Fra i 15 e i 19 anni suicidio e’ la seconda causa di morte, ANSA, 15 aprile 2014

Fra i 15 e i 19 anni suicidio e’ la seconda causa di morte

Rossi Monti, fenomeno dilagante che fa da sfondo ai selfie

INTRODUZIONE: Mario Rossi Monti, membro della Società Psicoanalitica Italiana, interviene sulla notizia dell’ennesimo suicidio di un adolescente. Sottolinea come il fenomeno drammatico sia aumentato molto tra gli adolescenti insieme con quello della spettacolarizzazione di fenomeni drammatici attraverso i selfie.Attribuisce i tentativi di suicidio al polo emotivo vergogna – colpa collegata con la sensazione di solitudine e la mancanza di speranza. (Silvia Vessella)

ANSA  – 15 APR. 2014-

Fra i 15 e i 19 anni suicidio e’ la seconda causa di morte

Rossi Monti, fenomeno dilagante che fa da sfondo ai selfie

Ieri e’ successo ad Aurora, appena 14 anni: insostenibile  il peso degli insulti ricevuti sul social network Ask.fm, tanto da spingerla a gettarsi giu’ dal balcone.  Nei mesi precedenti era toccato a Nadia, di Cittadella, in provincia di Padova,con un copione pressoché identico, fatto di insulti sul web, tanta sofferenza e la scelta di farla finita. E ancora a Carolina, di Novara , troppo fragile e troppo giovane per poter sopportare il peso delle parole pesanti con le quali veniva bersagliata sui social network. E’ lungo l’elenco dei giovani che hanno scelto di porre fine alla propria vita, soprattutto perché insultati da coetanei non consapevoli del peso e dell’importanza delle loro parole. In generale, ogni anno circa un milione di persone muore per suicidio: nel mondo c’e’ un suicidio ogni 40 secondi e un tentativo di suicidio ogni tre- spiega il professor Mario Rossi Monti, ordinario di Psicologia Clinica all’Università di Urbino, che sottolinea anche come prima la scelta di porre fine alla propria vita riguardasse in particolar modo gli over 45, mentre oggi è tra le tre principali cause di morte nella fascia di età compresa tra i 15 e i 44 anni e tra le prime due per la fascia tra i 15 e i 19 anni. “Si tratta di dati allarmanti e drammatici, che mostrano come il suicidio sia oggi non solo una delle emergenze più frequenti, ma anche uno dei problemi più gravi che il mondo intero è costretto ad affrontare” prosegue l’esperto, secondo il quale “il fenomeno e’ talmente  dilagante  dal finire persino con l’essere esibito come scenografia di fondo di un selfie”. “E’ il caso di quella ragazza americana, che si è immortalata in un ‘autoscatto d’autore’mentre sul ponte di Brooklin la polizia stava tentando di convincere un uomo a non lanciarsi nel vuoto : uno scatto che ha conquistato la copertina del New York Post, indignando l’America intera” ricorda l’esperto”. “Se si esaminano i blog di aspiranti suicidi, i messaggi di addio postati nei profili personali di Facebook, Myspace o Twitter si può ‘aprire una finestra’ nella mente del suicida- conclude Rossi Monti- ciò  che emerge è che i poli emotivi più frequentemente presenti sono l’asse vergogna-colpa, per cui il suicidio viene spesso associato a un sentimento di colpa, a un senso di responsabilità totale nei confronti di quanto accade intorno, quello vuoto-disforia, secondo cui sentimenti di ansia e irritazione possono avere un’alta potenzialità di suicidio, soprattutto se associati a un sentimento di vuoto cronico e infine l’asse hopelessness-helplessness, per cui a caratterizzare la condizione presuicidaria è la mancanza di speranza, assieme alla convinzione di non poter ricevere alcun aiuto dal mondo esterno”.