Parole chiave: Lavarone, premio Gradiva, distruttività, dialogo
“Sogni perduti. Risonanze ritrovate”
A cura di Daniela Federici, Elisabetta Marchiori- Edizioni Bette, 2025
Commento di Anna Cordioli
C’è sempre qualcosa di molto affascinante nel processo di curatela di un libro, soprattutto se è l’atto finale di uno o più convegni. Tra i tanti aspetti interessanti, amo particolarmente soffermarmi a pensare al salto di medium: dal palco dei relatori all’inchiostro su carta. Sappiamo, infatti, che i lavori pensati per essere letti sono diversi da quelli che hanno, nel loro destino, di finire direttamente in un libro stampato. Nei primi c’è, fin dalla loro concezione, la voce e l’espressività dell’autore o l’autrice. Nei secondi, invece, il lettore porterà al testo la propria voce e la propria sensibilità. Per questa ragione, nel lavoro di chi cura un volume come questo, si trova lo sforzo di ricreare uno spazio vivo per le parole, per le idee messe in condivisione e per le risonanze tra chi ha parlato e chi leggerà.
All’interno del contesto delle storiche conferenze di Lavarone, da qualche anno Daniela Federici ed Elisabetta Marchiori si sono dedicate proprio a questo grande lavoro di raccolta e creazione di dialogo attraverso il testo scritto. Questo è infatti il terzo libro dopo “Gradiva e le frontiere della psicoanalisi. Confronti e prospettive interdisciplinari” (2022), con i contributi dei convegni La psicoanalisi oggi: tradizione ed evoluzione (2018) e La noia (2019). Il secondo libro è “In gioco con la psicoanalisi” (2023) che raccoglie i contributi dei convegni Intermezzo (2021) e In gioco (2022), oltre a una serie di scritti inediti proposti negli anni precedenti.
Di questi primi due libri, pubblicati dal Museo Storico di Trento, è possibile leggere un commento di Fusilli de Camillis e Nicasi, qui su Spiweb.
Il terzo volume (2025) si intitola Sogni Perduti. Risonanze ritrovate e raccoglie i lavori che hanno animato le ultime due edizioni Sogni e sonni perduti (2023) e Rispetto e Risonanza (2024).
Prima di addentrarci nell’esplorazione di questo ultimo testo, credo sia utile tratteggiare, per i pochi che non lo conoscono, il rapporto che la psicoanalisi ha con Lavarone e cosa sia il Premio Gradiva.
Lavarone e la Gradiva
Come è noto, il padre della psicoanalisi nutriva un grande amore per il nostro paese. Spesso Freud trascorreva le vacanze estive sulle Alpi e uno dei suoi luoghi di villeggiatura preferiti era l’Altopiano di Lavarone, dove soggiornò nelle estati del 1900, del 1906 e del 1907. Vi tornò poi un’ultima volta a 67 anni, nel 1923 (D’Angelo, 2024).
Nelle lettere Freud descriveva la bellezza senza fiato dell’altopiano, dove trovò il più bel bosco di conifere e un’insospettata solitudine. Furono vacanze fatte di passeggiate nei boschi ed escursioni, ma anche di incontri con amici ed allievi, fra cui Otto Rank e Sandor Ferenczi, Ernst Jones, e il futuro premio Nobel per la medicina, Robert Barany (Jones, 1953).
Ma Lavarone ha legato il suo nome alla storia della psicoanalisi soprattutto perché nel 1906, proprio mentre era in villeggiatura, Freud iniziò a lavorare al saggio Il delirio e i sogni nella ‘Gradiva’ di Wilhelm Jensen.
Proprio per questo motivo nel 1979 la Società Psicoanalitica Italiana con la mediazione di Cesare Musatti fece apporre una lapide commemorativa sulla facciata dell’Hotel Du Lac, l’albergo dove Freud era solito soggiornare a Lavarone, in corrispondenza della stanza numero 15.
