Corriere di Romagna, 6 agosto 2018. Rompere il silenzio e partecipare alla costruzione di esperienze civili e formative di C.Carnevali

Corriere di Romagna   06/09/2018 

Rompere il silenzio e partecipare alla costruzione di esperienze civili e formative 

di Cinzia Carnevali,  Psicoanalista SPI 

In risposta agli avvenimenti di queste ultime settimane sulla questione dei migranti e delle diversità che caratterizzano ogni essere umano, sento la responsabilità come persona e come psicoanalista di  prendere posizione e di partecipare al dibattito e per ribadire l’importanza del rispetto e dell’uguaglianza dei diritti umani per tutti. Responsabilità di parlare con i giovani e farli crescere, creare fatti, motivazioni autentiche contro le banalizzazioni, l’ignoranza, l’analfabetismo emotivo e culturale. “Ribelliamoci per non tradire la realtà e ripartire con il prendere parte attiva alla comunità civile” ha scritto Michela Murgia, perchè occorre creare  spazi di conoscenza, confronto, spazi per far qualcosa di creativo e  rivoluzionario.

Nella società contemporanea caratterizzata dalla “globalizzazione” sempre più numerosi sono i segnali di disagio interiore di adulti e di giovani, l’estrema esposizione mediatica fa emergere ansie da spaesamento con il rischio di perdere la propria identità e capacità di contatto umano. Occorre espandere l’analisi dei fenomeni che riguardano cambiamenti catastrofici sociali e individuali, l’area del trauma e il ruolo che le esperienze traumatiche svolgono a tutti i livelli della vita e della patologia mentale. Cittadini adolescenti e migranti si ritrovano disorientati, soli e finiscono con il rincorrere a modelli rigidi e non facili. L’idealizzazione, l’illusione non favorisce il raggiungimento della soggettività e crescita né di sè stessi né degli altri.

E’ necessario uscire dalla crisi epocale della nostra società ridando  speranza ai giovani e ai migranti per un principio di diritti umani e solidarietà.

La sofferenza e le paure che sono in noi per i traumi subiti non si cancellano con le barriere e i muri, ma vivendo nell’incertezza e nell’insicurezza, è la fragilità ciò di cui ci dobbiamo occupare in modo collettivo. Nel clima aggressivo  della politica, in cui molte paure sono indotte, è necessario sensibilizzare contro la violenza e il razzismo di ogni genere.

Fare cultura significa operare per la condivisione del bene comune e per l’incontro, il dialogo e l’integrazione, ridando dignità alla persona, sia di genere femminile o maschile, italiana o migrante, abile o diversamente abile. Ed è per questi motivi che ci siamo adoperati attraverso progetti volti a dar voce alle ingiustizie dolorose e cercato di conoscere la realtà, combattendo tutte le forme di violenza, differenziando i comportamenti e le reazioni.

Per questo da diversi anni un gruppo di psicoanaliste e psicoterapeute, appartenenti alla Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e alla Società Italiana di Psicodramma Analitico, si occupa di analisi e ricerca sui gruppi (SIPsA-Coirag) e in collaborazione con Associazione Arcobaleno, di volontariato interculturale, insieme ad  artisti, musicisti, insegnanti, operatori dei CAS (Cooperative CAD, Eucrante e Centofiori), con  Provincia, Comuni e Cineteca di Rimini.

Molti di noi hanno contribuito col proprio tempo e lavoro per produrre idee, pensieri psicoanalitici, consapevolezze, linguaggio, esperienze formative e creative, in favore della conoscenza e dell’integrazione dell’altro, del diverso da noi.

Ci siamo attivati attraverso progetti che analizzassero le varie declinazioni del tema ‘violenza’:  psicologica e fisica sulle donne, bullismo e cyberbullismo, guerra e conflitti tra minoranze.

Nell’anno 2016-2017, nell’ambito del Progetto: “La  Non-Cultura della Violenza: in dialogo con gli alunni delle Scuole Primarie e Medie“, abbiamo coinvolto e collaborato con le scuole secondarie di primo grado “Panzini” e “Dante Alighieri” attraverso dialoghi e disegni.

Nell’anno 2017-2018 abbiamo realizzato in collaborazione con Associazione Arcobaleno, il progettoAdolescenti e Migranti. Quale identità?” per aiutare i ragazzi adolescenti delle scuole (licei artistici “Serpieri” di Viserba e “Volta-Fellini” di Riccione) e i migranti a risollevarsi e a conoscersi recuperando fiducia in sé stessi, partendo da quello che piace a loro come la musica, le percussioni e il disegno.

Il progetto ha toccato i temi de il Volto dell’Altro, il Viaggio, la Terra e la Fratellanza.

I disegni e i manufatti prodotti durante i laboratori, dai ragazzi richiedenti asilo e studenti, sono stati esposti a marzo 2018 presso il Museo Civico di Rimini, con la collaborazione dell’assessore alla Cultura.

Le competenze psicoanalitiche (C. Carnevali, G.Vandi, M. Montemurro, L. Ravaioli, R.A. Belpassi, S. Cicchetti, S. Fabbri, L. Mulazzani, S. Saponi, R. Savioli, V. Taddei), antropologiche (G. Guenci Villa) e sociali (M. Spaggiari, G. Cocco) si sono intrecciate con le competenze artistiche e pedagogiche per la crescita culturale e personale dei ragazzi e delle loro famiglie.

Il dialogo, la conversazione sui loro sogni e interessi è stato un corpo a corpo creativo emotivo con l’espressione libera del ritmo della musica e della danza, linguaggi che sono confluiti all’interno della Rassegna “Da qualche parte tra Psicoanalisi e Musica” che si è tenuta allo Spazio Tondelli di Riccione grazie alla collaborazione  di  Simone Bruscia e dell’assessore alla Cultura del Comune di Riccione.

Dopo il successo della realizzazione dei progetti è nata la necessità di integrare l’esperienza coinvolgendo il Movimento Centrale Danza e Teatro (C. Gasparotto) e ulteriori attori sul territorio, sensibili alle tematiche trattate, come la Cooperativa Sociale  “Punto verde” e l’Associazione Onlus “Rimini per tutti”, col raccordo centrale del “Punto di ascolto: accoglienza e integrazione”  ( coordinato dalla sott.ssa Guenci Villa dell’Associazione Arcobaleno) e speriamo ancora tanti altri.

Queste iniziative sono solo il punto di partenza di un’esperienza che ci auguriamo possa durare nel tempo, proprio per questo a Settembre 2018 inizieremo con una nuova programmazione attivando sempre nuove collaborazioni.