Berlino: psicanalista, proteggere bimbi da immagini, ANSA, 20 dicembre 2016

 ANSA  – 20 DIC 2016

Berlino: psicanalista, proteggere bimbi da immagini

PRESENZA ADULTI CONSENTE RELATIVIZZARE PERICOLO E RIDURRE ANSIA

INTRODUZIONE: A proposito dell’ultimo attentato terroristico di Berlino Claudia Spadazzi  psicanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi) in questa intervista sottolinea l’importanza  del proteggere bambini e adolescenti dalle notizie e dalla visione delle immagini violente con la presenza e la rassicurazione di un adulto che ne circoscriva l’effetto traumatogeno.(Silvia Vessella)

ANSA  – 20 DIC 2016

Berlino: psicoanalista, proteggere bimbi da immagini

PRESENZA ADULTI CONSENTE RELATIVIZZARE PERICOLO E RIDURRE ANSIA

La violenza del terrorismo, come nell’ultimo attentato a Berlino, può determinare gravi ripercussioni nella psiche adulta, ma a rischio sono anche bambini e adolescenti che vanno ‘protetti’ da immagini shock e informazioni non mediate. A sottolinearlo è Claudia Spadazzi, psicanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi). “L’irruzione della violenza terroristica nella quotidianità, in particolare durante i preparativi della festività più importante della cultura occidentale – afferma Spadazzi – ha lo scopo prestabilito di ingenerare paura, dolore, incertezza, sfiducia nelle istituzioni, nel proprio Paese, nella propria cultura”. Le persone direttamente colpite, spiega, “possono subire un trauma grave, che comporta in alcuni casi, un vero e proprio disturbo post-traumatico da stress, in grado di causare sequele che possono perdurare per anni, analoghe ai disturbi di cui soffrono i militari coinvolti in azioni di guerra”.

Ma anche gli spettatori più distanti, e in particolare bambini e adolescenti, avverte Spadazzi, “subiscono la violenza delle informazioni e delle immagini che vengono diffuse dai media”. Da qui i consigli dell’esperta: “I bambini andrebbero protetti innanzitutto riducendo per quanto possibile l’esposizione a immagini crude, di effetti violenti di atti terroristici, come sangue, espressioni di sofferenza, lamenti, morti. Poi andrebbe sempre evitata la visione delle immagini lasciando il bambino o l’adolescente da solo; la presenza dell’adulto consente infatti di relativizzare il pericolo, contenere l’ansia e condividere il dolore che le informazioni suscitano”. Gli eventi, rileva l’esperta, “andrebbero spiegati con calma, aggiungendo che si tratta di episodi rari, rassicurando al contempo sulla fiducia nell’umanità e nel futuro”. Insonnia, incubi, ansia generalizzata, paure non legate a motivazioni contingenti, conclude, “possono essere campanelli di allarme riguardo alla salute psichica sia del bambino sia dell’adulto”.

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