Dal 1990 il Comune di Lavarone, in collaborazione con il Centro Studi di Psicoanalisi Applicata Gradiva, la Provincia Autonoma di Trento, la Società Psicoanalitica Italiana e il Comune di Lavarone, promuove un insieme di manifestazioni volte a commemorare questo illustre ospite dell’Altopiano. Negli anni è andata consolidandosi una tradizione annuale che culmina con l’organizzazione del convegno: Le frontiere della psicoanalisi[1]. È in questo contesto che viene anche assegnato il Premio Gradiva ad un’opera letteraria capace di coniugare la clinica e la teoria psicoanalitica con capacità narrativa e divulgativa.
Gli attuali membri del Comitato Scientifico del Centro Studi Gradiva e membri della Giuria sono psicoanalisti e psicoterapeuti ad orientamento psicoanalitico: Simona Argentieri, Daniela Federici, Elisabetta Marchiori, Alberto Schön, Manuela Trinci e Geni Valle.
Ogni anno i relatori vengono invitati a confrontarsi su un tema differente. Le raccolte dei loro lavori sono, dunque, una intensa occasione per incontrare la psicoanalisi che dialoga con la società contemporanea, in un flusso che è al contempo esplorazione e meditazione, come accade nelle passeggiate montane che tanto amava Freud.
Sogni perduti. Risonanze ritrovate.
Questo terzo libro, la cui pubblicazione è stata possibile grazie alla generosità della casa editrice Bette di Elisabetta Nalon, si sviluppa, dunque, in due parti.
Qui ( https://www.cepsibo.it/index.php/cultura-e-societa/libri/pubblicazioni-dei-soci/sogni-perduti-risonanze-ritrovate-a-cura-di-daniela-federici-e-elisabetta-marchiori-ed-bette-2025) è possibile vederne il ricco indice.
La curatrice della collana Psicoanalisi, Donatella Lisciotto, nella prefazione al testo, lo definisce una “indovinata polifonia” (2025, 16), espressione che trovo felice e vera.
Nel 2023, appena usciti dalla pandemia e ancora all’inizio della Guerra d’invasione russa in Ucraina, il tema scelto è stato Sogni e sonni perduti. Quello era un tempo in cui i sonni erano sempre più disturbati da angosce incombenti e i sogni si erano infranti contro una realtà traumatica. Già allora si sentiva il rischio che “il sonno della ragione” prendesse il sopravvento e finisse per soffocare il senso di responsabilità a cui sono chiamati coloro che cercano una alternativa allo scatenamento distruttivo.
Federici scrive: “Come la pandemia da Covid-19 ci ha tragicamente ricordato, siamo una comunità di destino: ogni crisi locale ha risvolti globali. Lo vediamo con le guerre e con la questione climatica: da decenni ascoltiamo gli allarmi degli esperti senza che questo ci muova fuori da una sostanziale ignavia. Negazionismo, assuefazione, delega: rimuoviamo ciò che non possiamo riconoscere, operiamo un “rammendo (Freud, 1923, 613) sulla realtà per negare ciò che ci spaventa, per annullare la frustrazione dei nostri desideri. Perdiamo il senso che sostiene la speranza e la responsabilità. L’uomo sfiduciato non desidera, non si ‘pro-getta’ nel futuro e non si applica a mutare il reale, la rassegnazione ci fa sentire parte del problema e ci spegne, la generatività ci fa sentire parte della soluzione e ci attiva” (Federici, 2025, 24).
Nel libro Argentieri, Crainz, Marogna, Spagnolo e Trinci propongono delle chiavi di lettura informate, necessarie per leggere la contemporaneità e tessere nuovi scenari per sognarla. Ciò che viene sottolineato è proprio che la compresenza di diverse visioni rimane lo strumento più efficace per non restare assoggettati a realtà ingannevoli o tanto minacciose da togliere la speranza.
