Appendice sportiva a cura di Pietro Roberto Goisis

GOISISPRATICARE E LEGGERE LO SPORT. Al di là dello scontato mens sana in corpore sano, gli psicoanalisti sanno da tempo che la scissione mente/corpo non produce alcun effetto positivo, né sull’una, né sull’altro.
Sono anche i nostri pazienti che ci mettono nelle condizioni di tenere bene in mente i due poli della questione. Molti adulti perché ci raccontano delle loro “imprese” sportive o di quelle dei loro conoscenti, gli adolescenti perché vivono con grande partecipazione il loro coinvolgimento come tifosi, ancor più che come praticanti, i bambini perché a volte non sanno distinguere quale sport stiano praticando, confusi tra corsi, lezioni, sedute e quant’altro.
Ecco quindi quattro brevi consigli per la vostra estate “sportiva”.

Andre Agassi (2001)
Open. La mia storia
Einaudi

(Quasi un classico)

Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico, ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima. Il libro, un racconto avvincente e spietatamente sincero, scritto alcuni anni dopo il ritiro dalle competizioni, ha addirittura accresciuto la sua fama e il suo successo. Lezione di vita e di relazioni, costringe a leggerlo e ad amare l’uomo e lo sportivo.

Gabriele Rosa (2014)
Correre la vita. Sulla storia della maratona contemporanea
Il melangolo

(Per chi ama le storie e le avventure)

Medico, atleta, insegnante, sperimentatore, ricercatore, profeta, in qualche modo. Gabriele Rosa è uno dei più famosi e rivoluzionari allenatori che l’atletica, la corsa in particolare, abbia conosciuto. Nel libro racconta la sua “avventura” umana culminata nella costruzione di un Centro di allenamento, in loco, nella Rift Valley keniota per gli atleti, ma non solo, del paese africano. Il libro è impreziosito dalla prefazione di Cosimo Schinaia, uno psicoanalista della SPI

Haruki Murakami (2013)
L’arte di correre
Einuadi.

(Per chi pensa che ormai sia troppo tardi)

Quando nel 1981, Murakami chiuse il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e di mettersi a correre. Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. Scritto nell’arco di tre anni, “L’arte di correre” è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne scrittore a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una corsa (anche quella della vita…) ha indubbiamente provato.

Riccardo Bruno e Maurizio Lorenzini (2014)
E’ facile vincere la (tua) maratona. Se sai come farlo
Newton Compton Editori, 2014

(Per chi vuol farlo davvero)

Piacevole, istruttivo, semplice libro che insegna non solo a correre, ma anche a camminare con impegno. Anche se, alla fine, sarà difficile resistere al desiderio…