“Il bambino e la scuola…” di M. Stangalino e F. Mittino. Recensione di R. Pagano

“Il bambino e la scuola: nel solco di Marcella Balconi”, di Maurizio Stangalino e Filippo Mittino, con la Prefazione di Anna Ferruta

(Interlinea, 2019)

Recensione a cura di Raffaela Pagano

 

Ci sono maestri che insegnano ciò che sanno e ce ne sono altri che insegnano ad imparare. Marcella Balconi è stata sicuramente uno di questi ultimi. Non c’è da stupirsi, quindi, che il suo insegnamento continui ad aiutarci nell’interpretazione della realtà di oggi, pur così diversa rispetto  a quella in cui lei aveva incominciato ad operare.

Il mondo in cui Marcella Balconi organizzò il suo primo servizio medico-pedagogico nelle scuole, era quello dell’immediato dopoguerra. L’Italia, allora, era un Paese arretrato, in preda a un profondo disagio sociale legato soprattutto alla miseria e afflitto da gravissime carenze nelle strutture sanitarie e scolastiche.

Quello era, però, anche il mondo della ricostruzione: dell’entusiasmo, della speranza, dell’utopia che poteva diventare realtà. Nel campo in cui ha operato, Marcella Balconi è stata una di quelle personalità straordinarie che – in pochi decenni – hanno contribuito a far diventare l’Italia un Paese moderno. Hanno cioè trasformato – appunto – l’utopia in realtà.

Il servizio di Neuropsichiatria Infantile da lei diretto presso l’Ospedale Maggiore di Novara è stato il fulcro da cui si è irradiato – come in una ragnatela – un servizio psico-pedagogico territoriale che, nel corso degli anni, è riuscito ad essere operante nell’intero Piemonte e che è servito da modello anche per diverse altre realtà italiane e straniere.

In quel servizio di Neuropsichiatria Infantile a Novara, Marcella Balconi ha contribuito a formare operatori di altissimo livello in anni in cui non erano nemmeno ancora sorte le scuole di psicologia e di psicoterapia. Il nucleo di quella formazione – e, quindi, del suo insegnamento – era basato su una visione complessiva delle problematiche legate al disagio psichico. Il singolo piccolo paziente doveva essere osservato e considerato nel contesto sociale, economico, culturale, famigliare in cui viveva. Pena una visione parcellizzata e, quindi, distorta, delle sue difficoltà.

La scuola e la famiglia erano – dunque – gli ambiti sociali fondamentali in cui occorreva operare. Lo sono ancora oggi, pur se in un Paese e in una realtà diversissimi rispetto a quelli in cui aveva preso il via l’attività del servizio di Neuropsichiatria Infantile di Novara. E’ anche di questi cambiamenti che dà conto il bel libro di Maurizio Stangalino e Filippo Mittino, edito da Interlinea: “Il bambino e la scuola: nel solco di Marcella Balconi”.

Il volume è il frutto della lunga e approfondita esperienza psicoterapeutica che i due autori hanno maturato nell’ambito delle difficoltà ad apprendere e della prevenzione e cura del disagio nell’infanzia, in particolar modo nel contesto delle istituzioni scolastiche. Maurizio Stangalino – neuropsichiatra infantile e docente universitario – è stato un allievo diretto di Marcella Balconi. Mittino è socio dell’Istituto Minotauro di Milano. Entrambi sono esperti di problematiche adolescenziali.

Quale sia stato per Stangalino e Mittino il nucleo portante del “solco” tracciato da Marcella Balconi è messo in evidenza già dal sottotitolo del loro libro: “Sviluppo emotivo e apprendimento in un approccio globale”.

E fin dall’introduzione, gli autori mettono in guardia nei confronti degli “attuali approcci teorici che utilizzano un’ottica molto parziale di indagine e approfondimento [e che non sono] in grado di esplorare con efficacia la complessità dei disturbi legati all’apprendere che si presentano in età evolutiva” (p. 15).

“Stangalino e Mittino – scrive Anna Ferruta nella prefazione – riescono [invece] nella difficile impresa di offrire un contenitore che tiene insieme i fattori significativi per uno sviluppo biologico, cognitivo ed emotivo in relazione con gli altri. Resistono alla tentazione di optare per un solo elemento, mettendo in ombra gli altri: la soggettività del bambino, l’autorevolezza emotiva dei genitori, la competenza dei docenti, l’adeguatezza delle condizioni economiche ambientali, l’apertura alle nuove acquisizioni nel campo delle scienze mediche, neurologiche, psicologiche e psicoanalitiche, e altro ancora” (p. 7).