“Il sogno non si occupa mai di inezie” diceva Freud (1900, 536) e, nel leggere il libro, si ha forte l’idea che se, per difenderci dalla complessità, scotomizziamo le grandi questioni che si muovono nella realtà, finiremo infine per perdere i sogni e dunque il sonno e, per la stessa via, anche il futuro.
Anche nel 2024 il convegno di Lavarone ha continuato ad occuparsi del profondo rapporto che abbiamo tra noi esseri umani. Il titolo, molto evocativo, è stato Rispetto e Risonanza.
Leggendo il testo verrebbe da chiedersi se nasca prima il rispetto o la risonanza. Esse sono indubbiamente strettamente interconnesse. La risonanza, a partire dalle prime sintonizzazioni madre/bambino, è capacità di accogliere e sostenere il sentirsi esistere dell’altro, per favorirne il divenire e quella funzione simbolica che crea il significato, amplia lo spazio mentale e lo rende capace di evolvere in modo autonomo.
Il rispetto, da respicio, guardato con cura e prolungatamente, è un’attenzione che ha riguardo.
Questi due termini, nel loro intreccio, definiscono il senso di una relazione etica, le condizioni di un incontro in cui è possibile lo spazio per l’alterità e il riconoscimento reciproco, condizione che sappiamo di non poter dare per “scontata” (Federici, 2025, 81).
L’etica psicoanalitica, di cui ci parlano questi autori, opera nella consapevolezza dei difficili equilibri interni tra distruttività e relazione, e tende ad una politica della solidarietà umana. Prima di tutto è necessario rispettare l’Altro che ritroviamo in noi stessi, entrarvi in consonanza, trovare alternative alla forclusione di parti, ai conflitti fatti per spazzare via qualcuno, invece che pensare ad una integrazione.
Nel testo trovano spazio lo straniero, il nemico, il contagio, il carcerato e tutte le figure che mettono in tensione il confine tra interno ed esterno, tra rappresentabile e informe, tra processi individuali e culturali (De Micco, 2022).
Rispetto viene dunque esplorata come parola che apre a significati urgenti: al di là dell’accettazione di una superiorità intellettuale, morale o sociale, implica il riconoscimento dei diritti, della dignità, della libertà e dei sentimenti altrui. Comporta la condivisione di leggi e regole basate sulla giustizia e l’equità. Implica cura e attenzione verso gli altri, verso gli oggetti e la natura che ci circonda. È lì che la risonanza è un intendersi e un creare assieme.
Parlano di questi temi Ceretti, De Micco, Faustini, Kozdine, Zanda e Marchiori. Il loro dialogo sembra disegnare un campo etico che va dai temi della giustizia o della migrazione, che immaginiamo come lo schianto incontrattabile con la realtà, e giunge fino alla poesia e al mito, che si basano sulla verità della parola eterna. Mi sono chiesta se il rispetto stia alla realtà dell’incontro, come la risonanza stia alla verità dell’incontro.
Certo è che in questa seconda parte del libro sembrano tornare alcuni temi riguardanti i lavori del 2023, in un circolo maieutico che ci regala un profondo senso di partecipazione al dibattito.
Nel 2025 il Convegno di Lavarone ha subito una battuta d’arresto e questo ricchissimo discorso corale è rimasto in sospeso, con il Premio Gradiva che si mantiene come elemento di continuità. Come scrive Marchiori nell’ultimo saggio del libro “C’è bisogno di poesia, di cinema, di arte – N.d.a: e io aggiungerei “di Psicoanalisi” – che non cerchino il consenso ma la verità; che non si limitino a intrattenere o illustrare, ma che sappiano mobilitare la mente, risvegliare l’attenzione, attivare pensiero, prendere posizione. Diventare forma di resistenza alla distruzione […]” (2025, 170).
La distruzione non ha sempre l’aspetto di una deflagrazione, più spesso è uno scivolare via; può prendere molte forme, anche la perdita di uno spazio di confronto tra psicoanalisi, cittadinanza, storia e natura.
