Nello studio di Freud spuntano due cartoline della Certosa, Il Resto del Carlino, 10 aprile 2014

IL RESTO DEL CARLINO – 10 APRILE 2014
Nello studio di Freud spuntano due cartoline della Certosa
Le Due Torri e un paio di monumenti funebri del cimitero monumentale fanno capolino su una parete della sua casa in una foto-ritratto del padre della psicoanalisi
Nello studio di Freud spuntano alcune cartoline di Bologna

INTRODUZIONE: La presenza delle foto di due monumenti funebri del Cimitero della Certosa nello studio di Freud consentono a Il Resto del Carlino e all’Associazione Amici della Certosa di ricordare il viaggio del padre della psicoanalisi a Bologna . Il giornale collega la scelta delle immagini funebri con il suo interesse già nel 1896 per il tema della morte. (Silvia Vessella)

IL RESTO DEL CARLINO
Bologna, 10 aprile 2014 –

Scorci di Bologna fanno capolino alle spalle di Sigmund Freud in una foto che lo ritrae nella sua casa viennese. Appese alla parete si scorgono alcune cartoline ben riconoscibili di vedute italiane che Freud aveva acquistato nei diversi luoghi visitati. In mezzo a panoramiche di Venezia e Ravenna, ecco che spuntano le Due Torri e due particolari di monumenti funebri del cimitero della Certosa. A illustrare il viaggio di Freud in Italia a fine Ottocento e la sosta bolognese è Cecilia Cristiani sul sito dell’Associazione Amici della Certosa.
Il padre della psicoanalisi ha visitato Bologna nel 1896 e in un telegramma indirizzato alla moglie Martha e datato 1 settembre scrive: “Trattoria dopo aver scoperto mezza città. Città stupenda, pulita, con piazze e monumenti colossali. Visitato un Museo Civico, Alex morto, io fresco come una rosa. Giornata bellissima, non calda, il vino già delizioso. Qui certo occasione per comperare paccottiglia. Chiese ed arte qui per fortuna meno coercitivi. Penso con gioia alle torri pendenti e all’Università nel pomeriggio. Resto qui ancora domani, mercoledì 2/9, perciò spedito telegramma per avere notizie.”
Il giorno seguente invia una nuova cartolina postale alla moglie in cui dice: “Ieri molto piacere per il telegramma. Vista una chiesa molto bella e il Campo Santo, di cui comperate 2 foto”. Il ‘Campo Santo’ è proprio la nostra Certosa e la “chiesa molto bella” di cui parla è quella di San Girolamo. Le foto invece sono state realizzate da Pietro Poppi la cui ditta fotografica era famosa per le riproduzioni di vedute urbane e di opere d’arte tra le quali una vasta quantità di opere scultoree della Certosa. I due monumenti scelti da Freud sono opera di Carlo Monari e di Augusto Rivalta. Freud acquista la riproduzione della tomba Lanzi Bersani che Monari esegue nel 1883. Dall’epigrafe si legge che il monumento è dedicato a Clementina Lanzi Bersani, qui attorniata dai figli (fig.3), sposata due volte, muore “compiuti i nove lustri della sua età virtuosamente vissuta”. L’altra foto ritrae il monumento di Achille Minghetti realizzato da Augusto Rivalta da collocarsi all’incirca attorno al 1872. La rappresentazione celebra la morte prematura di un bambino della famiglia. I fratellini sono descritti in modo estremamente particolareggiato sia nelle pose che nell’abbigliamento.
Non ci è dato sapere quale sia il motivo che ha spinto Freud ad acquistare queste due fotografie, si può solo ipotizzare che siano legate al suo ben noto interesse per “l’uomo di fronte alla morte”, di cui lungamente ha scritto. Le sue opere più famose come “Lutto e melanconia” del 1917 o “Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte” (1915), tanto per citarne alcune, trattano ampiamente l’argomento.