La Ricerca

Progetto di formazione alla comunicazione e relazione con il paziente per Medici di Medicina Generale (MMG)

7/05/21

Titolo: Progetto di formazione alla comunicazione e relazione con il paziente per Medici di Medicina Generale (MMG)

Proponenti: Chiara Ghetti, Natalia Grazian, Rosanna Rulli, Andrea Scardovi

Coordinatore: Andrea Scardovi

Durata prevista: tre incontri di quattro ore ciascuno

Parole chiave (max 200 caratteri con spazi): Formazione del medico alla comunicazione col paziente. Comprensione delle emozioni del colloquio. Discussione di colloqui clinici videoregistrati dalla pratica medica. Evoluzione dei gruppi Balint.

Breve riassunto: La scarsa visibilità dei fattori che entrano in gioco nella comunicazione fra medico e paziente ha fatto sì che essi venissero considerati alla stregua di elementi generici. Tuttavia, diverse esperienze di formazione e ricerca condotte in Inghilterra (Goldberg, 1980; Goldberg et al., 1987; Gask et al., 1987; 1992) e in Italia (Scardovi et al., 1996; 2001; 2003) hanno dimostrato che se la codificabilità di questi fattori è generica non per questo essi sono generici, o trascurabili i loro effetti sulla qualità delle cure. Ma come intervenire su di essi? Il primo a porsi questo interrogativo è stato Freud, che in una breve conferenza al collegio dei medici di Vienna racconta di un “fattore psichico” che accompagna sempre la pratica medica, di cui sarebbe un peccato non essere consapevoli perché rimarrebbe “incontrollabile, indosabile, non passibile di accrescimento” (1904). Cinquant’anni dopo un gruppo di medici generali inglesi prese ad incontrarsi con M. Balint, un altro psicoanalista, per discutere di questi stessi temi. “La discussione rivelò che il farmaco di gran lunga più usato in medicina generale è il medico stesso… Tuttavia scoprimmo ben presto che non esiste ancora una farmacologia di questa importante medicina… in nessun testo si trova una qualunque indicazione sulla dose in cui il medico deve prescrivere sé stesso” (Balint, 1957). Le ricerche degli autori successivi hanno mostrato che non è possibile codificare ciò che accade in ciascuna consultazione fra medico e paziente, ma che attraverso definite condizioni di metodo e di setting è possibile migliorare la capacità del medico di capire ciò che accade comunicativamente in ciascun incontro con i propri pazienti. Si tratta di utilizzare un metodo di formazione in setting di gruppo, centrato sulla capacità del medico di ascoltare le emozioni che intervengono nel lavoro clinico, che si avvalga di strumenti vicini al pensiero analitico ma centrati sul lessico del medico e sulle prerogative della sua pratica.

Obiettivi: Promuovere la capacità del medico di comprendere le emozioni che vive nel colloquio con il paziente. Affinare le sue risorse comunicative. Promuovere la capacità dei medici di lavorare in gruppo e di utilizzare il confronto con l’esperienza clinica dei propri colleghi. Avvicinamento agli strumenti psicoanalitici mantenendo il lessico della propria pratica. Riconoscimento dell’importanza di una comunicazione qualitativa, che permette un contatto efficace fra medico e paziente al di là del contenuto clinico del problema che viene presentato.

Attività: Proponiamo una articolazione in 3 incontri di 4 ore ciascuno.

Il primo incontro sarà organizzato con:

– una breve introduzione informativa dedicata a questi temi: La formazione alla comunicazione col paziente in medicina generale. La difficile integrazione fra aspetti tecnici e personali nella comunicazione clinica. Da Balint a Shepherd, alle ricerche sulla formazione di Goldberg e Gask. Le esperienze formative italiane. Un approccio alla comprensione degli aspetti tecnici della relazione medico-paziente. I fattori terapeutici specifici comuni. (30 min circa)

– una prima formazione di gruppo interattiva, utilizzando un video introduttivo.

Il video è centrato sulla discussione di gruppo degli aspetti specifici della comunicazione in medicina. Permette di lavorare in gruppo su come riconoscere il problema portato dal paziente e sulla descrizione di questo problema.  Mette a fuoco inoltre la condivisione delle difficoltà comunicative e le emozioni del medico nella consultazione con il paziente come risorsa comunicativa fondamentale (1 ora circa)

la discussione di un colloquio clinico videoregistrato da un MMG. Discussione di gruppo di un colloquio clinico. La comunicazione in situazioni cliniche specifiche. La comunicazione qualitativa: che cosa intendiamo per “trattamento” da un punto di vista comunicativo. Conclusioni del primo gruppo di lavoro. (1.30 ore circa) 

– Focus Group: Discussione tra partecipanti e formatori sul percorso svolto e definizione degli incontri successivi (1.30 ore circa)

Il secondo e terzo incontro prevedono:

– una prima parte in cui gli specializzandi verranno divisi in due gruppi condotti ciascuno da due formatori, nei quali si discuterà materiale clinico tratto dall’esperienza dei partecipanti o da altri contributi video (3 ore circa per ciascun incontro)

– una successiva discussione in plenaria a partire dal report di ciascun gruppo, organizzato per parole chiave, per condividere e consolidare i contenuti emersi (1 ora circa per ciascun incontro)

Tipo e numero di persone che beneficiano del progetto: Trenta Medici di Medicina Generale in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Generale di Bologna e della regione Emilia Romagna. In una seconda fase di questo progetto di formazione l’iniziativa potrebbe estendersi ai Medici di Medicina Generale esperti, costituendo una rete fra Centro psicoanalitico, Ordine dei Medici, e ASL.

Risultati attesi: Miglioramento delle risorse comunicative del medico attraverso la comprensione delle emozioni che intervengono nel colloquio con il paziente. Miglioramento della capacità di riconoscere il disagio psichico e i disturbi sottosoglia dei suoi pazienti. Comprensione degli strumenti relazionali di cui il medico dispone nella sua pratica clinica, anche nella gestione dei disturbi medici.

Tipo e numero di output da produrre: Affinamento dello stile comunicativo del medico. Riconoscimento del disagio psichico, ma anche degli aspetti emotivi che accompagnano la pratica clinica. Miglioramento della comprensione del problema portato dal paziente e possibile ottimizzazione del tempo dedicato alla comunicazione nella clinica. Promozione della capacità di relazione e comunicazione con il paziente. Comprensione e studio di una comunicazione efficace nel contesto della pratica medica.

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