la Repubblica 12/11/19 “E così si superano i momenti difficili” S. Bolognini

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Salute

Medicina prevenzione Benessere

martedì 12/11/2019

Valeria Pini intervista Stefano Bolognini

“E così si superano i momenti difficili”

Introduzione: Sin dai tempi de “Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio” (Sigmund Freud 1905) è palese che l’umorismo e la comicità  aiutino a  trasformare le avversità in esperienze tollerabili, come dimostra Benigni ne  “La vita è bella”.

Valeria Pini  intervista Stefano Bolognini, sul significato e sulle differenze fra umorismo,  risata, ironia e  sarcasmo e sul loro uso per comunicare differenti e opposte emozioni.

Stefano Bolognini, psichiatra, membro ordinario, AFT della Società Psicoanalitica Italiana, è past president della SPI e dell’International Psychoanalytical Association. (Maria Naccari Carlizzi).

 

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martedì 12/11/2019

Valeria Pini intervista Stefano Bolognini

“E così si superano i momenti difficili”

 

A volte ridere è la migliore medicina per affrontare i momenti difficili. È per questo guardare un film comico regala benessere. “La risata provoca una scarica di tensione e per questo arriva sempre con una sensazione di rilassamento”, spiega Stefano Bolognini primo psicoanalista italiano a guidare fino al 2017 la Associazione Psicoanalitica Internazionale.

 

Cosa accade nel nostro cervello quando stiamo per ridere?

 

“Basta pensare al classico film di Fantozzi che presenta una situazione angosciante, quasi inverosimile. Quando lo spettatore capisce che non si tratta di realtà ride. Scarica la tensione e rilascia endorfine. Questo fa bene e provoca un piacere che è superiore alla preoccupazione e al dolore nel quale la persona era immersa poco prima”.

 

Spesso ridiamo anche quando accade qualcosa di brutto.

 

“In certi casi si ride per non piangere. Succede in situazioni tragiche come, ad esempio, in caso di lutto, di cercare di “evadere” magari con una battuta divertente. Ma non si tratta di una reazione sana, perché in questi casi neghiamo il dolore e va invece elaborato. Si ride per forza e resta una sensazione di malessere”.

 

Esistono altre modalità che non ci liberano e non sono sane?

 

“Quando la risata è sarcastica non è sana. Trattare male una persona crea malessere. Mi riferisco allo sghignazzo che non rispetta l’altro. Anche l’autosarcasmo è negativo perché un modo per denigrarci. In queste situazioni non si abbassano le difese e non ci si libera come invece accade quando la risata è benevola”.

 

Che differenza c’è con l’ironia?

 

“L’ironia è una modalità più benigna che può fare stare bene. Non c’è distruttività in questo caso. Anche chi è autoironico descrive in modo affettuoso i propri limiti”.

 

L’ironia è spesso un elemento di forza anche di molte coppie. Ma anche fra amici.

 

“Se si accompagna un sentimento di benevolenza fa bene. Deve essere sottile e rispettosa. L’altro sente subito se c’è o meno una qualche forma di aggressività. Comunque molto utile per rendere “digeribili” le differenze”.

 

Il buonumore può essere una chiave per superare situazioni difficili?

 

“Nella favola Il gatto con gli stivali il protagonista si trova di fronte a un orco, con nemico difficile da affrontare e sembra impossibile che lo possa sconfiggere. A quel punto il gatto decide di sfidarlo e gli chiede di diventare un topolino. L’orco accetta e viene divorato. Questo ci dimostra che certi nemici possono essere ridimensionati. Se li ridimensioniamo ridendo, a volte diventano meno terribile ci sentiamo quindi più forti. Come nel celebre slogan. “Una risata vi seppellirà””.