Isabella Ducrot

Isabella Ducrot
BENDE SACRE

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4 marzo- 2 giugno 2014
Galleria d’arte moderna Roma

A cura di Marcella Cossu,
Silvia Freddo con Nora Iosia

Quando, 20 anni fa circa, Isabella Ducrot ha raccolto delle sciarpe votive, katha, in luoghi di pellegrinaggi del Tibet e del Ladak, non sapeva neppure a cosa servissero queste “garze estreme”, bianche e irrigidite dalla pasta di riso. Qualche anno fa le ha viste sulle spalle di statue sacre di Budda e nella sua ricerca ha scoperto che inizialmente venivano tessute per essere donate a un monastero o offerte a un Lama importante, e che in seguito erano usate durante la liturgia buddista per avvolgere appunto le sculture sacre del tempio oppure essere affisse come preghiere durante le festività per essere ascoltate dagli dèi. Erano in seta, adatte a un’offerta sacra, a un dono regale.

Sciarpe preziose come dono, come preghiere: già questa idea ci arriva commovente, così come il gesto dell’artista di salvarle.

All’improvviso poco tempo fa, – questo è il momento artistico –Isabella Ducrot le ha ritrovate in un cassetto: così sprovviste di elementi decorativi, le ha ‘viste’ “grandiose” nella loro estrema essenzialità.
L’artista le ha ‘riconosciute’: i fili dell’ordito e della trama appena percepibili, “al limite fra l’esserci e il non esserci”, semplici “messaggere di devozione”, fuori del tempo.
Da questa visione è nata l’idea di usarle come materia prima per realizzare nuove immagini di preghiere universali, ed è iniziata l’avventura di restituirle alla loro forma originaria, ognuna diversa dall’altra, oppure di manipolarle, trasformarle, renderle altro.

Mi lascio colpire da questo lavoro artistico di Isabella Ducrot che, con pazienza meditativa, attenta, rispettosa, femminile, ha bagnato, aperto, dipanato, disteso, fatto asciugare e montato queste bende sacre “parlanti, di miracolosa bellezza e fragilità”, con i loro buchi e smagliature.

Isabella Ducrot è nata a Napoli, vive e lavora a Roma da molto tempo.
Si interessa in particolare delle tradizioni molto diverse di prodotti tessili orientali.
Nei viaggi in Cina, India, Turchia, Tibet ha raccolto tessuti rari, sui quali si basa la sua ricerca artistica che prevede l’uso di materiale tessile per le opere.

A cura di Stefania Salvadori giugno 2014

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