Introduzione

Gli articoli qui di seguito di Lilli Garrone (Corriere della Sera), Valeria Trigo (Unità),Alessandra Rota (Repubblica) e Beppe Sebaste (Repubblica) si riferiscono tutti all’inaugurazione del "Giardino Sigmund Freud".
Finalmente anche Roma ha un luogo intitolato a Sigmund Freud. E’ un giardino situato in via Lisbona, a lato della sede storica della Società Psicoanalitica Italiana di via Panama.
Un giardino è un luogo vivo, di riflessione, di sosta, di attesa, di progetti.
E’ un luogo circoscritto questo piccolo giardino e semplice. In esso nascono e crescono colori, odori, e sapori visto che ci sono anche alberi da frutta.
In analogia la psicoanalisi, che è luogo di sentimenti ed emozioni, molteplici, a volte sorprendenti, dove sono a coltura sensazioni e pensieri ,curati oppure selvaggi . Questo giardino è così. Il desiderio di Sigmund Freud di trascorrere la vecchiaia nella città eterna viene riproposto al mattino durante l’inaugurazione nella lettura di alcune "Lettere ai familiari", insieme con altri ricordi affettuosi e divertenti, annotati sul diario di viaggio, e selezionati da Gianni Garko.
Nel pomeriggio il suggestivo documentario di Maria Grazia Vassallo Torregiani rievoca le tappe dei viaggi di Freud in Italia.
Di seguito una pacata ed intensa conversazione di Stefano Bolognini ed Eugenio Scalfari rimanda a un tema molto vasto "La psicoanalisi: radici memorie costruzioni" .
Il dialogo spazia dai temi della modernità, della politica a quelli più intimi ed introspettivi di una vita vissuta intensamente.

Silvia Vessella