Il Fatto Quotidiano 21\3\20 C’è Skype al posto del lettino: così aiutiamo i nostri pazienti. A. Nicolò

Il Fatto Quotidiano

sabato 21 marzo 2020

Wanda Marra  intervista Anna Maria Nicolò

 

Anna Maria Nicolò La presidente degli psicoanalisti freudiani dice:

“Claustrofobia, tensione, senso di persecuzione ora stanno crescendo”

“C’è Skype al posto del lettino: così aiutiamo i nostri pazienti”

 

Introduzione: Gli psicoanalisti, al tempo del Corona virus, stanno variando il loro setting, adattandolo alla  necessità di lavorare tramite la rete da remoto. L’invisibile nemico alle porte, il pericolo insito nella realtà esterna ci suggeriscono di aiutare i  pazienti nel loro spaesamento e chi si voglia rivolgere al neonato servizio della SPI di ascolto telefonico gratuito, cercando di trasformare l’isolamento forzato in un’opportunità per scoprire una dimensione più profonda della propria interiorità.

La prof.ssa Anna Maria Nicolò, neuropsichiatra infantile, membro ordinario AFT della S.P.I e dell’I.P.A.,  Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, nell’intervista di Wanda Marra, mette a fuoco l’incremento del disagio psicologico attuale e le sue caratteristiche, di contro al tentativo terapeutico  di porvi estremo rimedio(Maria Naccari Carlizzi).

 

Il Fatto Quotidiano

sabato 21 marzo 2020

Wanda Marra   intervista Anna Maria Nicolò

 

Anna Maria Nicolò La presidente degli psicoanalisti freudiani dice:

“Claustrofobia, tensione, senso di persecuzione ora stanno crescendo”

“C’è Skype al posto del lettino: così aiutiamo i nostri pazienti”

 

Non ha un minuto libero, Anna Maria Nicolò, presidente della Società psicoanalitica italiana, che riunisce gli specialisti freudiani. Ovvero i più ortodossi. Dopo aver dato il via, già ai primi di marzo, alle sedute su Skype, ora la SPI si sta attivando per fornire un servizio di ascolto telefonico gratuito in tutte le regioni italiane, con il contributo di 150 psicoanalisti. Svolte epocali, davanti a una situazione inimmaginabile fin solo a qualche settimana fa. “Molti di noi, per protezione personale, ma soprattutto per evitare di essere veicolo di contagio per i pazienti, pensano di offrire l’opportunità di condurre sedute di psicoterapia in Skype o per telefono o più genericamente si aprono alla possibilità di continuare il lavoro clinico usando strumenti telematici”, scriveva in una newsletter.

Dottoressa Nicolò, il Covid-19 è anche un’emergenza psicologica?

Certamente. Ci troviamo ad avere un persecutore esterno, imprevedibile, invisibile, difficile da arrestare, un evento che neanche pensavamo potesse accadere. Per noi sono scene fantascientifiche. Questo aumenta la tensione e il senso di provvisorietà. Anche l’altro diventa uno che ci può sottrarre risorse, dalle mascherine, al vitto.

Come agisce questa emergenza su situazioni già difficili?

Intanto, stiamo assistendo al potenziamento di un modo diverso di socialità, in remoto e online. Che però esclude tutto ciò che è corporeo, A livello di disagio psicologico, dipende dalle patologie. Per esempio, il paranoico, che in genere ha il nemico dentro di sé, e lo sposta fuori, come in una guerra, può essere più lucido e calmo. Ma in questo caso il nemico è più invisibile, imprevedibile, che in una guerra. Una persona ansiosa evidentemente aumenta il livello di tensione e può creare problemi a sé stesso e agli altri. Una buona paura, invece, ci aiuta. Così, mentre i depressi gravi vedono aumentare il senso di morte, di angoscia, di annientamento, la maggioranza, meno grave, trova negli altri un contenimento.

Alla fine della seconda settimana di lockdown, la gente sta smettendo di cantare dal balcone, Mentre aumentano panico per Il presente, ansia per il futuro, paura di perdere Il lavoro, rabbia.

Le problematiche stanno crescendo, come il senso di persecuzione, la claustrofobia la tensione, sostenuta anche dai media. Ci sono situazioni di coppia esplosive. Gli adolescenti si sentono braccati, scappano, dal virus e da casa. È una situazione che può diventare pericolosa.

Cantare sui balconi era bello, ma era anche una risposta difensiva all’angoscia. Ora, mentre ci hanno detto che se ci chiudevamo sconfiggevamo il virus, il virus aumenta. Dobbiamo stare molto attenti a non aumentare la pressione emotiva.

La terapia a distanza porta a un cambiamento importante del setting (quell’insieme di aspetti e di regole che caratterizzano il lavoro analitico). Per un freudiano non è poco.

Esistono pubblicazioni, libri, commissioni sulla variazione del setting. Abbiamo il dovere di continuare a lavorare. E i nostri pazienti hanno accettato questa trasformazione. Non credo sarebbe stato meglio abbandonarli. Poi, si pongono problemi di privacy: alcuni (una minoranza in realtà) temono di poter essere spiati. Stiamo cercando le soluzioni. È vero che il lettino nel setting freudiano è molto importante. Ma non tutti i pazienti ci vanno.

Non trova che ci sia un elemento di choc che può accelerare anche dei cambiamenti psicologici?

L’etimologia di crisi viene dalla parola “crino” che significa scelta. Io posso scegliere se sposare una visione positiva o negativa. Per questo, può essere anche trasformativa. Sarebbe un’occasione straordinaria se riuscissimo a usarla. Certo è difficile.

Da una parte, siamo costretti a delle scelte molto più precise di prima (sulla base di fare solo ciò che è proprio necessario), dall’altra ci troviamo in una sorta di carcere permanente, che ci porta a fare i conti con noi stessi.

Sicuramente siamo messi di fronte non solo all’altro, ma anche a noi con noi stessi. Anche chi non è abituato a farlo si pone domande come “chi siamo, cosa vogliamo, dove andiamo”.

Questa drastica riduzione della possibilità di vivere i propri affetti (figli che scelgono di non vedere i genitori per proteggerli, nonne separate dai nipoti, legami molto forti che non sono più possibili come prima) non può essere controproducente?

Sinceramente non so. La crudeltà dell’evento è evidente. Per fortuna, ci possiamo sentire per telefono.

In un momento così, quanto vale la psicoanalisi?

È importante sempre, perché puoi imparare un modo di pensare libero e padrone di te. Winnicott si augurava di morire da vivo e da sveglio. E in questo modo, anche l’ultimo attimo ha un significato.

 

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