L’approccio degli autori è – appunto – globale. Il libro incomincia occupandosi del mutamento forse più sensibile per ciò che concerne il nucleo sociale di base, cioè la famiglia. Descrive e analizza il passaggio da una struttura di tipo “edipico” a quella di tipo “narcisistico”, con tutto ciò che questo comporta anche nella relazione con l’istituzione scolastica.

“I radicali cambiamenti – scrivono gli autori – tra famiglia normativa del passato e famiglia affettiva attuale condizionano un diverso e più pressante investimento dei genitori sui figli (spesso unici) nel momento dell’ingresso nella scuola. I bambini entrano in questo percorso portando con sé un rilevante carico di ansie trasmesse dalla famiglia … Il contratto narcisistico che si era costituito tra bambino e genitori viene messo in discussione e ridefinito dalla relazione con le insegnanti” (p. 27-28).

Stangalino e Mittino seguono il percorso evolutivo del bambino (e dei suoi genitori) a partire dal  primo approccio con l’istituzione scolastica, fino al raggiungimento del periodo adolescenziale e della conseguente, fisiologica, crisi nei rapporti con le figure parentali, nel contesto sociale, e nella ridefinizione del Sé.

Il pensiero e l’esempio di Marcella Balconi accompagnano gli autori passo passo durante tutto questo percorso. Anche testualmente. La seconda parte del libro, infatti, è dedicata alla “voce” diretta di Marcella Balconi, sia attraverso una succinta ma significativa autobiografia, sia attraverso vari scritti, sia attraverso interviste, sia attraverso una puntuale e dettagliata bibliografia che raccoglie i lavori di Marcella Balconi – alcuni dei quali pubblicati postumi – a partire dal 1953.

Da questi testi emergono con chiarezza alcuni dei capisaldi della pratica di lavoro balconiana, quali l’osservazione e l’intuizione. “Osservare – scriveva nella sua autobiografia scientifica – vuol dire acquisire la capacità di vedere un insieme, un tutto unitario. Un tipo di osservazione che devitalizza, che si riferisce a una parte o a un settore, non serve [invece] nel nostro lavoro …. L’intuizione in realtà si costruisce acquistando la capacità di osservare e poi di sintetizzare” (p.145-146).

E con altrettanta chiarezza in vari punti di questi testi raccolti da Stangalino e Mittino, viene evidenziata la necessità di creare strutture pubbliche permanenti ed efficaci.

“Al centro del nostro interesse – affermava Balconi in una intervista rilasciata nel 1986 – devono essere pure le strutture per l’infanzia: reparti di pediatria, asili nido, scuole dell’infanzia [per fare in modo che essi] diventino non solo luoghi di cura e di educazione del bambino, ma momenti di prevenzione in una azione congiunta tra educatori, medici, genitori e servizi per la salute mentale per l’infanzia” (162).

E’ un obiettivo che lei ha perseguito per tutta la vita, impegnandosi in prima persona anche in ambito politico.

Ecco, nel solco profondo tracciato da Marcella Balconi c’è anche questo: la consapevolezza che non basta operare nel proprio, specifico, ruolo terapeutico ignorando (o fingendo di ignorare) che le scelte strutturali di fondo sono soprattutto il frutto di visioni (o miopie) politiche. Questo valeva negli anni dell’entusiasmo della ricostruzione e dovrebbe valere – anche se oggettivamente più difficile – pure oggi, cioè in anni spesso caratterizzati dalla disgregazione, dal velleitarismo, dallo scacco e dalla conseguente sfiducia.

Il fatto è che anche la società attuale – come la famiglia – è diventata narcisistica e frammentata e ascoltare più spesso la voce lontana ma ancora chiarissima di Marcella Balconi ci sarebbe di grande aiuto.

 

Vedi anche:

Marcella Balconi Giornata di studio Novara 5 ottobre 2019

6/7 febbraio 2016 ROMA “Grazie Marcella”: iniziative in memoria di Marcella Balconi

 

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