Nel 2025 Lavarone ha subito una battuta d’arresto e in parte anche tutto questo ricchissimo discorso corale rischia di restare un po’ in sospeso. Noi tutti auspichiamo, però, che la semina generosa di questi anni possa, come un fiume carsico, portare nuova linfa alle frontiere della psicoanalisi. Ci auguriamo cioè che la rassegna non si spenga e che Lavarone torni la casa del Premio Gradiva e delle splendide discussioni di fine giugno, tra le verdi valli cimbre che Freud tanto amava.
BIBLIOGRAFIA
D’Angelo M. (2024) I viaggi di Freud in Italia. Lettere e manoscritti inediti, Bollati Boringhieri. Si veda anche “Così voglio sfuggire a me stesso” – I viaggi in Italia di S. Freud, di M. D’Angelo, Spiweb. https://www.spiweb.it/la-spi/riferimenti-storici/freud-in-italia/cosi-voglio-sfuggire-a-me-stesso-di-m-dangelo/
De Micco, V. (2022), Il rischio nel vivere. Itinerari della soggettività e condizioni antropologiche estreme, in “Rivista di Psicoanalisi”, LXVIII (3), pp. 665-685.
Federici D. (2025) “Sonni e sogni perduti. Una premessa” in Federici D., Marchiori E. [a cura di] Sogni perduti e risonanze ritrovate, Bette Edizioni.
Federici D. (2025) “Rispetto e risonanza. Una premessa” in Federici D., Marchiori E. [a cura di] Sogni perduti e risonanze ritrovate, Bette Edizioni.
Federici D., Marchiori E. [a cura di] (022) Gradiva e le frontiere della psicoanalisi. Confronti e prospettive interdisciplinari. Bette Edizioni.
Federici D. Marchiori E. [a cura di] (2023) In Gioco con la Psicoanalisi. Bette Edizioni
Freud S. (1899). L’interpretazione dei sogni. O.S.F., 3.
Freud S. (1906). Il delirio e i sogni nella “Gradiva” di Wilhelm Jensen. O.S.F., 5.
Freud S. (1923). Nevrosi e psicosi. O.S.F., 9.
Lisciotto D. (2025) Prefazione in Federici D., Marchiori E. [a cura di] Sogni perduti e risonanze ritrovate, Bette Edizioni.
Marchiori E. (2025) Logos Zanotto: poesia in immagini, immagini in poesia. in Federici D., Marchiori E. [a cura di] Sogni perduti e risonanze ritrovate, Bette Edizioni.
Jones E. (1953) Vita e opere di Freud. Il Saggiatore.
[1] Per avere una carrellata dei lavori e del clima vissuto al convegno di Lavarone negli ultimi anni, consigliamo di esplorare i report curati proprio da Federici e Marchiori:
• Lavarone 2019 Centro di Bologna https://www.cepsibo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=710:report-convegno-le-frontiere-della-psicoanalisi-la-noia-a-cura-di-d-federici-ed-e-marchiori&catid=150:report-eventi&Itemid=751
• Lavarone 2021 Spiweb https://www.spiweb.it/eventi/report-eventi/report-altri-eventi/lavarone-2021-le-frontiere-della-psicoanalisi-report-di-d-federici-e-e-marchiori/
• Lavarone 2022 Spiweb https://www.spiweb.it/eventi/report-eventi/report-altri-eventi/le-frontiere-della-psicoanalisi-in-gioco-lavarone-2022-report-di-d-federici-ed-e-marchiori/
• Lavarone 2023. Spiweb https://www.spiweb.it/eventi/report-eventi/report-altri-eventi/le-frontiere-della-psicoanalisi-lavarone-tn-23-26-6-2023-report-di-d-federici-e-e-marchiori/
• Lavarone 2024. Spiweb https://www.spiweb.it/eventi/report-eventi/report-altri-eventi/le-frontiere-della-psicoanalisi-lavarone-tn-28-6-1-7-2024-report-di-d-federici-e-e-marchiori/