Prospero nella lanterna magica

Fabbro cieco e lapilliPROSPERO NELLA LANTERNA MAGICA – PENOMBRE CINESI. Poesie di Guido Saltamerenda e dipinti di Giampiero Zanolla. 

Sala delle Colonne – Angelicum Congress Centre, Roma, in occasione del XVIII Congresso della Società Psicoanalitica Italiana, 26-29 Maggio 2016.

 Attenti a quei due….

Gli autori prendono liberamente spunto dalle tracce congressuali e creano percorsi in sei tavole caravanserragli, poesie e dipinti all’interno dello stesso quadro, sorridente invito a seguirli dentro una sartoria ineffabile che offusca, divide e ricuce, quindi riporta fratellanza tra piacere e dolore.

Sembra di essere in un tintinnio scalpitante di suoni e segni, curiosità intrecciata di due viaggiatori, poeta e pittore ognuno, insieme.

E non sorprende che questi “artigiani” operino attraverso uno scambio di immagini dipinte o scritte nel reciproco richiamo e riverbero.

Il clima di chi osserva vira da un’iniziale atmosfera di parziale smarrimento, suscitato dal lasciarsi andare alla propria fantasia condividendo un terreno enigmatico, a successivi stadi più costruttivi per intuire il senso di ciò che è esposto.

In un caleidoscopico fluttuare la coppia artista-spettatore ha percorsi interni simili e al tempo stesso alternativi, dove ognuno può girare il proprio film, avere un suo personale movimento e vissuto.

Giampiero sforna e slega la sua capacità di rendere spontaneo e semplicemente fruibile il proprio mondo, trastullando prova a trasformare poesia in pittura che abbraccia e culla, pane bimbo questo volo nell’affacciarsi all’esperienza nuova.

Guido, psicoanalista e poeta, doppia natura indissociabile e difficilmente conciliabile, è fortemente immaginifico suscitando immersioni sospese nei sentimenti dentro e fuori di sé, suona misteri e chiama ognuno nel proprio sogno.

La prima tavola poesia  “fabbro cieco e lapilli” è sull’intreccio tra piacere e dolore, metamorfosi e con-fusione di diversità gemelle, la caducità intrinseca di questo rapporto, l’inevitabile riproporsi, il loro tradursi e tradirsi.

La seconda  “spiccioli fenici”  riguarda il piacere di conoscere, il richiamo dell’avventurarsi, la fatica esplorativa e le sue contorsioni, trovando audacia nello scaldarsi razionale e emotivo, quasi a dissetarsi in nuove rotte.

La terza  “cassettiera gravida”  tratta del piacere di sognare, giocare e creare, è anche uno splendido progetto per tavola scrigno di Giampiero. Ricorda Prospero (W. Shakespeare)che dice che siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni.  

La quarta  “archibugia alfabeto” riguarda piacere e angosce della dimensione gruppale, anche intrinseca dannazione, tra il Doré del 24° canto infernale e le geometrie celesti della cappella Sistina, bugia atavica ed un affettuoso scoppiettio..

La quinta  “giara oleandro” riguarda il bisogno di amare, l’attaccamento. Sembra un capitolo volutamente aggrovigliato delle forme dell’Eros, vissuto come soffio impossibile quanto irrinunciabile sacrilegio, dissolvenza rapida e mobile.

La sesta “Upupa giradischi” coinvolge nella memorie del piacere e del dolore, il ricordo e le sue riedizioni, repliche teatrali e pupi siciliani, il legame con l’esperienza vissuta, affaccendamento e smarrimento nel ripescare l’antico vicino e lontano.

Penombre cinesi Poesie di Guido Saltamerenda e dipinti di Giampiero Zanolla. Attenti a quei due…