carico di tessere il rapporto  fedeltà/ infedeltà tra
regole imprigionanti o, all’opposto, troppo lasche, alla ricerca di
una  fedeltà e aderenza alle proprie ragioni emotive.

Accompagnata da un Alessandro Bonino che, abituato alla
satira più feroce, si è prestato qui con delicatezza a giocare intorno al tema
della fedeltà amorosa, ha dialogato con il pubblico sulla coppia e le sue
vicende nei lunghi periodi attraverso la passione e l’amicizia,  la scelta
delle scarpe e l’accompagnarsi nella fine della vita.  

 Anna Ferruta ha
parlato della fedeltà alle parole in psicoanalisi. Con lei discutevano: un
artista ( C. Caliandro ), una scrittrice (M. Veladiano ), e la Presidente
dell’Associazione italiana di Studi Semiotici , Isabella Pezzini, che moderava
il dibattito. La nostra collega è partita dal concetto di "talking
cure" che definiva la psicoanalisi per riallacciarsi, con un efficace
esempio clinico,  alla competenza analitica di alla competenza analitica
di "prendersi cura delle parole", di "metaforizzare" ed ampliare un
linguaggio impoverito dalla sofferenza mentale ( che il paziente  riesce
 a comunicare in seduta, come direbbe Modell, "metonimicamente")
. Allora  la reverie dell’analista permette, utilizzando  l’attenzione
fluttuante,  di aprire a nuovi significati, nuove "parole per
dirlo". Diventa ad esempio possibile, in tal modo, parlare di un emozione
anziché di un ripetitivo sintomo somatico. Quindi, per Ferruta,  il tema
dell’impoverimento del linguaggio o del ricorso alle stereotipie non va sopravvalutato
né affrontato moralisticamente. Semmai è necessario continuare ad avere fiducia
nella possibilità di capire e , in analisi, di partire proprio da quel
linguaggio, che spesso  soprattutto i giovani pazienti ci portano, per
aiutarli a sentirsi capiti. Non si tratta di acquisire il loro lessico ma di
creare una base comunicativa comune da cui partire per ampliare il senso delle
parole.

Inoltre  la
redazione del  sito della Società Psicoanalitica Italiana ha partecipato a
questa edizione del festival con il suo laboratorio "spicorner", ovvero con
l’angolo delle interviste fatte da psicoanalisti ad alcuni ospiti del festival.

Nel sito della
Società Psicoanalitica Italiana, attraverso la serie di Videointerviste:  "Psicoanalisi Cultura
Società" -coordinate da  M.G.
Vassallo – da
qualche tempo si è voluto creare uno spazio dove dialogare con personaggi della
cultura, del mondo economico, o di ambiti diversi da quello  delle scienze
umane, che attraverso il loro vertice osservativo e la loro esperienza possano
aiutarci ad ampliare la nostra comprensione  su aspetti della realtà in
cui viviamo.

Abbiamo cercato di
incontrare  persone che sono a contatto con i problemi  con cui ci
confrontano anche i pazienti che incontriamo ogni giorno,quando ci parlano della
loro sofferenza , immersi in  un mondo con gradi sempre più elevati di
complessità:  insieme a questi ospiti del festival, abbiamo cercato di
riflettere su quello che ognuno poteva aver osservato dal proprio ambito
disciplinare o di esperienza.

Ad esempio, sapendo
quanto spesso abbiamo incontrato la disperazione dei giovani quando  non
sentono di avere un futuro, abbiamo chiesto sull’esodo dei cervelli, sulle
nuove comunità che si creano, sul "saldo" tra chi viene e chi va e quindi sui i
nuovi migranti. Abbiamo sentito parlare anche del  mancato
riconoscimento dei "cervelli"
e del conseguente bisogno, da parte
dei molti non riconosciuti, di creare e cercare miti, passioni, filosofie e
sistemi di pensiero. Abbiamo chiesto sui segni che costrigono la scienza a
ridurci "a pezzetti" per curarci ma che ci lasciano la sensazione che nessuno
ci veda mai interi;  abbiamo visto come ci sono imprenditori che pensano
che senza una cura del tessuto sociale dove queste imprese operano, l’impresa
stessa non possa sopravvivere;  abbiamo chiesto a giovani scrittori del
fenomeno "Vasco"  o Ligabue ; abbiamo incontrato e interloquito con
filosofi e critici  d’arte.

Nel corso degli
incontri per le interviste, si è offerta l’opportunità di conoscere da vicino
protagonisti di nuovi fenomeni del mondo web, dove la cultura, apparentemente
cacciata dalla porta perché schiaccia e scoraggia, permea in realtà  la
satira più feroce con un lavoro intenso di informazione e di preservazione
della memoria: "ridere  per non dimenticare".

Numerosissimi gli
ospiti del festival (Nava, Andreoli, Bonino, Trevisan, Donà, Arslan, Bonito
Oliva, Palmieri, Pisto, Pezzin, Illy, Honsell) che hanno accettato di
incontrare i nostri intervistatori (Pasqui,Lagrasta, Vessella, De Mari,
Contran, Golinelli, Boccanegra,Giustino),  superando il timore di essere
"psicoanalizzati" e  rispondendo con entusiasmo all’invito.

Ringraziamo i ragazzi
di "Spinoza", e Claudio Bertorelli, Nico Covre,  Antonella Faganello,
Massimiliano Bulgheroni, Francesco Pannella,.

Quello che ci ha
colpito di più, è stata  la grande partecipazione di  giovani
volontari nell’organizzazione del festival. Questi ragazzi  instancabili,
 pazienti e capaci, hanno risolto  via via tutti i problemi tecnici,
e dunque un grazie particolare a Ludovica Da Re , Lucia Sorge, Claudia Tonin …
e a tutti gli altri di cui non sappiamo il nome.

           Jones
De Luca, Silvia Vessella, Maria Grazia Vassallo, Gabriella Giustino, Laura
Contran.