Storia di un gatto e del topo che diventò su amico

Luis Sepùlveda (2012)
Storia di un gatto e del topo che diventò su amico
Editore Guanda, Parma, pp. 82

Un racconto breve, sembra quasi una favola per bambini, invece ha un contenuto profondo e complesso: un gatto e un topo, due esseri così diversi, nemici per antonomasia, una la preda l’altro il predatore, possono diventare amici, stringere un legame di autenticità e di aiuto reciproco, superando le paure e l’odio che da sempre hanno caratterizzato le loro vite.
Luis Sepùlveda nelle sue opere propone con un linguaggio lieve e tenero problematiche fondamentali, come per esempio il rapporto tra l’uomo e la natura nel suo romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore; o le dinamiche tra generosità e solidarietà in Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, mentre in questo nuovo lavoro affronta il tema dell’amicizia, di quanto sia importante accettare l’altro come essere differente che però ci completa.   Il concetto di amore per il prossimo -“amerai il prossimo tuo come te stesso” del Levitico – è di grande attualità nei nostri giorni, se pensiamo alle difficili condizioni di tanti rifugiati ed extracomunitari, ai conflitti bellici ancora in corso, e che secondo il pensiero di Slavoj Žižek “… non solo apre una serie di questioni fondamentali e determinanti per l’indagine sulla condizione etica nella società moderna, ma implica anche una nuova configurazione teologica della teoria politica”.
Nella trama del libro ci sono tre personaggi: Max, bambino, studente universitario e poi giovane lavoratore.  Mix, il gatto, amico dall’infanzia di Max, prima grande esploratore di alberi e di tetti poi anziano e cieco.  Mex, un topolino spaventato, “molto vigliacco ma molto furbo”, straniero che ha perso la sua casa.
L’Autore sceglie l’incontro tra il gatto e il topo in un momento particolare, quando il gatto anziano è diventato cieco.  L’incontro visivo con la diversità è veicolo di aspetti buoni ma anche di aspetti aggressivi, si dice “mangiare con gli occhi”, “fulminare con lo sguardo”; e allora Sepùlveda, ci propone qualcosa di profondo e sottile, l’incontro tra il gatto e il topo avviene grazie all’uso degli occhi della mente.  Gli occhi della mente ci mettono in contatto con un registro di senso differente, l’altro si rivela simile a noi con emozioni, desideri, bisogni, pensieri.   L’altro non è solo diverso da me, ma condivide con me tanti aspetti profondi.
E Sepùlveda va ancora oltre, perché questo avvenga è necessaria la presenza del terzo, infatti, il titolo originale del libro è Historia de Mix, de Max y de Mex; il riconoscimento  reciproco tra il “se stessi” e le caratteristiche ben definite dell’altro, avviene alla presenza del terzo, la relazione triangolare, che apre lo spazio alla socialità.
Ho trovato sempre piacevole la lettura delle opere di Sepùlveda, il suo stile chiaro e la sua fine capacita di osservazione, la sua coerenza e il suo impegno nello stimolare le coscienze e l’invito a continuare a pensare.

Bibliografia 
S. Žižek, E. Santner, Odia il prossimo tuo. Il movente teologico dello scacchiere politico. Editrice Transeuropa, Massa, 2009

Ana E. Juraga 
gennaio 2013