la Repubblica, Un’ esperienza condivisa quasi una cura, F. Castriota

la Repubblica, 27 marzo 2019 Un’ esperienza condivisa quasi una cura di Fabio Castriota

la Repubblica

mercoledì 27 marzo 2019

UN’ESPERIENZA CONDIVISA QUASI UNA CURA

di Fabio Castriota 

 

Introduzione: Qual è la relazione fra cinema e psicoanalisi, fra i fratelli Lumiere e Freud, fra flusso delle immagini proiettate e sogno, fra film/sogno e sogno/film, fra cinema e mente…? Al di là delle possibili analogie e delle evidenti differenze si è aperto a Roma il Festival di Psicoanalisi e Cinema “ Cinemente”con una fitta rassegna di presentazioni. Seguendo il sottile fil rouge che lega le due esperienze il prof. Fabio Castriota, Psichiatra, membro ordinario della SPI, vice presidente della Società Psicoanalitica Italiana ne sottolinea il significato profondo (Maria Naccari Carlizzi).

 

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mercoledì 27 marzo 2019

UN’ESPERIENZA CONDIVISA QUASI UNA CURA

di Fabio Castriota

 

Psicoanalisi e Cinema, diffusesi nel corso dello scorso secolo, influenzando sia la cultura, che la scienza e il mondo dell’arte, hanno in comune, da versanti diversi, lo sforzo di penetrare il contenuto apparentemente casuale della vita e del carattere umano. Anche se il Cinema non ha alcun presupposto terapeutico, alcuni aspetti della sua indagine e la sua capacità di stimolare e portare alla coscienza alcuni degli aspetti più profondi della psiche, hanno stimolato questo confronto. I film inoltre utilizzano, tra i diversi registri, soprattutto quello iconico come mezzo espressivo, lo stesso che fa dei sogni uno degli strumenti su cui si fonda la pratica psicoanalitica. Con queste premesse è nato 8 anni fa il festival di Psicoanalisi e Cinema “Cinemente”, con la collaborazione tra il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Cineteca Nazionale, l’Ente Palaexpo e la Società Psicoanalitica Italiana. La rassegna prevede delle proiezioni alle quali partecipano uno psicoanalista ed il regista del film, che propongono una riflessione sul tema in discussione da un versante psicoanalitico e cinematografico. Dopo i loro interventi, il pubblico interviene ponendo questioni, riflessioni e domande in un dibattito che è sempre vivo e stimolante. Da questo punto di vista Cinemente non è solo una rassegna cinematografica, ma soprattutto uno spazio di fecondo confronto creativo dove il dialogo tra il pubblico, gli psicoanalisti e i registi è lo spunto di un’esperienza condivisa.

 

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