Dipendenze, Italia tra prime 5 a soffrirne di piu’ in Europa, ANSA. IT , 28 marzo 2014

ANSA. IT – 2014-03-28
Salute&Benessere

Dipendenze, Italia tra prime 5 a soffrirne di piu’ in Europa
Janiri, siamo gia’ primi per consumo di cannabis

Introduzione: Luigi Janiri, professore di Psichiatria presso l’Università Cattolica di Roma e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (Spi), su Ansa.it illustra i dati allarmanti delle dipendenze in Italia, causati dalla pesante crisi sociale, e prospetta le vie psicodinamiche di approccio al problema. (Silvia Vessella)

ANSA IT
28 marzo 2014

Alcol fumo, gioco, sesso, droghe: gli italiani non si fanno mancare niente quanto a dipendenze. Siamo infatti tra le prime 5 nazioni europee per questo tipo di patologie. A spiegarlo è Luigi Janiri, professore di Psichiatria presso l’Università Cattolica di Roma e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana (Spi).

”Esistono molte forme di dipendenza – evidenzia – e la loro ricaduta sociale è elevatissima. La dipendenza da alcol ha un’alta prevalenza in Europa con più di 14 milioni di persone colpite ogni anno. Solo in Italia gli alcoldipendenti sono circa 1 milione e più di 8 milioni di persone sono considerate bevitori a rischio. Un fenomeno in crescita soprattutto fra i giovani, vittime anche di poliabuso”. In aumento anche i giocatori d’azzardo patologici, che si stima siano lo 0,5-2,2% della popolazione italiana (da oltre 300mila a oltre 1,3 milioni persone colpite), mentre il 7% degli italiani tra i 15 e 64 anni ha provato ad assumere cocaina almeno una volta nella vita, e il 2,1% ammette di averne consumato nel corso dell’ultimo anno. ”Considerando la fascia di popolazione che va dai 15 ai 64 anni – continua Janiri – siamo al primo posto in Europa (14,3%) per consumo di cannabis nell’ultimo anno e al secondo posto (6,9%) dopo la Spagna (7,6%) per uso della cannabis nell’ultimo mese. Terzi (32%) dopo Danimarca (32,5%) e Spagna (32,1%) se si considera il consumo di cannabis almeno una volta nella vita”.

L’aumento delle dipendenze si spiega, secondo Janiri, con ”la crescita dei fattori di disagio sociale – prosegue – Come terapia di riabilitazione si punta a colloqui motivazionali e lavoro in gruppo come modello di aiuto, un po’ come gli alcolisti anonimi, con il supporto di counsellor e psicologi”.

Il gruppo rinforza la motivazione a smettere e aiuta il soggetto a prevenire le ricadute, identificando le situazioni di rischio esterno. ”La psicoterapia psicodinamica è invece lo strumento che consente – conclude – di comprendere le motivazioni profonde della fragilità dell’Io della personalità dipendente, incapace di rimandare la gratificazione e tollerare la frustrazione”.